«La scia è quella lasciata dalla “Christus vivit”»: così Don Marco Fusi, responsabile del Servizio diocesano, presenta l’incontro all’oratorio di Cormano, che coinvolgerà i gruppi giovanili, ma anche quanti svolgono attività sportive e di volontariato

di Luisa BOVE

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Don Marco Fusi

Riprendono le visite pastorali in Diocesi. Il primo appuntamento di martedì 5 novembre l’arcivescovo Mario Delpini lo riserva ai giovani del decanato di Bresso, che incontrerà all’oratorio San Luigi di Cormano. La serata inizierà alle 20 con una cena insieme. Spiega don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i giovani e l’università: «Sarà un momento conviviale, ma anche per iniziare a condividere. Verso le 21 avremo l’incontro molto fraterno con l’Arcivescovo, durante il quale i giovani si presenteranno attraverso una canzone che esprime il loro vissuto, quindi ciò che vivono e sentono. Poi racconteranno le loro esperienze nella Chiesa locale e in decanato, quindi rivolgeranno alcune domande all’Arcivescovo.

Quali temi affronteranno?
La fede, la Chiesa, ma anche la cultura del tempo. Sarà un dialogo che non toccherà solo un argomento, ma spazierà su vari temi. La scia è quella lasciata dalla Christus vivit, quindi la Chiesa che si mette in ascolto e in dialogo con i giovani stessi. L’Arcivescovo ascolterà le loro domande e poi interverrà. La serata si concluderà con una preghiera semplice e una sorta di mandato perché i giovani, là dove vivono, siano missionari, come «scintille» che diffondono quella luce del Vangelo che li ha attirati, li ha conquistati.

In quanti parteciperanno?
Non sappiamo ancora. Con i sacerdoti locali però si pensava di invitare non solo i giovani che frequentano normalmente le proposte delle parrocchie e del decanato, ma anche quelli un po’ distanti, che vivono un’esperienza di servizio, fanno volontariato in decanato o svolgono attività sportive. L’invito è molto ampio e il desiderio è che sia una serata aperta a tutti i giovani, poi la risposta la vedremo. Lo scopo è che il vescovo possa incontrare i giovani credenti più consapevoli, ma anche quelli che non sono così convinti della loro appartenenza ecclesiale.

Come avviene l’invito a tutti?
Abbiamo realizzato un video con la Pastorale giovanile insieme a Itl per lanciare l’invito in modo più personale e diretto a tutti. Il video viene diffuso attraverso le parrocchie cercando di contattare i giovani più vicini perché questi lo diffondano ancora di più tra coetanei e amici. Il vescovo dovrà decifrare alcune parole che a volte non sono capite dai giovani, perché il linguaggio ecclesiale è poco comprensibile. Delpini spiegherà parole come “vescovo”, “visita pastorale” o Christus vivit; lo schema sarà sempre lo stesso, ma in ogni decanato ci sarà una parola diversa che verrà abitata e raccontata.

Nelle visite pastorali dell’anno scorso non erano previsti incontri riservati ai giovani. Come intendete recuperare?
Valuteremo nei prossimi mesi se sarà possibile proporre qualcosa di simile, perché l’Arcivescovo si è accorto, girando nei decanati, che la presenza dei giovani non era così evidente. Invece desidera incontrarli ed essere loro più vicino, per questo ha voluto una serata dedicata ai giovani per incontrarli in modo diretto, per ascoltarli e dire lui stesso una parola di incoraggiamento, tracciare qualche strada per aiutarli a vivere la fede oggi là dove sono.

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