Diversi i motivi della visita: la Domenica del mare; il centenario della Stella Maris; l'anniversario della Laudato si'. A seguire, tre cammini di turismo religioso sulle tracce del mare a Milano

Massimo Pavanello
Referente diocesano Apostolato del Mare

Delpini-Mercato
Mons. Delpini in una precedente visita al Mercato agroalimentare

A Milano, il mare non c’è. Inutile cacciarsela. Ciao! È la prima reazione.
Un orecchio attento, invece, sente pure qui lo sciabordio delle onde. E un naso allenato, capta i caratteristici profumi marini.
Basti una costatazione: molta merce – di cui anche gli ambrosiani dispongono – arriva loro prevalentemente attraverso le navi. Un odore, inoltre, s’impone. Ogni giorno, dalle spiagge, il pesce fresco raggiunge le tavole locali attraverso il Mercato ittico più grande del sud Europa: quello di Milano, appunto. Il mare, quindi, non è fuori orizzonte.
L’Arcivescovo mons. Mario Delpini, seguendo questi sensi sviluppati, visiterà pertanto i banchi del pescato. Un incontro con gli operatori del settore, presso il Mercato cittadino, avrà luogo venerdì 3 luglio 2020, alle ore 7.30.

I motivi della visita
Di carne (ops!, pesce) al fuoco ce n’è. La rete trabocca.
In questo mese, ricorre la tradizionale giornata ecclesiale denominata Domenica del mare.
Da un anno, poi, la Stella Maris si prepara a celebrare il centenario di fondazione che si terrà dopo l’estate. Il sodalizio ecclesiale, ha una preoccupazione pastorale per l’intera filiera marina: in ogni porto, raccoglie le confidenze degli operatori e delle loro famiglie, che risentono dei risvolti faticosi del lavoro; cura la formazione dei cappellani, a servizio di equipaggi e passeggeri con diverse provenienze geografiche e religiose; è attenta alla vita di chi sfida le onde per sfuggire la fame e la guerra.
Nel prossimo mese di agosto, in più, l’Apostolato della Preghiera (al quale la storia iniziale della Stella Maris è legata) ha stabilito che l’intenzione universale della orazione del Santo Padre sia dedicata al mondo marittimo: «Preghiamo per tutte le persone che lavorano e vivono del mare, compresi marinai, pescatori e le loro famiglie».
Ad imprimere una accelerazione d’attenzione, è arrivata cinque anni or sono la Laudato Si’. Nel testo si trova un esplicito riferimento anche al mondo della pesca, coinvolta dalla tesi fondamentale del tutto è connesso. Lo stesso papa Francesco ha chiesto di dedicare un intero anno, sino al maggio 2021, alla celebrazione dei temi dell’enciclica.
L’Arcivescovo – con la sua presenza al Mercato ittico – manifesterà quindi stima e vicinanza pastorale a tutto il comparto.

Tre Cammini continuano l’incontro
Il territorio milanese è attraversato, poi, anche da Vie di pellegrinaggio e di turismo religioso, che nel tempo estivo possono essere percorse meditando le tematiche citate.
Si pensi, ad esempio, al Cammino di Sant’Agostino, che collega la Liguria alla Lombardia. Si sovrappone, per un tratto, alla antica Via del sale. Le spoglie del santo, giunsero da Cagliari a Pavia facendo quell’itinerario. Il Cammino dei Monaci, in aggiunta, perimetra il capoluogo milanese. Una sua tappa è proprio in località Porto di Mare, con rimando esplicito all’Adriatico. Un altro cammino, la Strada delle Abbazie – nel tratto fra S. Pietro in Gessate e Monluè – incrocia esattamente il mercato del pesce in oggetto.
Le Vie sacre elencate, sono sempre agibili per l’iniziativa personale. Ad ideale prosecuzione della visita dell’Arcivescovo, però, l’Ufficio del turismo diocesano ha programmato un appuntamento più socializzante, con rispetto delle prudenze del momento. Sarà nella giornata di domenica 5 luglio 2020. Si camminerà sino al Duomo di Milano – costeggiando i Navigli – meditando brani della Laudato si‘; e sulla via del ritorno si potrà partecipare ad un rinfresco sostenibile con menù marinaro (cfr. in dettaglio, l’allegato programma).

Una curiosità ambrosiana
Da segnalare, una curiosità. Persino nella diocesi di Milano, a Leggiuno, si trova una chiesa dedicata alla Stella Maris. Chissà perché?
Il mare, infine, richiama anche le vacanze. Ma questa è un’altra storia. Oppure, no…
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