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AL PIME durante la Quaresima si parlerà dell'evangelizzazione tra i Lakota, dell'impegno per i migranti e dei Martiri d'Algeria nel trentesimo anniversario della loro morte. Il percorso si concluderà il 26 marzo con una serata dedicata alla Guinea-Bissau

La Quaresima del 2026 si presenta come un tempo ricco di opportunità per la riflessione e l’incontro, grazie alla sinergia tra le realtà locali e il respiro missionario del territorio milanese. La Parrocchia S. Giustina apre il suo percorso intitolato “Testimoni di Salvezza” , un ciclo di quattro incontri curato dal Gruppo Animazione Missionaria che si terranno ogni venerdì alle ore 21:00 presso la chiesa parrocchiale.

Il cammino a S. Giustina prenderà il via il 27 febbraio con l’intervento di don Davide Bertocchi, che affronterà i temi di “Esilio, Schiavitù, Tentazione”. Don Davide proseguirà la sua riflessione il 6 marzo focalizzandosi sul “Nuovo Esodo, Liberazione, Rinnovamento dell’Alleanza”. La seconda parte del percorso parrocchiale sarà invece affidata a Luca Moscatelli, che il 13 marzo parlerà del deserto all’inizio della vita pubblica di Gesù e concluderà il ciclo il 20 marzo trattando dello scontro finale e della liberazione dal male.

Parallelamente a questa proposta, il Centro PIME di Milano offre una serie di appuntamenti che allargano lo sguardo verso le frontiere del mondo. Il programma “Quaresima PIME 2026” inizierà mercoledì 25 febbraio con una serata dedicata al Vangelo tra i Lakota insieme a don Andrea Benso, per poi proseguire il 4 marzo con la testimonianza di don Mattia Ferrari sull’impegno della Chiesa verso i migranti.

Un momento di particolare intensità sarà dedicato alla memoria dei Martiri d’Algeria, a trent’anni dalla loro uccisione. Giovedì 12 marzo, presso Santa Maria della Passione, verrà inaugurata la mostra “Chiamati due volte”, seguita venerdì 20 marzo da una Via Crucis e testimonianza del Cardinale Jean-Paul Vesco nel Duomo di Milano. Il mese si concluderà giovedì 26 marzo con una giornata speciale dedicata alla Guinea-Bissau, che includerà testimonianze missionarie, un apericena africano e lo spettacolo teatrale “La Korà di Leopoldo”.

Questo fitto calendario invita ogni fedele a vivere la preparazione alla Pasqua non solo come un esercizio individuale, ma come un’esperienza comunitaria e missionaria capace di unire la profondità della meditazione biblica alla concretezza della testimonianza vissuta in ogni angolo della terra.

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