Nel 2020 85 milioni di euro alle diocesi lombarde, a cui si è aggiunto un contributo straordinario di 16 milioni per l’emergenza Covid. Marazzi: «la chiesa riceve e dona. La firma è un atto di comunione ecclesiale e di senso civico». Gualzetti: «con quei fondi abbiamo aiutato gli impoveriti e i fragili dimenticati. Sostenere la chiesa con maggiore consapevolezza»

Milano, 21 aprile 2021 – Il Covid-19 ha colpito duramente la Lombardia. Migliaia di famiglie sono state provate da sofferenze e lutti. Tante comunità hanno perso i propri sacerdoti. La Chiesa ha potuto reggere l’urto della crisi e aiutare chi ne ha subito le conseguenze peggiori grazie ai cittadini che nella dichiarazione dei redditi hanno scelto di destinarle l’8 per mille dei propri contributi fiscali.

Nel 2020, l’anno in cui è esplosa la pandemia, alle 10 diocesi della Lombardia sono arrivati, grazie all’8 per mille, 85 milioni di euro. Di tali risorse il 18,3% è stato utilizzato per opere di culto e pastorale, il 17,7% per la carità, il 54,3% per il sostentamento del clero, il 5,6% per l’edilizia di culto e il 4,1% per i beni culturali.

Inoltre, sempre nel 2020, la Conferenza episcopale italiana ha destinato alla Lombardia ulteriori 16 milioni di euro, sempre tratti dai fondi dell’8 per mille, per la sola emergenza Coronavirus. Tali risorse sono state utilizzate per aiutare le famiglie in difficoltà, rifornire di materiale sanitario ospedali e strutture sanitarie, aiutare comunità in cui erano presenti situazioni di forte fragilità.

A fronte di questo impegno, tuttavia, il numero di persone che nella dichiarazione Irpef esprime la propria preferenza per la Chiesa cattolica sta calando. A livello nazionale la quota di risorse raccolte con questa modalità e destinate alla Chiesa cattolica è del 77% (l’ultimo anno fiscale per cui è disponibile questo dato è il 2017) e rispetto agli anni precedenti il calo è di circa l’1% annuo. In Lombardia l’analoga percentuale si attesta sull’80%.

Nasce da questo contesto l’appello rivolto ai fedeli dai vescovi delle 10 diocesi lombarde. In occasione della Giornata nazionale del Sovvenire che si celebra il 2 maggio, i presuli per la prima volta firmano insieme una lettera dal titolo “Gratitudine e impegno”, che verrà distribuita in tutte le chiese. In essa anzitutto ringraziano coloro che – credenti e non – hanno permesso alla Chiesa cattolica di aiutare molte persone in situazioni di emergenza. «La pandemia, dalla quale speriamo di potere uscire al più presto, è stata la prova di una vera e concreta solidarietà», grazie alla quale «la Chiesa cattolica ha potuto concorrere alla salute e alla promozione del bene comune in Italia e all’estero».

Proprio a motivo dei bisogni crescenti determinati dalla crisi che ancora continua ad aggredire i più deboli, i membri della Conferenza episcopale lombarda invitano i fedeli a contribuire al “flusso di bene” attivato dall’8 per mille alla Chiesa cattolica con sempre maggiore consapevolezza: «Insieme con il grazie, chiediamo un vostro aiuto e una maggiore assunzione di impegno» verso una scelta che non è solo «una questione economica, ma un evidente e incisivo atto di comunione ecclesiale».

«Le Chiese di Lombardia dimostrano, con questa lettera, di voler dare un messaggio di speranza, di unità e di solidarietà – commenta Attilio Marazzi, incaricato per la Lombardia del Servizio per il sostegno economico della Chiesa cattolica -. La Chiesa riceve e dona, a lei nulla rimane, tutto viene ridonato e condiviso con i più bisognosi. In questo senso la firma è un atto di comunione ecclesiale e di senso civico».

«Con quei fondi abbiamo aiutato gli impoveriti da Covid e i fragili che sono stati dimenticati – dichiara Luciano Gualzetti, delegato regionale delle Caritas lombarde -. I vescovi ci invitano a contribuire con maggiore consapevolezza. Scegliere a chi destinare l’8 per mille è un esercizio di libertà ed è un atto con cui si dichiara la propria appartenenza e condivisione a una storia comune volta al bene e alla promozione della persona. Una possibilità, tra l’altro, concessa a tutti. Anche a coloro che pur avendo un reddito, non presentano la dichiarazione Irpef: i quali, cosa purtroppo ancora poco nota, possono scaricare dal sito dell’Agenzia delle entrare il modulo, barrarlo, firmarlo ed inviarlo per posta».

In allegato il testo della Lettera dei Vescovi della Lombardia.

Stefano Femminis
Responsabile Ufficio Comunicazioni sociali
Arcidiocesi di Milano

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