È uno dei temi trattati all’interno del progetto “Fascicolo del Fabbricato” e oggetto degli incontri di aggiornamento, conclusi il 14 marzo u.s., che l’Ufficio amministrativo diocesano ha proposto e alle parrocchie

campane

In questi mesi l’Ufficio amministrativo diocesano si è adoperato per approfondire alcune tematiche che certamente interessano tutte le parrocchie, ma che risultano per lo più sconosciute ai non addetti ai lavori: una tra queste risulta essere la manutenzione e il controllo dell’impianto della torre campanaria.

«Per analizzare l’importante e, nello stesso tempo, singolare spazio che costituisce la cella campanaria – spiega Achille Invernici, referente tecnico del progetto “Fascicolo del Fabbricato” presso l’Ufficio – abbiamo pensato di coinvolgere alcune aziende del settore, che quotidianamente si prodigano nel mantenere in piena efficienza questo impianto antico e complesso. Abbiamo quindi invitato A.E.I. di Perego C.&C. di Pozzuolo Martesana (Milano), DAN di De Antoni Srl di Coccaglio (Brescia), Roberto Trebino Snc di Uscio (Genova) e Capanni Cav. Uff. Paolo Snc di Castelnuovo né Monti (Reggio Emilia) per comprendere le peculiarità di questo impianto e le metodiche per la sua corretta manutenzione».

«Tra gli obiettivi che ci siamo proposti – continua Invernici – vi è l’intento di individuare le forme più idonee per illustrare alle parrocchie (sacerdoti e volontari), da un lato, l’articolato sistema della cella campanaria e, dall’altro, gli accorgimenti necessari per una scrupolosa e adeguata gestione degli impianti presenti».

Conoscere quali impianti sono presenti sulla torre campanaria, individuare quali sono i ruoli e le responsabilità e sapere quali sono le manutenzioni e le verifiche più idonee, costituiscono il fulcro centrale degli incontri che l’Ufficio amministrativo ha organizzato in febbraio e marzo, insieme a un altro tema molto sentito quale la sicurezza nelle strutture parrocchiali. Saranno proprio le aziende menzionate a intervenire agli incontri, presentando la problematica e cercando di fugare eventuali dubbi. Di seguito ci relazionano in breve sul contenuto delle serate.

Come funzionano le campane

«Nella cella campanaria sono presenti una serie di dispositivi meccanici ed elettrici che consentono il suono delle campane e che necessitano di essere controllati periodicamente: le campane sono grandi masse metalliche in movimento poste ad altezza elevata, e sono costantemente esposte all’azione degli agenti atmosferici. Si comprende quindi l’importanza di una corretta manutenzione che possa garantire il suono delle campane in piena sicurezza e la corretta conservazione delle stesse.

Oggi la maggior parte dei complessi campanari è automatizzata: ovvero è presente un impianto elettrico che fa suonare le campane in modo automatico, senza che nessuno più si adoperi nel tirare le corde a mano come avveniva sino ad alcuni decenni fa. A fianco della campana è presente una ruota in ferro, su cui è posizionata una canalina. Nei complessi campanari con il suono ancora manuale la canalina serve per il contenimento della corda per il suono della campana stessa. Dove c’è un impianto elettrico, invece, la ruota serve per il contenimento di una catena, che a sua volta è collegata a un motore che determina il movimento della campana. Nella parte superiore interna della campana è ancorato un battaglio: quando la campana si muove il battaglio la colpisce determinandone il suono. La campana è fissata ad un ceppo metallico, avente la funzione di sostenere e bilanciare la campana nel suo movimento.

Al di sotto della cella campanaria è presente un quadro di potenza per i dispositivi elettrici dell’impianto per il suono in automatico (motori, elettromartelli, ecc…). In sagrestia è presente invece il quadro di comando per la programmazione dei concerti. Vi sono inoltre diversi altri componenti meccanici ed elettrici che concorrono a determinare il suono delle campane. In considerazione dell’usura del tempo e degli agenti atmosferici, è necessario che questi dispositivi vengano controllati periodicamente e, almeno una volta all’anno, sottoposti a manutenzione.

Gli incontri proposti saranno anche l’occasione per fornire chiarimenti in merito all’adeguatezza di questi interventi. La corretta manutenzione infatti non può essere eseguita da personale di aziende che non ha una specifica conoscenza ed esperienza nel settore. L’esecuzione di una corretta manutenzione richiede infatti una serie di operazioni che devono essere eseguite da tecnici qualificati operanti in aziende di provata esperienza. Le ditte che si occupano della gestione del campanile devono garantire che il proprio personale sia assicurato e istruito in merito ai rischi specifici (esecuzione di lavori in quota, abilitazione a operare sulle apparecchiature elettriche anche in presenza di tensione, ecc…). Al riguardo ricordiamo che la responsabilità in caso di infortunio di persona non assicurata Inail ricade sul parroco che ha consentito all’accesso alla torre».

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