Il Lunedì dell’Angelo inizierà presto per 4000 ragazzi della diocesi ambrosiana: partiranno per Roma, in un pellegrinaggio che li porterà a visitare i luoghi alla radice della fede e, allo stesso tempo, a vivere per la prima volta un’esperienza di comunione con la Chiesa universale.
I momenti forti
Due i momenti forti che scandiscono la tre-giorni romana dedicata ai ragazzi della terza media.
Martedì 7 aprile, alle 10, la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro, presieduta dall’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini, che sempre accompagna in prima persona questo appuntamento ormai tradizionale per i preadolescenti ambrosiani.
Mercoledì 8 i ragazzi faranno quindi sentire la loro voce in piazza San Pietro, partecipando all’udienza generale di papa Leone XIV (diretta su www.chiesadimilano.it e su Youtube.com/chiesadimilano). «Proprio in questo momento i ragazzi si rendono conto di essere immersi in qualcosa di grande – testimonia Francesca Di Rosa, educatrice delle medie a Cantù -. Si accorgono, infatti, del tempo necessario perché le parole del Papa, che loro si aspettano di ascoltare solo in italiano, vengano tradotte dagli interpreti in diverse lingue».
Un’esperienza che affascina, dunque, in giornate che sono vissute non come una piccola vacanza ma, appunto, come un vero e proprio pellegrinaggio. A cui, sottolinea la loro educatrice, i ragazzi arrivano preparati, dopo che in Quaresima, a Cantù, «ogni oratorio ha dedicato alcuni incontri di catechismo ad analizzare – naturalmente a un livello adeguato all’età, i contenuti del Credo, il testo che sta al cuore della fede». Il pellegrinaggio a Roma rappresenta, del resto, anche l’ultima ideale tappa nel percorso che percorso che porterà i ragazzi, in parrocchia, a proclamare la loro Professione di fede.
Tenere accese le proprie domande
E se «è forse un po’ troppo impegnativo dire che andremo a Roma a professare la fede», osserva don Daniele Bisogni, che accompagnerà il gruppo del decanato di Saronno (quest’anno il più numeroso della diocesi, con 195 partecipanti), «certamente queste giornate – evidenzia – sono comunque l’occasione per invitare i ragazzi a tenere accese le domande che portano con sé, e a far sì che l’incontro col Signore sia qualcosa che interroghi e continui ad accompagnare la loro vita». Proprio l’incontro col Papa, aggiunge, «diventa quindi l’occasione per rendersi conto che le domande di ciascuno sono in qualche modo “collegate” con quelle dei giovani di tutto il mondo».

Le visite
Un cammino di fede che si nutre quindi di esperienze concrete: molti degli oratori andranno per esempio a visitare alcune catacombe, o la basilica di San Paolo fuori le Mura. Don Riccardo Borgonovo spiega invece che per i suoi ragazzi della Comunità pastorale San Paolo della Serenza (che raccoglie le parrocchie di Figino Serenza, Novedrate, Carimate e Montesolaro, nel Comasco) non può mai mancare la visita alla chiesa di San Luigi dei Francesi, per ammirare la celebre Vocazione di San Matteo.
«Anche se i ragazzi probabilmente non lo colgono attraverso un ragionamento che è più di noi adulti, la scena dipinta dal Caravaggio ha molto a che fare con la loro vita – riflette il sacerdote -. Spesso, infatti, capita ai ragazzi (ma anche ai più grandi) di vivere le relazioni restando comunque impassibili, di sentire che, nonostante le tante persone che conoscono, manca comunque qualcosa; in questa scena, invece possono cogliere in Gesù qualcuno che li guarda in modo diverso, che dedica loro del tempo, che si relaziona in modo molto profondo».
Il pellegrinaggio a Roma diventa quindi l’occasione, nota ancora don Riccardo, per «iniziare a dire ai ragazzi che nella fede, come nella vita, c’è un futuro da costruire, scegliendo di diventare adulti. A partire, magari, dai piccoli impegni in oratorio».
È l’invito che arriva anche da suor Chiara Cani, dell’oratorio di Osnago, che quest’anno accompagnerà la comitiva più piccola tra quelle della diocesi, con cinque ragazze di terza media: «Ma è proprio quando torneranno a casa, anche se saranno “solo” loro rispetto ai tanti incontrati a Roma, che, come il lievito nella pasta, potranno fare la differenza».
La riconsegna della Croce
In occasione dell’Udienza generale di mercoledì 8 aprile, la Diocesi e la Fom riconsegneranno ufficialmente a Leone XIV la Croce degli sportivi, che durante le Olimpiadi e le Paralimpiadi di Milano Cortina è stata custodita nella Basilica milanese di San Babila. Costituita da quindici pezzi di legno provenienti da diverse parti del mondo, la Croce è un simbolo ideato dal Dicastero vaticano per la Cultura e l’Educazione per accompagnare i grandi eventi sportivi internazionali (a partire dai Giochi di Londra 2012), come richiamo ai valori educativi dello sport.




