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Evento

Delpini agli animatori in Duomo: «Tre nodi per scegliere il bene»

Erano oltre 3000 gli adolescenti all’incontro con l’Arcivescovo in vista dell’avvio delle attività estive negli oratori ambrosiani. Dal richiamo a san Francesco alla testimonianza di Francesca, ferita nel rogo di Crans Montana. Il messaggio ai giovani: vocazione, servizio e apertura agli altri

di Annamaria BRACCINI

23 Maggio 2026
Delpini in Duomo con gli animatori dell'oratorio estivo 2026 (Agenzia Fotogramma)

Tre nodi, come quelli del cordone francescano annodato in vita dai frati. Tre nodi per comprendere che la vita è una promessa e, quindi, una vocazione; per ricordarsi dei poveri e della carità; per rispondere a Gesù che bussa alla porta e lasciar fuori chi vuole fare del male. Sono quelli che l’Arcivescovo ha lasciato, come mandato, ai più di 3000 animatori che, in piazza del Duomo, hanno partecipato all’annuale incontro con lui, avvicinandosi l’ormai imminente apertura dell’oratorio estivo, che avverrà in tutta la Diocesi, tra l’8 e il 9 giugno prossimi. Una consegna ideale – nelle parole – che si è fatta anche molto concreta, quando alcuni rappresentanti degli animatori hanno ricevuto dalle sue mani il cingolo, a richiamare il titolo dell’oratorio di quest’anno: «Bella Fra’. Il tuo sogno ora è realtà», in riferimento a san Francesco, nell’800esimo anniversario della morte.

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La festa

La festa, i ritmi alla moda, le scritte sulle magliette che riportano le prime parole della preghiera Laudato si’, tutta l’allegria con cui gli adolescenti, gli educatori, i “don” e le suore accolgono l’arcivescovo, raccontano di una Chiesa variopinta, capace, però, di fare silenzio, di pregare, di prendersi cura dei più piccoli e di impegnarsi, tra qualche giorno e per settimane, nelle attività oratoriane del periodo feriale, di cui l’incontro ai piedi della facciata del Duomo è un simbolo. E quasi un “concentrato” come sempre organizzato, con cura a fantasia, dalla Fom la Fondazione degli Oratori Milanesi, il cui direttore, don Stefano Guidi con il vicario episcopale di Settore, monsignor Giuseppe Como, sono accanto a monsignor Delpini che incendia subito il suo giovane “popolo”. 

Ragazzi con il logo dell’oratorio estivo 2026 (Agenzia Fotogramma)

«L’Arcivescovo vi saluta dicendo “kaire”, cioè siate felici, benvenuti in questa piazza che ha bisogno di voi», scandisce tra gli applausi, prima che in piazza si ripercorrano in musica e parole (pur con qualche “licenza poetica” tutta contemporanea) sei aspetti della vita del Poverello di Assisi su cui, in ognuna delle altrettante settimane dell’oratorio estivo, ci si soffermerà: la conversione, la fraternità, la testimonianza del Vangelo, la missione, la fatica e la lode. Ognuno dei quali viene approfondito nell’incontro, attraverso il racconto di chi vive queste situazioni quotidianamente. Tanti volti e le voci che parlano del bene che si fa e che esiste, tra cui quella di Francesca, una delle ragazze rimaste gravemente ferite nell’incendio di Crans Montana che è stata animatrice dell’oratorio di Buscate, ha chiesto quest’anno di poter comunque avere la maglietta dell’oratorio feriale e che segue, in diretta streaming, l’incontro. 

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La voce di Francesca

«Io sono Francesca – racconta la ragazza collegandosi in audio dal reparto di Niguarda – e a giugno avrò 17 anni. Frequento l’oratorio fin da quando ero bambina e dalla prima superiore ho iniziato anche a fare l’animatrice: per me è un’esperienza veramente bella e toccante: stare con gli amici, relazionarsi con bambini più piccoli per offrire tanti valori. Quello che mi è successo mi ha aiutato molto a maturare e a crescere, soprattutto tutte le persone che pregavano per me, mi hanno permesso di capire quanto l’Italia mi stesse vicino. Non sono mai mancati momenti di preghiera anche con la mia comunità, la domenica. Il mio sguardo su Dio e sugli altri è cambiato. Vedo un mondo diverso e, credo, che lo vedrò più diverso ancora quando uscirò dall’ospedale», continua la ragazza in dialogo con il diacono permanente Luigi Giugno che svolge il suo servizio pastorale presso l’ospedale. «Voglio tornare a fare l’animatrice, ritornare a far parte di una grande famiglia. Quando si è animatori lo si è per tutta la vita. Vi saluto tutti».

«Anche io voglio mandare a questa ragazza il mio saluto», sottolinea, l’Arcivescovo. «Quando sono stato a trovarla all’ospedale di Niguarda» (la visita avvenne, a inizio gennaio, a pochi giorni dal dramma) «non era ancora cosciente e ho incontrato i genitori. Ho sentito il suo messaggio e anche io vorrei mandare a lei uno mio: in qualsiasi situazione è possibile fare del bene, in qualunque momento difficile, è possibile farsi carico delle difficoltà degli altri».

La coreografia degli animatori dell'oratorio estivo sul sagrato del Duomo (Agenzia Fotogramma)
La coreografia degli animatori dell’oratorio estivo sul sagrato del Duomo (Agenzia Fotogramma)

Tra brani del musical Laudato si’, la recita corale del Cantico delle Creature, ma anche il silenzio che cala ai piedi della facciata del Duomo, colorata di rosa nella sera che scende, arriva, infine, l’intervento del vescovo Mario.  

I tre nodi

«Io vorrei che ciascuno di voi ogni mattina si ricordasse il primo nodo. Ricordati della promessa e vedi la tua giovinezza come un cammino verso il compimento della tua vocazione. La terra promessa merita di attraversare il deserto. Il secondo nodo dice: ricordati dei poveri, non pensare solo a te stesso, non lasciarti convincere a vivere in questo mondo fatto di messaggi della banalità. Questa estate ricordatevi di coloro che potete rendere contenti, i bambini, ragazzi, quelli a cui ciascuno di voi può regalare un sorriso.

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E il terzo nodo: ricordati della porta, apri al Signore che sta alla porta e bussa. Non essere complessato per i tuoi difetti non lasciarti indurre a chiuderti nel tuo mondo di quattro amici. Non stare barricato nella tua tristezza e nei tuoi capricci. Il Signore vuole fare festa con te. Chiudi fuori chi ti vuole fare del male, lo spirito impuro, quello che ti consiglia l’egoismo invece che il servizio, la volgarità invece che la serenità, la distrazione invece che la preghiera».

Poi, a margine con i giornalisti, il vescovo Mario aggiunge. «Qui ci sono degli adolescenti che si avvicinano all’oratorio per fare gli animatori, e sarebbero quasi arrabbiati se non potessero farlo. Loro vogliono dire che c’è nel cuore un desiderio di far del bene che non si spegne».  

I “numeri” dell’oratorio estivo

Un “cuore” vivo, capillarmente diffuso in ogni angolo del territorio della Chiesa ambrosiana, che vive un momento cruciale durante l’anno, appunto, con le attività oratoriane estive.

L'arcivescovo Delpini parla agli animatori sul sagrato del Duomo (Agenzia Fotogramma)
L’arcivescovo Delpini parla agli animatori sul sagrato del Duomo (Agenzia Fotogramma)

Saranno, infatti, 250.000 i ragazzi che lo frequenteranno, di cui 50.000 nella città di Milano e 42.000 gli animatori adolescenti, con una proporzione di 1 ogni 6 ragazzi. 25.000 i volontari adulti coinvolti nell’intera organizzazione, tra i quali 4.000 a Milano, con i suoi 140 oratori attivi; 3.000 i giovani educatori che si affiancano agli adolescenti nel ruolo di coordinamento e accompagnamento educativo. 1000 i sacerdoti, consacrate, educatori professionali coinvolti, per un complesso di 320.000 persone impegnate a diverso titolo nelle attività.

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