In un tempo in cui i percorsi di vita stabili e definitivi sono perle rare e faticano a trovare spazio, la Chiesa ambrosiana celebra tre fari di speranza che quest’anno, per l’intera Arcidiocesi di Milano, si identificano in un unico dono prezioso: la professione dei voti perpetui di tre religiose, appartenenti alla Congregazione delle Piccole Apostole di Gesù, le nostre Sorelle del Monte Carmelo.
Sabato 17 ottobre, alle 10, nella chiesa prepositurale di Santo Stefano di Appiano Gentile, faranno la loro professione religiosa dei voti perpetui sorella Beatrice Ndayishimyie, sorella Concilie Nintunze e sorella Jaqueline Irankunda, burundesi. La celebrazione sarà presieduta dall’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini.
La strada percorsa
Le giovani provengono da zone diverse del Burundi, hanno vissuto in prima persona le atrocità della guerra, hanno maturato il desiderio di servire Cristo nei poveri attraverso la partecipazione a movimenti giovanili attivi nelle loro parrocchie, hanno fatto la conoscenza di sorelle e sacerdoti che le hanno aiutate a capire che la consacrazione a Dio nella comunità delle Piccole Apostole poteva essere la strada per rispondere alla chiamata che sentivano nel loro cuore.
Entrate in comunità, hanno trascorso i primi anni nella casa di formazione della missione di Mutoyi, dove sono state seguite da una sorella e dai sacerdoti della comunità che le hanno aiutate a muovere i primi passi nella vita consacrata. Una volta arrivate ad Appiano nel 2021 hanno proseguito il loro cammino, aiutate nello studio della lingua italiana e delle altre materie scolastiche da maestre volontarie di Appiano e dintorni e da sacerdoti e sorelle per l’approfondimento della formazione teologico-spirituale.
Hanno avuto occasione di partecipare anche ai corsi organizzati dall’Usmi diocesana e ai campeggi estivi con i ragazzi e le ragazze dell’associazione Vispe, realtà con cui si condivide da sempre la presenza in terra di missione.
Ora sono arrivate a questa nuova tappa del loro percorso: certo non un punto di arrivo, ma una nuova partenza per poter essere, dove il Signore vorrà, custodi di una promessa eterna che, nel silenzio della preghiera, nel costante lavoro e nel servizio quotidiano verso i poveri, ricordano all’intera comunità diocesana e alla Chiesa intera la bellezza di una consegna totale a Cristo.
Quale parola desiderate dire alla gente, ai giovani, alla Chiesa che vi ha accolte?
Desideriamo ringraziare la Chiesa ambrosiana perché, come una mamma, si è presa cura di noi attraverso la nostra comunità religiosa, attraverso la Comunità pastorale della Beata Vergine del Carmelo, che ci ha accolto e ci ha inserite nel suo cammino, attraverso i corsi organizzati per le suore straniere.
Vorremmo ringraziare per i tanti gesti di accoglienza, di stima e fiducia ricevuti in questi anni. Pensiamo, per esempio, alle persone che ci hanno insegnano la lingua italiana con tanta pazienza, i volontari, con cui condividiamo il lavoro ogni lunedì, i genitori che in certi momenti ci affidano i loro figli durante i campi estivi.
Ai giovani diciamo di non avere paura di fare scelte impegnative, perché sono quelle che rendono davvero felici. Vi possiamo assicurare che ne vale la pena: prendere una decisione definitiva per la propria vita è faticoso, ma una volta che hai scelto viene la pace.
Quale speranza portate in cuore oggi?
Portiamo in cuore la speranza che il mondo attorno a noi possa ritrovare Dio e la Sua Parola come punto di riferimento e che questa possa dare frutti che rendano tutti fratelli e sorelle, figli dell’unico Padre.
Come immaginate la vita religiosa domani?
La vita religiosa domani la immaginiamo come testimonianza di vita armoniosa nella diversità.



