Link: https://www.chiesadimilano.it/news/chiesa-diocesi/marco-gallo-testimonianza-mamma-2865819.html
Radio Marconi ospiti
Share

Segnalazione

La mamma di Marco Gallo: «Nel suo intimo c’era la presenza di Maria»

Su «Maria con te» la testimonianza della madre del giovane Servo di Dio: «Il giorno in cui morì aveva con sé un’immagine della Madonna di Medjugorje e un foglio con la “promessa”»

5 Marzo 2026
Marco Gallo impegnato in una scalata: la foto è tratta dalla copertina del volume «Anche i sassi si sarebbero messi a saltellare» (Itaca, 224 pagine, 14 euro)

«Il giorno in cui morì, nel portafogli, Marco aveva un’immagine della Madonna di Medjugorje, una foto di se stesso piccolino che mangiava un panino alla Nutella, cinque euro e un biglietto con la “promessa” in cui c’è scritto: “Oggi prometto che, con un desiderio grandissimo, con una grande forza sempre, come se fosse l’ultimo mio giorno di vita, per scegliere a chi dare la mia giornata e vita, mi aprirò alla ricerca del Mistero, col giudizio e col rispetto di ciò che la realtà mi pone, anche se faticoso. Da solo il Mistero io dipendo”. Nel suo intimo c’era la presenza di Maria. Era un ragazzo che riempiva la vita, ma questo ogni madre lo direbbe del proprio figlio. Quando qualcuno era da solo, lui gli teneva compagnia e lo faceva sentire amato. Un suo compagno di classe ha dato forse la miglior definizione che si potesse trovare: “Era come se tu fossi l’unico al mondo per lui”».

Così Paola Cevasco, madre del servo di Dio Marco Gallo, il 17enne scomparso il 5 novembre 2011 in un incidente in motorino, nell’intervista sul numero in edicola di Maria con te, il settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, ricorda il figlio alla vigilia dell’apertura del processo di canonizzazione, che avverrà il 7 marzo alle 9, nella Cappella arcivescovile di Milano, con una cerimonia presieduta dall’arcivescovo Mario Delpini.

Una memoria coltivata

La memoria di questo giovane «che amava la vita, che si poneva molte domande e soprattutto che aveva trovato nell’amore per Gesù e per il prossimo la fonte della vera gioia», come si legge nell’editto che annuncia la causa, è stata coltivata dai genitori, che hanno dato alle stampe il libro dedicato al figlio Anche i sassi si sarebbero messi a saltellare, e da tutte le persone, specie i giovani, che in questi anni, ogni 1° novembre, hanno partecipato al tradizionale pellegrinaggio al santuario di Nostra Signora di Montallegro nella diocesi di Chiavari, la città natale di Marco.

Sopravvissuti grazie alla forza di Dio

«Di fronte a una tragedia come quella che ci è capitata – prosegue mamma Paola – è difficile sopravvivere e in questo, assieme all’Eucaristia, Maria è diventata un aiuto reale. Avevamo bisogno di un sostegno e la cosa più naturale ci è sembrata andare dalla Madonna. Come famiglia siamo molto legati a questo luogo, dove portavamo i nostri figli da piccoli. Si parte dal livello del mare e si sale per 600 metri, tra gli ulivi. Il cammino aiuta la preghiera. La sera prima di morire, sulla parete della sua camera, accanto al crocifisso di San Damiano, Marco aveva scritto: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo?”. Quella frase è stata un aiuto per farci capire che mio figlio non è perso, non è in mezzo al nulla. Non saremmo sopravvissuti alla sua scomparsa se Dio non ci avesse dato la forza di capire che la morte non è la fine di tutto, che siamo in attesa della vita vera».