Negli oratori ambrosiani la presenza di bambini e adolescenti di origine straniera, spesso di fede musulmana, è una realtà ormai consolidata. Ma che cosa succede quando uno di loro vorrebbe diventare animatore dell’oratorio estivo o allenatore della squadra di calcio? È una domanda che chiede di essere affrontata senza improvvisazioni né semplificazioni. A partire da questo contesto e dalle richieste “dal basso” di parroci ed educatori ha preso forma il documento «Fede e accoglienza: l’oratorio come luogo di incontro interreligioso», pubblicato lo scorso ottobre dalla Diocesi di Milano e al centro della storia di copertina del numero di febbraio de Il Segno.
Attraverso testimonianze e situazioni concrete, il servizio di copertina racconta perché questo documento si è reso necessario e che cosa cambia nella vita quotidiana degli oratori. In una società segnata dalla secolarizzazione e da una crescente fragilità del senso religioso, la questione non è soltanto la convivenza tra fedi diverse, ma la capacità delle comunità cristiane di trasmettere un messaggio vivo e significativo alle nuove generazioni. È in questa prospettiva che l’oratorio emerge come «laboratorio privilegiato di incontro interreligioso», dove il dialogo si costruisce nella quotidianità della relazione educativa e nel discernimento delle responsabilità.
Tra Quaresima e Ramadan
Nell’editoriale Fabio Landi riflette sulla coincidenza, quest’anno, tra Quaresima e Ramadan, sottolineando come, pur nella diversità, entrambi i digiuni richiamino alla solidarietà verso chi soffre la fame e denuncino una religiosità talora indifferente ai poveri. In una società segnata più dall’eccesso che dalla mancanza, la rinuncia diventa invito alla condivisione e al ritorno all’essenziale. Landi richiama il pensiero di Christian de Chergé e dei monaci di Tibhirine, per i quali il dialogo interreligioso nasce dalla preghiera e dalla prossimità quotidiana. Anche oggi, nel contesto lombardo, la sfida è tradurre questa fraternità in forme concrete, vivendo con coerenza il comandamento dell’amore di Dio e del prossimo.
La visita pastorale
L’arcivescovo Mario Delpini è impegnato fino all’8 marzo nella visita pastorale al Decanato di Cesano Boscone, tra comunità vive e attive, dove la Chiesa locale si mostra sensibile ai bisogni sociali e alle sfide della contemporaneità. Il territorio, che include Cesano Boscone, Corsico, Trezzano, Buccinasco, Assago e Cusago, è caratterizzato da tessuti sociali diversi e da un passato segnato dalla presenza della criminalità organizzata. La Caritas decanale interviene con servizi come mini-alloggi per situazioni di fragilità, docce per senzatetto, sportelli antimafia e iniziative contro il gioco d’azzardo. Particolare attenzione è dedicata agli anziani, con consultori, luoghi di ritrovo e percorsi di sostegno.
Affido in crisi
L’inchiesta del mese si focalizza sul tema dell’affido familiare: la disponibilità di coppie e di adulti ad accogliere è in calo, nonostante resti elevato il numero di bambini e ragazzi che necessitano di accoglienza temporanea. A partire dal convegno “Mondi in dialogo”, promosso da Caritas ambrosiana e dal Servizio per la famiglia della Diocesi di Milano, emerge l’urgenza di riaccendere desiderio e speranza verso questa forma di accoglienza. L’obiettivo è superare paure e pregiudizi attraverso informazione, testimonianze e reti territoriali capaci di accompagnare le famiglie. I dati ministeriali mostrano un fenomeno complesso, con minori spesso portatori di fragilità e bisogni educativi rilevanti. L’affido, previsto dalla legge come misura temporanea e complementare alla famiglia d’origine, può assumere forme diverse e richiede un forte sostegno collettivo: le testimonianze di famiglie affidatarie raccontano la ricchezza dell’accoglienza, il valore delle reti di supporto e l’importanza della continuità degli affetti, che spesso prosegue anche dopo la fine formale del progetto.
Don Gnocchi, assistenza e innovazione
La Fondazione Don Carlo Gnocchi è oggi una realtà di eccellenza nazionale e internazionale nella cura, riabilitazione, prevenzione e ricerca scientifica. Con 23 centri in nove regioni, centinaia di operatori e due Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico a Milano e Firenze, la Fondazione integra assistenza e innovazione tecnologica, in particolare nell’ambito riabilitativo. La ricerca punta al recupero o allo sviluppo delle capacità dei pazienti, anche attraverso robotica e intelligenza artificiale. Uno dei progetti più recenti è “Fit4MedRob”, che mira a valutare su larga scala l’efficacia ed efficienza della robotica in riabilitazione, consentendo cure personalizzate, anche domiciliari.
La Diocesi e le Olimpiadi
Primo piano su Milano-Cortina 2026, un’Olimpiade che va ben oltre la dimensione sportiva, configurandosi come un grande evento culturale, sociale ed educativo capace di coinvolgere l’intero territorio. Alla spettacolare cerimonia di apertura e al calendario delle competizioni, si affiancano iniziative diffuse in città, investimenti infrastrutturali, progetti per le nuove generazioni, attenzione a sostenibilità, sanità e sicurezza, oltre a un forte protagonismo del volontariato. In questo contesto si inserisce anche il contributo della Diocesi di Milano, che attraverso il progetto “For each other” propone un’accoglienza ispirata ai valori olimpici e al Vangelo. San Babila diventa il cuore spirituale dei Giochi, mentre tre Villaggi dei valori – dedicati a eccellenza, amicizia e rispetto – offrono incontri, esperienze educative, artistiche e ludiche per giovani, scuole, atleti e visitatori.
Le scuole cattoliche per la pace
Settemila studenti delle scuole cattoliche di Milano e dell’hinterland si ritroveranno il 27 febbraio all’Arena civica per un’iniziativa di preghiera e riflessione per la pace, guidata dall’arcivescovo Mario Delpini. L’evento, frutto di un percorso coordinato dalla Pastorale scolastica, mira a educare i giovani a comprendere i conflitti globali senza schierarsi, sviluppando empatia e senso di responsabilità. Il progetto ha incluso settimane di lavoro in classe e momenti quotidiani di approfondimento e riflessione su brani di giornale o messaggi del Papa.
Storie di scena
Spazio al teatro con l’intervista a Manuel Ferreira, attore argentino e fondatore della compagnia Alma Rosé, che porta in scena al Teatro Elfo Puccini lo spettacolo “Il vero uomo di sinistra”, in cui racconta la sua esperienza personale con la malattia e con la sanità italiana. Lo spettacolo mescola ironia e riflessione, mostrando come la sanità pubblica spesso funzioni non grazie al sistema, ma alla dedizione dei singoli professionisti. Non manca la denuncia della crescente disparità tra servizio pubblico e privato, sottolineando il ruolo essenziale ma poco valorizzato di infermieri e medici. Un invito a considerare la salute come diritto di tutti e a riflettere sulle ingiustizie del sistema sanitario.
Sempre teatro con la Casa delle storie ad Albese con Cassano (Co), un antico stabile restaurato, che funge da palcoscenico e museo vivente. Stefano de Luca, regista e attore formatosi con Giorgio Strehler, ha fondato nel 2021 il Piccolo Teatro Quotidiano, associazione dedicata alla cultura e al teatro: uno spazio di incontro e narrazione destinato a tutti. Il teatro diventa così strumento di relazione e conoscenza, radicato nel quotidiano e nei legami della comunità.
Uno sguardo agli Usa
Cristina Bon, professoressa associata di Storia delle istituzioni politiche all’Università Cattolica di Milano, offre, infine, un’analisi dell’andamento della democrazia statunitense: con l’ascesa del movimento Maga e il consolidamento di Trump si registra una reinterpretazione del patto costituzionale basata su nazionalismo conservatore, centralizzazione del potere e decisionismo unilaterale, a livello interno e internazionale.



