Mercoledì 25 marzo alle 18, presso la Fondazione Ambrosianeum a Milano si svolgerà l’incontro “Ai confini dell’umano: la persona al tempo delle macchine intelligenti” con
don Luca Peyron, teologo e giurista, Istituto per l’Intelligenza artificiale applicata all’industria AI4I e Gigio Rancilio, giornalista e autore di Vite digitali. Storie, domande e strumenti per restare umani. Introduce Fabio Pizzul, presidente Fondazione Ambrosianeum.
I confini, lo vediamo ogni giorno, sono fragilissimi. Potrebbero essere il luogo dell’incontro ed invece, sempre di più, sono quello dello scontro. Il nostro tempo ha bisogno con urgenza non di salti in avanti, ma in alto, per avere una prospettiva nuova, diversa, viva e vera di noi stessi e del mondo. Così in alto che i confini spariscano e si veda solo la bellezza, delicata e meravigliosa, dell’insieme. Dell’umano che siamo, senza confini, immersi nel tempo e nell’universo. Oggi l’intelligenza artificiale può essere la tecnica che ci permette quel salto in alto. Dopo il telescopio e il microscopio, essa è quel “macroscopio” che allarga potenzialmente il nostro sguardo, apre l’orizzonte, oltre la siepe.
L’intelligenza artificiale è una grande opportunità per il pensiero.
Il dibattuto accademico su questi temi è ampio, talora feroce, altre volte, va detto, poco coraggioso e inconsistente. Questo incontro parte da qui: invita a riflettere sulle trasformazioni in atto, tra innovazione tecnologica e identità personale, etica e relazioni. Un’occasione di confronto aperto per esplorare opportunità, rischi e responsabilità di un futuro sempre più intrecciato con l’intelligenza artificiale, mettendo al centro la dignità e il valore della persona.
In collaborazione con Avvenire, Vita e Pensiero e UCSI Lombardia.
La partecipazione all’incontro è libera e gratuita.




















