Questo l’auspicio di don Gennaro Prinza, parroco di Santa Maria di Caravaggio a Milano, dove il mese dedicato alla Madonna si concluderà con la processione presieduta dal cardinale Scola

di Cristina CONTI

Santa Maria di Caravaggio

Martedì 31 maggio, alle 21, al termine del Mese dedicato alla Madonna, il cardinale Angelo Scola parteciperà alla processione mariana che, come da tradizione, si terrà presso la parrocchia di Santa Maria di Caravaggio a Milano (via Brioschi 38). «È una processione secolare – spiega il parroco don Gennaro Prinza -. Il Santuario di Santa Maria di Caravaggio, infatti, è stato voluto per devozione dal Beato cardinale Ferrari e questa iniziativa si svolge dal 1911. Il 31 maggio di ogni anno la statua della Madonna viene portata fuori per le strade del quartiere. Sono sempre molte le persone che partecipano e che arrivano qui da altri quartieri, oppure anche da fuori città: lo scorso anno, nonostante la ricorrenza cadesse durante il ponte del 2 giugno, ne sono venute circa 500. Un numero molto alto per Milano».

Il 26 maggio era la festa della Madonna di Caravaggio. Come l’avete vissuta?
Quel giorno si ricorda la data dell’apparizione e per questo anniversario abbiamo avuto celebrazioni particolari: c’è stata una Messa ogni ora, un Rosario semplice, alle 16 il Rosario solenne e alle 17 la Messa presieduta da monsignor Carlo Faccendini, vicario episcopale di Milano. Fino a cinque anni fa il Comune dava uno spazio per le bancarelle di quella che anticamente era denominata “Fiera di Caravaggio”; oggi non è più così e per animare il quartiere allestiamo una ventina di gazebo di artigiani in oratorio e sul marciapiede davanti alla chiesa. È una manifestazione molto frequentata, in particolare se cade di sabato o domenica: arrivano persone, soprattutto anziani, anche da fuori città, perché hanno avuto un’esperienza particolare, oppure perché sono cresciute in parrocchia.

E nel mese di maggio quali altre iniziative avete promosso?
È importante rinnovare la sensibilità al culto mariano. Tutto il mese, dunque, è stato intenso e pieno di iniziative. Ci sono stati incontri, come quello del 25 maggio al quale è intervenuto Ernesto Olivero del Sermig di Torino. Ogni sera poi abbiamo recitato il Rosario in forme diverse: in tre serate le decine sono state accompagnate dalla spiegazione dei dogmi della Madonna attraverso l’arte (erano presenti ogni volta circa 80 persone); una sera sono intervenuti i sacerdoti che in passato sono stati in parrocchia e un’altra le religiose del territorio (le Dorotee della scuola Cocchetti). Molto belle, poi, sono state le serate dedicate alle famiglie: per quattro giovedì hanno partecipato i genitori e i bambini piccoli e nonostante fosse sera sono venuti in tanti; al lunedì, invece, le serate erano organizzate dai giovani. C’è stato poi un concerto del coro “Shekinah”. Tutte queste iniziative sono state pubblicizzate nei negozi della zona e hanno coinvolto tutto il quartiere. Alle serate hanno mediamente partecipato circa 90 persone per volta. È stata una fatica, certo, ma c’è stata molta partecipazione, sia dalla città, sia da fuori. Anche la processione sarà un momento intenso. Abbiamo cercato infatti di coinvolgere tutto il Decanato Navigli. I diversi sacerdoti del decanato hanno preso parte alle celebrazioni insieme ai loro parrocchiani, anche il giorno della Festa: è un segno di comunione, uno stile di lavoro che vede le parrocchie operare insieme e che ormai è diventato davvero indispensabile.

 

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