Almanacco liturgico Il Santo del giorno Il Vangelo di oggi Agenda dell'Arcivescovo

La Sezione Università esprime l’attenzione della Chiesa diocesana per il mondo dell’università, rivolta in primo luogo agli studenti, ma anche a coloro che a diverso titolo vi operano (autorità accademiche, docenti, personale tecnico-amministrativo) e alle università e agli istituti di ricerca in quanto tali, dal momento che essi sono “luoghi prioritari di elaborazione e di diffusione del sapere, come pure di formazione critica” (cost. 536). Essa ha come proprio orientamento le indicazioni del Sinodo diocesano 47°, i documenti magisteriali della Chiesa universale e della Chiesa che è in Italia e le indicazioni diocesane.

La Sezione è affidata a un Responsabile, assistito eventualmente da uno o più Collaboratori.

In particolare la Sezione, in rapporto con gli altri Organismi di Curia interessati a vario titolo alla pastorale della cultura, ha il compito di:
a) garantire la realizzazione del piano pastorale diocesano e l’unità di indirizzo nei diversi ambiti della pastorale universitaria;
b) essere punto di riferimento per le Cappellanie (2), i Centri di pastorale universitaria (3) (anche quelli costituiti presso le strutture ospedaliere (4) e per tutti coloro che a diverso titolo collaborano stabilmente con la pastorale universitaria diocesana, anche partecipando ai Consigli pastorali delle Cappellanie universitarie (5);
c) promuovere e curare le relazioni con gli atenei presenti sul territorio diocesano e con le autorità accademiche, anche valorizzando la mediazione dei Cappellani e degli Incaricati di pastorale universitaria e curare, con la collaborazione degli organismi competenti, l’accensione e il rinnovo delle convenzioni e delle altre forme di relazione istituzionale tra l’Arcidiocesi e le università;
d) seguire e coordinare l’esercizio della cura pastorale degli studenti universitari, in stretto rapporto con le aggregazioni ecclesiali presenti nei diversi atenei;
e) promuovere iniziative di dialogo culturale e formazione per docenti e studenti, con la collaborazione delle altre risorse culturali presenti in diocesi, in primo luogo la Facoltà teologica dell’Italia settentrionale e l’Istituto superiore di scienze religiose (cost. 560);
f) promuovere il coordinamento dei Pensionati universitari cattolici e dei Collegi universitari (6);
g) mantenere le opportune relazioni con gli organismi di pastorale universitaria a livello nazionale;
h) mantenere e sviluppare le opportune relazioni con l’Università cattolica del Sacro Cuore (cost. 537), in particolare attraverso l’Assistente generale, favorendo la collaborazione tra le iniziative pastorali di questo ateneo e la pastorale universitaria diocesana.

La Sezione Università trova nella “Fondazione diocesana per gli oratori milanesi .- FOM” l’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto competente per le principali responsabilità amministrative concernenti l’attività di pastorale universitaria, in particolare la rappresentanza dell’ambito della pastorale universitaria nel contesto della stipula di comodati e di altri accordi di rilevanza civile che non siano da riferire all’Arcidiocesi stessa; l’assunzione, laddove lo richieda l’Ordinario, del compito di essere punto di riferimento per quanto attiene al sostentamento di presbiteri o altri operatori pastorali (diaconi, consacrati/e o laici) che agiscono a favore della pastorale universitaria a seguito di incarico formale.
La fondazione “La Vincenziana” è l’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto che si occupa della gestione di alcuni Pensionati e Collegi universitari.

———–
(2) Le Cappellanie universitarie sono il segno e lo strumento più completo dell’attenzione alla cura pastorale in ambito universitario e corrispondono alla normativa canonica in materia di Cappellani (cann. 564-572). Sono caratterizzate dalla presenza costante di uno o più presbiteri nominati dall’Ordinario di luogo all’ufficio di Cappellani universitari (se fossero più di uno, uno di essi assumerebbe la qualifica di Cappellano rettore) e dispongono normalmente di un luogo di culto (che potrà avere o meno la qualifica di rettoria), nell’ambito del plesso universitario o nelle sue vicinanze. Partecipano dell’esercizio della cura pastorale nella Cappellania, oltre ai Cappellani, i diaconi, i consacrati e le consacrate che assumono compiti specifici a seguito di accordi con l’autorità diocesana e tutti i fedeli laici che si dedicano stabilmente a questa attività.
La Cappellania può promuovere significativi percorsi di riscoperta e di approfondimento della realtà sacramentale, ma per l’effettiva celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana o del matrimonio fa riferimento al contesto della parrocchia territoriale del fedele o della Cappellania stessa (can. 571).
La Cappellania ha il compito di coordinare l’attività presso i Centri di pastorale universitaria ad essa aggregati.
(3) I Centri di pastorale universitaria sono quelle forme di animazione pastorale dell’ambito accademico prive della presenza costante di un presbitero e dotate o meno di un luogo di culto. In questo contesto un presbitero verrà comunque incaricato dall’ordinario di luogo di coordinare le iniziative pastorali, con la qualifica di Incaricato per la pastorale universitaria. Nel concreto esercizio della cura pastorale può diventare particolarmente rilevante la presenza di diaconi, consacrati/e o laici.
Possono essere istituiti Centri di pastorale universitaria anche in quelle realtà accademiche dove la pastorale universitaria non ha ancora raggiunto una precisa configurazione.
Il Centro di pastorale universitaria non è ordinariamente il luogo in cui vivere la prassi sacramentale.
Ogni Centro di pastorale universitaria è aggregato a una Cappellania universitaria a cui deve fare riferimento per lo sviluppo delle sue attività, sotto la responsabilità del Cappellano.
(4) L’ambito ospedaliero interessa da vicino il contesto della cura pastorale universitaria, sia perché molti medici sono anche docenti universitari, sia perché molti studenti in scienze mediche sono presenti nei diversi reparti ospedalieri. Negli ospedali in cui questo duplice profilo acquista maggiore rilievo vengono costituiti dei Centri di pastorale universitaria, affidati a un Incaricato di pastorale universitaria.
Il presbitero incaricato per la pastorale universitaria (che può essere eventualmente lo stesso Cappellano ospedaliero) collabora strettamente con i Cappellani ospedalieri e usufruisce in via ordinaria delle strutture della Cappellania ospedaliera, sotto la responsabilità del Cappellano rettore della stessa (o del Parroco ospedaliero).
Per lo svolgimento della pastorale universitaria negli ospedali (sia presente o meno un Centro di pastorale universitaria) è in ogni caso decisivo l’interessamento dei Cappellani ospedalieri che, limitatamente a questo ambito del proprio ministero, sono chiamati ad interagire con gli altri soggetti della pastorale universitaria diocesana.
(5) Ogni Cappellania promuove la costituzione di un Consiglio pastorale universitario, cui partecipano tutti i soggetti interessati a un’azione formativa, volta a edificare la vita cristiana della comunità presente in università. I Centri di pastorale universitaria partecipano al Consiglio pastorale della Cappellania cui risultano aggregati.
Il Consiglio pastorale universitario è luogo di collaborazione tra i fedeli e comprende, oltre al Cappellano universitario e all’Incaricato di pastorale universitaria, i diaconi e i consacrati/e operanti pastoralmente in università e una rappresentanza significativa di docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo pastoralmente impegnato. Gli ulteriori criteri relativi alla scelta dei membri del Consiglio pastorale sono stabiliti dal Cappellano nel quadro delle indicazioni che saranno fornite dalla pastorale universitaria diocesana.
(6) I Pensionati universitari cattolici e i Collegi universitari sono luoghi, di diversa capienza, destinati all’accoglienza degli studenti e si collocano al servizio della pastorale universitaria.
Un pensionato può disporre di un presbitero, di un diacono o di un consacrato o consacrata con la qualifica di Assistente ecclesiastico, su nomina dell’ordinario di luogo.

Ti potrebbero interessare anche: