Alla Casa per esercizi Spirituali S. Antonio Maria Zaccaria per riflettere sull’Esortazione Apostolica “Gaudete et Exsultate”

eupilio

Anche quest’anno, come ormai da anni, siamo tornate nel silenzio e nella pace di questa oasi che è la “casa per esercizi Spirituali S. Antonio Maria Zaccaria” di Eupilio per riflettere sull’Esortazione Apostolica “Gaudete et Exsultate”. Qui, nel tepore del sole di un fine settembre ancora caldo dell’estate, abbiamo sostato per ricaricarci e riprendere il cammino: giornate intense, ricche di spunti e di argomenti su cui riflettere a lungo. Forse un intero libro non basterebbe per parlare di tutto quanto ci è stato comunicato.

A farci da guida erano il nostro assistente Don Eugenio Penna e sua Ecc. Mons. Luigi Stucchi, vicario Episcopale per la vita consacrata della nostra diocesi.

E’ stato bello incontrarci dopo la pausa estiva, tutte avevamo qualcosa da raccontare, esperienze, vacanze con figli e nipoti, matrimoni avvenuti o in corso, nascite di nuovi nipotini, la tristezza per le consorelle assenti perchè malate o impedite per seri motivi… poi la sera il primo incontro con l’introduzione di Don Eugenio e la raccomandazione del silenzio da rispettare assolutamente, anche riferendoci a quanto scritto sull’Esortazione apostolica (punto 171) da SS Papa Francesco “Non è possibile prescindere dal silenzio della preghiera prolungata per percepire meglio quel linguaggio, per interpretare il significato reale delle ispirazioni…”

Lasciata poi la parola al vescovo, siamo state subito introdotte negli esercizi con la consegna di 5 parole su cui meditare, parole che ci hanno fatto da guida per tutto il tempo:

Benedire – benedette per poter benedire

Attingere – perché attingeremo dalle pagine della Gaudete et Exsultate

Gioire – nello scoprire la trama delle beatitudini

Vegliare – si può vegliare senza pregare?

Pregare – si può pregare senza vegliare?

Le giornate sono volate, momenti intensi di meditazione, preghiera, domande sulla chiamata alla santità che ci hanno portato a riflettere sulla nostra vita, sulla nostra vocazione di vedove benedette, su quanto lungo è ancora il cammino da fare per giungere ad una vita veramente santa:

Domande come

Sappiamo “contare i nostri giorni?”

Per ogni nostra scelta ci chiediamo sempre “Signore, che cosa vuoi da me?” “Che cosa devo scegliere in questa situazione perché possa fare ciò che il Signore vuole?” “Sappiamo riguardare alla luce del Signore la nostra storia?”

“Quante volte rimandiamo le cose perché non ci sembra ancora il momento giusto?”

“ritroviamo nel calendario della nostra vita un momento in cui ci siamo dette di cuore: Voglio diventare Santa?”

Raccomandazioni come

Ricordarsi che il Signore guarda ciascuna di noi con tenerezza infinita e ci ama sempre, nonostante le imperfezioni, i difetti, gli errori, le cadute…

Attenzione a non sciupare la pienezza dei giorni, a non lasciarli scorrere senza impegnarsi in questo cammino

Ricordarsi che la santità è fatta nella normalità della nostra esistenza, quotidianità, perché in ogni momento corrispondiamo a come il Padre ci vuole.

“la vita va sempre vissuta in modo straordinario anche se scorre in modo ordinario”.

Vivere ogni giorno, ogni ora, senza affanno ma nella luce dell’eternità. Chi vive in questa luce vive in libertà e contribuisce a costruire una nuova umanità.

Pensieri…

All’importanza che noi diamo alle cose perché a volte anche una sola cosa, alla quale siamo troppo attaccate, ci impedisce il discernimento e ci toglie la libertà di amare.

ai nostri cari che ci hanno lasciato nella certezza che ora sono nella Trinità, che ci amano ancora e: “CHISSA’ QUANTO CI AMANO ORA!!!” e la bella raccomandazione: “Spalancare il nostro cuore a quanto e come ora, nel Signore, essi ci amano.” E di nuovo, “con la bellezza di avere nel cuore questa convinzione, trovare la capacità di trasformare la nostra sofferenza in amore”.

Giorno per giorno ci hanno guidato nella riflessione sulle beatitudini

Con la conclusione: RICORDARSI CHE TUTTO E’ RELATIVO, SE NON SI PASSA DA QUESTO PASSAGGIO NON C’E’ VITA SPIRITUALE.

Per giungere all’ultimo giorno, il giorno della partenza con la domanda:

Cosa portiamo a casa noi ogni volta dagli esercizi? Ogni volta che celebriamo Lodi, vespri, liturgia della Chiesa, S. Messa: cosa portiamo dentro di noi, nella nostra vita?

Ed alla fine: gioia grande….

la sera prima ci era stato comunicato, a sorpresa, che il mattino alle 11,00 circa avremmo avuto la visita del nostro Arcivescovo, Sua Ecc. Mons. Mario Delpini.

Potete immaginare con che gioia l’abbiamo accolto, con che entusiasmo ed attenzione abbiamo ascoltato le sue parole, sapendo che, nonostante tutti i suoi impegni, sarebbe riuscito a stare tra noi per più di 20 minuti.

Ci siamo commosse nell’ascoltare il suo ringraziamento, le sue espressioni di gratitudine per la nostra presenza in Diocesi, <per essere un segno, piccolo ma significativo, che dimostra, con la testimonianza, che un gruppo di persone che nella sofferenza, nelle prove che la vedovanza può comportare, riescono ad intenderla come uno stato disponibile allo Spirito Santo, tanto da essere un gruppo di consacrate>. Ed udire il suo incoraggiamento a proseguire il cammino di santificazione.

Proseguendo, parlandoci a cuore aperto, ci ha confidato la sua preoccupazione per i problemi, le sfide, le difficoltà che la gestione di una diocesi così grande comporta chiedendoci di accompagnarlo con le preghiere, soprattutto ricordarlo durante la Visita pastorale che comincia proprio con l’inizio dell’avvento.

“La Visita Pastorale in una Diocesi così grande non è che si può farla in poco tempo, io vorrei farla rapidamente e capillarmente, cioè andare un po’ in tutte le parrocchie, anche soltanto per una Messa e per l’incontro con il consiglio pastorale.” ha detto Sua Eccellenza, “La Visita Pastorale è il Vescovo che va a visitare le sue comunità, le comunità della sua diocesi, non va per fare le fotografie, ma va per incoraggiare, per confortare, per correggere se c’è qualcosa da correggere e soprattutto per incoraggiare il cammino, quindi anche questo è un impegno che io voglio affrontare come il dovere principale del vescovo” … “e appunto vorrei chiedere a voi di accompagnare questo evento, l’inizio della visita pastorale, con la vostra preghiera, e se vengo nelle vostre comunità di farvi vedere, di farvi avanti, salutarmi…” Questo è quello che ci ha chiesto il nostro Arcivescovo prima di impartire la Benedizione ed è quello che gli abbiamo assicurato faremo con le nostre preghiere ed il nostro impegno nelle nostre rispettive parrocchie.

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