L’Arcivescovo sulla Commissione di prossima costituzione: «Me ne servirò per rendere più incisivo il modo di essere presenza attiva nella metropoli». Don Antonelli: «Un cammino di santità e purificazione per offrire benefici al mondo, alla società e alle periferie»

di Annamaria BRACCINI

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Un popolo in cammino per affrontare le sfide di oggi, per dare fiducia ai giovani, per riscoprire la bellezza della Parola di Dio, la ricchezza della celebrazione domenicale, per far crescere l’amicizia civica in questa «nostra benedetta maledetta città». Insomma, quel popolo di cristiani siamo tutti noi, se comprendiamo cosa sia il pellegrinaggio della vita autentica:

«Un popolo che non sta fermo, che non ritiene di aver raggiunto una posizione, che non si accontenta dei risultati conseguiti, ma si preoccupa, piuttosto, della propria libertà e missione». A spiegare così cosa sia, questo cammino, è l’Arcivescovo stesso che, nella Lettera pastorale, annuncia anche la costituzione di una Commissione per la promozione del bene comune. «L’intenzione è proprio quella di offrire proposte che diano contenuti concreti a un’amicizia civica che ritengo sia necessario costruire – sottolinea monsignor Delpini -. Ciò comporta un giudizio su quanto succede e una prospettiva su quello che potrebbe essere fatto; una revisione su come la Chiesa impegna le sue risorse e organizza le sue iniziative. Sarà uno strumento a servizio della Chiesa di Milano per essere alleati del bene comune con le istituzioni, i corpi intermedi, le associazioni, con la miriade di buone intenzioni e iniziative che rendono Milano un luogo straordinario. Mi servirò di questa Commissione per rendere più incisivo il modo di essere presenza attiva nella metropoli».

Parole cui fa eco don Mario Antonelli, vicario episcopale per l’Educazione e la Celebrazione della Fede. Anch’egli parte «dal continuare a essere in un cammino che ha la forma del pellegrinaggio»: «Questa è la visione che fa da sfondo alla Lettera e che introduce la Chiesa ambrosiana in un percorso di Chiesa pellegrina, Chiesa che si lascia illuminare dalla Parola di Dio e, in particolare, dalla Sacra Scrittura. In secondo luogo, è una Chiesa che, in quanto pellegrina, è nutrita dal Pane vivo e che, quindi, cura la celebrazione eucaristica come fonte e culmine della sua stessa vita. In terzo luogo, è Chiesa che prega, ringraziando il Signore per la bellezza della vita nuova e invocandone l’incessante Grazia per procedere nel cammino dei piccoli, dei poveri, di tutti i bisognosi. In quarto luogo, è una Chiesa che cresce nel suo vigore di santità camminando e passando dunque, come dice il Salmo 84, attraverso “le tante valli del pianto” del mondo contemporaneo, anche qui, nelle nostre terre ambrosiane, in Lombardia, a Milano. Chiesa capace di cambiare la valle del pianto in una sorgente. La Chiesa pellegrina offre, con questo cammino di santità e di purificazione, i suoi benefici a favore del mondo, della società e di quelle periferie dove ci sono i lamenti, il grido, le attese, i bisogni di tutti ma, in particolare, dei più poveri».

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