«Un uomo di pace e accogliente. Un grande amico e un confratello che ci ha dato tanto». Monsignor Piero Cresseri, canonico del Capitolo della Cattedrale, “compagno di Messa” di monsignor Giuseppe – per tutti “Peppino” – Maffi, scomparso sabato scorso all’età di 80 anni, parla con un’emozione evidente nella voce.
«Siamo diventati preti il 28 giugno 1969, ma ci siamo conosciuti 12 anni prima, quando io sono entrato in Seminario, nel 1957, mentre lui era già arrivato l’anno precedente – prosegue monsignor Cresseri -. Abbiamo compiuto insieme tutto il percorso seminaristico tradizionale di allora, scuole medie, ginnasio, liceo, l’anno di spiritualità a Saronno e la teologia. Appena ho appreso della sua morte lo ha accompagnato con il rimpianto e la preghiera. È stato sempre il nostro capoclasse e questo già dice quanto fosse capace di tenere i rapporti. Riusciva a mantenere amicizia con tutti: era un uomo che sapeva trasmettere fiducia. Non imponeva mai, ma convinceva nel dialogo. È sempre riuscito, per esempio, a rimanere in contatto anche con i nostri compagni che hanno lasciato il ministero e che, infatti, in gran parte partecipano ancora agli incontri della Classe 1969. Don Peppino è sempre stato discreto nelle notizie sul suo stato di salute, non volendo far pesare i suoi problemi: ripeto, una persona buona che lascia un gran vuoto Era anche uomo di saggi consigli, come dimostrano gli incarichi di grande importanza che è stato chiamato a ricoprire in Diocesi».
Gli incarichi diocesani
Dopo alcuni anni vissuti nel ministero pastorale, infatti, Maffi era divenuto responsabile dell’Ufficio missionario diocesano, dal 1992 al 1998 durante l’episcopato del cardinale Martini. Successivamente, prevosto di Varese – dal 1998 al 2006 -, poi era stato scelto dal cardinale Tettamanazi quale rettore del Seminario di Venegono Inferiore, incarico ricoperto fino al 2014. In quegli stessi anni ricopriva anche il ruolo di Vicario episcopale per il clero (2006-2012), seguendo da vicino la formazione permanente dei sacerdoti ambrosiani e dal 2014 al 2020 aveva svolto il compito di accompagnatore dei giovani presbiteri. Dal 2020 era tornato a Varese come vicario parrocchiale nella Comunità pastorale Maria Madre Immacolata, con il ruolo di referente per Bobbiate.
«Piangiamo per aver perso un uomo di pace e illustre, naturalmente con le debite proporzioni, nel senso che ci dice il Libro del Siracide. La notizia, per una coincidenza che ha davvero colpito tutti noi, è giunta mentre ricordavamo il 35esimo anniversario dell’uccisione del nostro compagno don Isidoro Meschi».
Usa parole simili, per un suo ricordo, anche don Davide Milanesi, oggi responsabile della Comunità pastorale Padre Nostro a Milano, che fu vicerettore per 6 anni – dal 2008 al 2014 – del rettore don Maffi: «Don Peppino è morto alla vigilia della Domenica della Misericordia e mi pare che proprio la misericordia lo descriva bene, nella disponibilità all’ascolto degli altri e, costantemente, della Parola di Dio. Una dedizione all’ascolto che si notava subito anche nel lavoro di ogni giorno. Attingeva dalla sapienza pastorale il suo sguardo formativo rivolto ai futuri sacerdoti, ma anche alle persone che incontrava. Il suo era un Seminario “aperto”, una famiglia per i giovani, in cui sapeva affrontare anche le difficoltà con serenità».



