«Progettare con cura» si inserisce nel percorso formativo legato a «Giovani IN Cammino», progetto di Regione Ecclesiastica Lombardia cofinanziato da Regione Lombardia. Appuntamento su Zoom alle 17

oratorio estivo

«Progettare con cura» è il titolo dell’evento regionale rivolto a giovani e responsabili coinvolti nel progetto «Giovani IN cammino 2020/2021», in programma giovedì 22 aprile, alle 17, su piattaforma Zoom (per partecipare: https://us02web.zoom.us/j/81977177619). Al centro dell’appuntamento, le sfide dell’oratorio del futuro, tra fragilità educative e disagio giovanile.

Il programma prevede alle 17 i saluti istituzionali di Attilio Fontana (presidente della Regione Lombardia), Stefano Bolognini (assessore regionale allo Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione), monsignor Maurizio Gervasoni (Vescovo delegato per la Pastorale giovanile della Conferenza Episcopale Lombarda) e don Sefano Guidi (coordinatore di Odl  – Oratori Diocesi Lombarde). Alle 17.40 seguiranno gli interventi di Riccardo Bettiga, Garante regionale per Infanzia e Adolescenza, e don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la Pastorale giovanile della Cei. Alle 18.20 dialogo con i partecipanti.

«Giovani IN cammino» è un progetto realizzato da Regione Ecclesiastica Lombardia e cofinanziato da Regione Lombardia (il costo totale è di 900 mila euro, 600 mila dei quali coperti da finanziamento regionale) per realizzare attività di promozione dell’aggregazione giovanile e di prevenzione di forme di disagio. Si inserisce nel filone di collaborazione tra Regione Lombardia e Regione Ecclesiastica Lombardia e, per questa annualità, prevede la realizzazione di 150 azioni attualmente in corso negli oratori delle 10 diocesi lombarde.

Le attività sono orientate sulle seguenti linee di intervento: protagonismo giovanile (esperienze di corresponsabilità dei giovani nel prendersi cura della comunità); collaborazione (con altre realtà a contatto con il mondo giovanile, per esempio scuola e società sportive); accompagnamento studio/doposcuola; pastorale ordinaria (esperienze di animazione e valorizzazione del gruppo dei pari). In ogni azione progettuale sono coinvolti attivamente dei giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che curano e seguono iniziative rivolte ad altri giovani e adolescenti. Il grande bisogno rilevato è quello di un’attenzione verso le forme di disagio giovanile che imperversa all’interno delle comunità: carenza di dinamiche relazionali, isolamento, dispersione scolastica, presenza di nuove fragilità, nuove forme di povertà ed emarginazione sociale, difficoltà nello sviluppo dell’identità personale, insieme alle diverse conseguenze scaturite dalla presenza della pandemia di Covid-19. È la problematica più frequente, ed è la conseguenza di tutte le altre dinamiche progettuali di intervento.

All’interno del progetto è previsto anche un percorso di formazione finalizzato all’acquisizione di competenze per fare rete con il territorio: l’evento del 22 aprile si inserisce appunto in questo percorso e coinvolgerà circa 200 persone tra giovani e referenti di progetti.

«Stiamo raccogliendo da tante istituzioni educative, e dalla nostra stessa esperienza diretta, molteplici allarmi – osserva don Stefano Guidi -. Ma l’oratorio non si accontenta di lanciare l’allarme: vuole soprattutto capire e poi accompagnare gli adolescenti in questa delicatissima fase sociale. Oggi più che mai siamo tutti consapevoli che la nostra società può ripartire solo dai giovani, dai loro sogni, dai loro progetti. Gli oratori vogliono camminare accanto a loro e con onestà si stanno domandando quale volto assumere nel presente e nel futuro. Da qui nascono l’impegno ad approfondire la situazione che stiamo attraversando e la collaborazione con interlocutori autorevoli per un impegno intelligente».

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