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Assemblea

L’Arcivescovo: «Con fiducia, andiamo incontro al domani»

Monsignor Delpini ha aperto al Centro pastorale di Seveso la seconda giornata della “Due giorni decani”, presentando anche la sua nuova Proposta pastorale. Dove si è parlato anche delle attività delle Assemblee sinodali decanali e del loro servizio nei prossimi mesi

di Annamaria BRACCINI

20 Giugno 2026
L'intervento dell'Arcivescovo alla Due giorni Decani a Seveso

«La sinodalità è una profezia sociale, un contrasto all’individualismo e dobbiamo interrogarci su come questo stile chieda il contributo di ciascuno. Vi incoraggio a promuovere la corresponsabilità, stringendosi a Cristo pietra viva, così da diventare anche noi pietre vive, ciascuno con il suo dono da portare».

L’Arcivescovo sintetizza così, aprendo la seconda giornata delle Due giorni Decani, la sua nuova Proposta pastorale, nell’incontro che vede la presenza dei moderatori e dei segretari delle Assemblee sinodali decanali. Accanto a lui, nell’aula magna del centro pastorale di Seveso, i membri della Giunta dell’Équipe sinodale per la Chiesa dalle Genti.

«Abbiamo avuto la grazia di vivere organismi di partecipazione che devono definire il loro servizio, anche se hanno ormai raggiunto una maturità. Si ha infatti l’impressione, come scrivo nella Proposta, che molta parte del cammino sinodale sia rimasto qualcosa di vago e di astratto. La vocazione alla sinodalità richiede un coinvolgimento che dobbiamo imparare», conclude il vescovo Mario che paragona le buone realizzazioni delle Asd al festoso scampanio che irradia gioia nella pagina dei Promessi Sposi da cui è tratto anche il titolo del documento.

L’Arcivescovo e, a destra, il Vicario generale mons. Agnesi alla Due giorni decani

L’indagine per migliorare le Asd

Con la comunicazione di Simona Beretta, moderatrice dell’Équipe, si entra nel merito dell’indagine condotta, da settembre 2025 al marzo scorso, ascoltando le risposte di 223 parroci su 456 (il 49% del totale), a tre domande su come interpretare le Asd, quali aspetti promettenti e quali criticità siano emerse e cosa può aiutare per implementare la vita di questi organismi.

Particolarmente interessanti le osservazioni emerse che definiscono le Assemblee come «uno strumento provvidenziale, un’intuizione profetica di persone che guardano oltre la soglia, tenendo insieme vocazioni diverse. Una seconda parola ricorrente è missione, per cui l’assemblea diventa sussidiaria della parrocchia là dove questa fatica. Missione che, per qualcuno, non è l’annuncio in una terra di fede già esistente, ma un andare ormai nel deserto. Inoltre, le Asd sono viste come quel percorso che ha permesso ai laici una possibilità diversa di essere testimoni e protagonisti nel favorire la comunione ecclesiale».

Al tavolo, con l’Arcivescovo, il Vicario generale, Simona Beretta e Susanna Poggioni

Poi, naturalmente, non mancano le difficoltà.

«Se la parola positiva tra le più usate – nota Beretta – è stata “profezia”, in negativo è stata “confusione”, per una mancanza di comunicazioni e spiegazioni, con delle resistenze che insistono soprattutto su due fronti: capire la bontà del cammino sinodale e non vedere gli organismi come realtà che interferiscono con il compito dei presbiteri nella pastorale ordinaria».

La questione è anche, in una Diocesi grande e diversificata come la nostra, territoriale. «Alcuni parroci hanno detto che il territorio non favorisce la pastorale d’insieme e bisogna rivedere la configurazione del Decanato e della comunità pastorale. Ora l’Asd pare, secondo qualche parroco, un “pezzo nuovo messo su una macchina arrugginita”». Senza dimenticare le criticità legate allo scollamento rispetto alle ricadute del lavoro fatto, «per cui il rischio è che ciascuno vada per la sua strada».

La nota pastorale rivista

La parola passa così al vicario generale e presidente dell’Équipe, monsignor Franco Agnesi, che illustra le modifiche alla Nota pastorale, riscritta dopo 4 anni di esperienza e di cammino, «che definisce più precisamente obiettivi e compiti delle Asd, secondo la logica originaria».

Da qui alcune sottolineature.

«L’Assemblea sinodale decanale ha il compito di ascoltare e leggere il territorio geografico ed esistenziale, per individuare quelle priorità che la missione impone, che vanno oltre le possibilità e risorse delle singole comunità pastorali e parrocchie. Svolge questo compito con lo sguardo della fede e la docilità allo Spirito santo. Il compito deve, dunque, riguardare il mondo e le sue periferie: Le Asd sono a servizio della Chiesa pasquale, povera, missionaria che si lascia rivestire dell’abito conveniente alla missione: quello della sinodalità».

 

La Nota scende anche nella concretezza del funzionamento e degli organigrammi delle Assemblee stesse che, osserva ancora il Vicario generale, devono essere costituite preferibilmente da 15-20 persone, «con una scelta che dimostri particolare attenzione ai membri di commissioni decanali o dei Consigli pastorali, di provenienza anche migratoria. Durata in carica, 4 anni con eventuali proroghe da concordare con il Vicario di Zona, e possibilità di un doppio mandato consecutivo per i membri della Giunta».

E tutto per realizzare «uno stile di lavoro fatto di ascolto, condivisione, discernimento, costruzione delle scelte, trasparenza e verifica da vivere attraverso di momenti di fraternità e di preghiera». Insomma, con un metodo che la Nota – di fronte alla richiesta offrire indicazioni più precise- , invita a mettere in pratica leggendo il territorio e le sue modificazioni, seguendo o Spirito e la realtà, in un tavolo di lavoro che condividerà i suoi risultati con il Decanato, in vista del rafforzamento e\o di un possibile avvio di organismi pastorali decanali, come ad esempio le commissioni.

«I temi dei gruppi di lavoro delle Asd, in un processo sinodale che coinvolge le Assemblee stesse, Fraternità del Clero, Consigli Pastorali di Comunità Pastorale e parrocchiali e commissioni decanali saranno condivisi; una volta approvati dal Vicario Episcopale di Zona saranno vincolanti per il Decanato e le comunità». L’obiettivo è, ovviamente, «di non andare avanti da soli, ma di condividere il più possibile, avendo anche imparato da questi 4 anni di cammino».

La Nota verrà ufficialmente consegnata il prossimo 18 ottobre – festa della Dedicazione della Chiesa cattedrale, ormai divenuta una giornata di riferimento delle iniziative sinodali – dallo stesso monsignor Agnesi in Duomo «quando rilanceremo le Asd e, in particolare, le nuove Assemblee».

«Portare il Sinodo a casa»

Infine, l’intervento della moderatrice Susanna Poggioni, dedicato alla seconda parte della Proposta pastorale e al contributo delle Asd “per portare il Sinodo in casa”, che delinea gli appuntamenti del prossimo anno pensati con un’attenzione specifica alla formazione e ai facilitatori (figure che offrono un accompagnamento spirituale e di discernimento), e l’avvio dei 10 tavoli di narrazione di altrettante Asd, in rappresentanza di tutte le 7 Zone pastorali. Concentratesi su tematiche che vanno dall’arte e la fede alle dipendenze, dai migranti al lavoro, dalla famiglia all’intelligenza artificiale.

A suggellare la mattinata è la benedizione dell’Arcivescovo che conclude lasciando ai presenti 3 parole. «Grazie, perché è una consolazione vedere una Chiesa viva che si interroga e mette mano alle questioni. Futuro, perché tanti aspetti che sono stati affrontati dicono che siamo in cammino con una capacità di intervenire su alcuni punti che rappresentano difficoltà come la solitudine degli anziani o la condizione giovanile. Abbiamo una fiducia radicale per andare incontro al domani. E, terzo, eccomi, perché ciascuno di voi si è fatto avanti».