Dionigi Tettamanzi

Urge uno sguardo nuovo: anche per l’economia e la finanza

Inaugurazione dell'Anno Accademico dell'Università Bocconi. Omelia. Milano, 28 novembre 2003

Dionigi Tettamanzi

Documentazione – COMECE

Dichiarazioni e pubblicazioni Documenti del Segretariato e dei gruppi di lavoro Altre pubblicazioni Un’opportunità per rendere concreti i nostri valori(dichiarazione della Comece in vista delle elezioni delParlamento Europeo dal 10 al 13 giugno)

Corsi di formazione proposti dall’ufficio

Corsi di formazione proposti dall’ufficio

Abbazia dei SS. Pietro e PaoloVia dell’Abbazia, 6 20098 San Giuliano Milanese (Milano)tel. 02/9841203 fax 02/98240943e-mail: benedettine.viboldone@dongnocchi.it Introduzione all’ecumenismoCorso SDOP (Scuole diocesane per operatori pastorali) sul tema "Le chiese della Riforma e la comunione anglicana"(da ottobre a maggio) Convento S. Maria delle GrazieVia Montecassino 18 – Monza Tel. 039 386496 – fax 039 322890e-mail: francescani.monza@arengo.it […]

Documentazione – CEI

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2003

Comunicato Stampa n. 43/2003

Milano, 14 novembre 2003

2003

Comunicato Stampa n. 42/2003

Milano, 13 novembre 2003

2003

Comunicato Stampa n. 41/2003

Milano, 4 novembre 2003

2003

Comunicato Stampa n. 45/2003

Milano, 19 novembre 2003

Dionigi Tettamanzi

Orientamenti morali dell’operare nel credito e nella finanza

INCONTRO CON IL MONDO BANCARIO E FINANZIARIO Milano � Centro Congressi Fondazione CARIPLO

Dionigi Tettamanzi

Dionigi Tettamanzi

Saluto ai partecipanti al convegno “Nuove chiese”

Milano, 24 novembre 2003

Dionigi Tettamanzi

Dionigi Tettamanzi

�Avvenire�: un dono e una opportunità per essere testimoni di Cristo

Giornata diocesana di �Avvenire� 23 novembre 2003

Dionigi Tettamanzi

Dionigi Tettamanzi

Le vostre case come di cristallo

Messaggio alle monache di clausura nella Giornata mondiale per le Comunità claustrali femminili

Dionigi Tettamanzi

Dionigi Tettamanzi

Bioetica, persona, società

Accademia di Studi Mediterranei Premio Internazionale Empedocle per le Scienze Umane Lectio magistralis Agrigento, 21 novembre 2003

Dionigi Tettamanzi

Incontro diocesano per le Commissioni decanali FISP

Sabato 29 novembre le Commissioni decanali per la formazione all’impegno sociale e politico (Fisp) si incontreranno per il consueto incontro diocesano di avvento. L’appuntamento è presso la Sala Convegni della Curia in Piazza Fontana 2 a Milano, dalle ore 14.30 alle 17.00. Il pomeriggio si aprirà con la preghiera a cui farà seguito la relazione […]

Testo da sostituire

Adoratrici Perpetue SS. Sacramento Seregno

Monasteri di clausura femminili in Diocesi

Monasteri di clausura femminili in Diocesi

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NOTIZIE UTILIPer raggiungere Gravedona (Co) in auto, da Milano o da Bergamo, � consigliabile prendere la strada statale 36 che da Lecco sale verso Colico, girando poi in direzione S�rico e scendendo quindi sulla sponda occidentale del Lago di Como. Pullman di linea partono da Colico e da Como. Servizi di navigazione collegano Gravedona con Como e Varenna.La chiesa romanica di Santa Maria del Tiglio si trova nella parte del borgo prospiciente il lago: di norma, � sempre aperta al pubblico. Per informazioni � possibile contattare la parrocchia al numero 0344.85261.
NOTIZIE UTILIPer raggiungere Gravedona (Co) in auto, da Milano o da Bergamo, � consigliabile prendere la strada statale 36 che da Lecco sale verso Colico, girando poi in direzione S�rico e scendendo quindi sulla sponda occidentale del Lago di Como. Pullman di linea partono da Colico e da Como. Servizi di navigazione collegano Gravedona con Como e Varenna.La chiesa romanica di Santa Maria del Tiglio si trova nella parte del borgo prospiciente il lago: di norma, � sempre aperta al pubblico. Per informazioni � possibile contattare la parrocchia al numero 0344.85261.

NOTIZIE UTILI Per raggiungere Gravedona (Co) in auto, da Milano o da Bergamo, è consigliabile prendere la strada statale 36 che da Lecco sale verso Colico, girando poi in direzione Sòrico e scendendo quindi sulla sponda occidentale del Lago di Como. Pullman di linea partono da Colico e da Como. Servizi di navigazione collegano Gravedona […]

Concedetevi ancora qualche istante qui fuori all�aperto, per accarezzare la delicatezza di ornamenti appena accennati (come gli archetti pensili, o la morbida strombatura delle monofore, o la cornice a dente di sega al culmine delle pareti), per scoprire la bellezza di medievali rilievi (stelle, nodi, e un centauro che insegue un cervo, simbolo tanto caro all�iconografia romanica). Soffermatevi, soprattutto, a valutare la pulizia delle linee, la simmetria delle forme. La chiesa d� le spalle al lago, fedele all�orientamento canonico verso l� dove sorge il sole. Ma guardando da lontano, dall�alto di una delle balconate panoramiche tra le ultime case di Gravedona, proprio la parte absidale pare diventare la �vera� facciata di Santa Maria del Tiglio, protesa alle acque. E forse non � affatto un caso...L�interno offre ulteriori motivi di stupore. Quel che si intuiva da fuori, ora lo si percepisce con chiarezza. Il tempio ha pianta quadrata, con l�innesto su tre lati di absidi semicircolari, secondo un modulo � si pensa, si ipotizza � che doveva essere quello del primigenio battistero. Chi realizz� il santuario del Tiglio, insomma, fece qualcosa di assolutamente nuovo, ma rispettando lo spazio antico, dando cos� continuit� nell�innovazione, rivestendo di modernit� una secolare presenza. E tutto questo avveniva, � probabile, attorno alla met� del XII secolo.La luce, che filtra generosa, ma senza abbagliare, svelando poco a poco, gioca tra pieni e vuoti che si susseguono sia nella parte bassa che nell�alzato. Nicchie, rientranze, loggiati, colonne, archi, ghiere� Il tutto ad alleggerire e ad innalzare, e tuttavia senza sminuire in nulla quella che � la forza, il raccoglimento dell�architettura romanica, qui a uno dei suoi massimi gradi di maturit� e di bellezza.Sulle pareti si rinnova il contrasto chiaro/scuro, nero/bianco di pietre diverse, ma con ancora pi� vigore, con intento decorativo ancora maggiore. Nel Trecento, pittori che gi� avevano appreso la lezione di Giotto realizzarono in Santa Maria del Tiglio vasti cicli di affreschi, dei quali rimangono ampi brani sparsi. Come il grandioso Giudizio Universale sulla controfacciata, con la personificazione dei Vizi e della Virt�. O come l�immagine curiosa del martire Lucio che porge una forma di formaggio a un affamato, affascinante figura di santo-contadino assai venerata in queste contrade.Dall�alto veglia un gigantesco crocifisso ligneo, romanico anch�esso, antico e splendido quanto la chiesa che lo accoglie. Le braccia spalancate, inchiodate alla croce. Ma la testa sembra sporgersi, e il Cristo guardare gi� verso i fedeli. E ci si sente confortati. Siamo finalmente a casa, al cospetto di Dio.
Concedetevi ancora qualche istante qui fuori all�aperto, per accarezzare la delicatezza di ornamenti appena accennati (come gli archetti pensili, o la morbida strombatura delle monofore, o la cornice a dente di sega al culmine delle pareti), per scoprire la bellezza di medievali rilievi (stelle, nodi, e un centauro che insegue un cervo, simbolo tanto caro all�iconografia romanica). Soffermatevi, soprattutto, a valutare la pulizia delle linee, la simmetria delle forme. La chiesa d� le spalle al lago, fedele all�orientamento canonico verso l� dove sorge il sole. Ma guardando da lontano, dall�alto di una delle balconate panoramiche tra le ultime case di Gravedona, proprio la parte absidale pare diventare la �vera� facciata di Santa Maria del Tiglio, protesa alle acque. E forse non � affatto un caso...L�interno offre ulteriori motivi di stupore. Quel che si intuiva da fuori, ora lo si percepisce con chiarezza. Il tempio ha pianta quadrata, con l�innesto su tre lati di absidi semicircolari, secondo un modulo � si pensa, si ipotizza � che doveva essere quello del primigenio battistero. Chi realizz� il santuario del Tiglio, insomma, fece qualcosa di assolutamente nuovo, ma rispettando lo spazio antico, dando cos� continuit� nell�innovazione, rivestendo di modernit� una secolare presenza. E tutto questo avveniva, � probabile, attorno alla met� del XII secolo.La luce, che filtra generosa, ma senza abbagliare, svelando poco a poco, gioca tra pieni e vuoti che si susseguono sia nella parte bassa che nell�alzato. Nicchie, rientranze, loggiati, colonne, archi, ghiere� Il tutto ad alleggerire e ad innalzare, e tuttavia senza sminuire in nulla quella che � la forza, il raccoglimento dell�architettura romanica, qui a uno dei suoi massimi gradi di maturit� e di bellezza.Sulle pareti si rinnova il contrasto chiaro/scuro, nero/bianco di pietre diverse, ma con ancora pi� vigore, con intento decorativo ancora maggiore. Nel Trecento, pittori che gi� avevano appreso la lezione di Giotto realizzarono in Santa Maria del Tiglio vasti cicli di affreschi, dei quali rimangono ampi brani sparsi. Come il grandioso Giudizio Universale sulla controfacciata, con la personificazione dei Vizi e della Virt�. O come l�immagine curiosa del martire Lucio che porge una forma di formaggio a un affamato, affascinante figura di santo-contadino assai venerata in queste contrade.Dall�alto veglia un gigantesco crocifisso ligneo, romanico anch�esso, antico e splendido quanto la chiesa che lo accoglie. Le braccia spalancate, inchiodate alla croce. Ma la testa sembra sporgersi, e il Cristo guardare gi� verso i fedeli. E ci si sente confortati. Siamo finalmente a casa, al cospetto di Dio.

Concedetevi ancora qualche istante qui fuori all’aperto, per accarezzare la delicatezza di ornamenti appena accennati (come gli archetti pensili, o la morbida strombatura delle monofore, o la cornice a dente di sega al culmine delle pareti), per scoprire la bellezza di medievali rilievi (stelle, nodi, e un centauro che insegue un cervo, simbolo tanto caro […]

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