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Milano

L’Arcivescovo a Esagramma: «Siete profezia di un mondo in cui ciascuno può dare il suo contributo»

Dopo il concerto delle due Orchestre sinfoniche, con i fondatori Pierangelo Sequeri e Licia Sbattella visita alla Fondazione che da 40 anni opera per l’inclusione attraverso la musica di bambini e giovani con autismo e disagio psichico e mentale

di Annamaria BRACCINI

26 Febbraio 2026
Delpini visita Esagramma 2026 (foto Cherchi)

«Credo che la musica abbia come sua vocazione quella di essere inclusiva, nel senso che si ascolta e si apprezza anche se non si è musicisti. Questa capacità di farsi apprezzare che viene dai ragazzi che hanno difficoltà e che, invece, con il tempo e con la dedizione degli specialisti, sono capaci di produrre musica, ritengo che sia una profezia per un mondo abitabile in cui ciascuno non deve fare tutto, non deve essere capace di risolvere ogni cosa, non può essere misurato solo per le sue prestazioni, ma deve essere apprezzato per quello che può offrire. Ognuno ha una sua unicità e può dare il suo contributo».

A dire tutta la sua ammirazione per il concerto – anzi i concerti – a cui aveva appena assistito come spettatore d’eccezione, è stato l’Arcivescovo che ha visitato la Fondazione Sequeri Esagramma Ets. Un presidio di civiltà – con sede negli ampi locali di via Bartolini, nel territorio della Comunità pastorale San Giovanni Battista alla Certosa – che da oltre 40 anni ha sviluppato e porta avanti con tenacia e professionalità, l’inclusione di ragazzi con disagio soprattutto psichico e mentale attraverso la musica.

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Spazi di vita dove non ce n’erano

«Questa è la nostra famiglia, con i musicisti, gli educatori, le famiglie, i volontari – dice subito monsignor Pierangelo Sequeri -. Siamo passati di parrocchia in parrocchia, abbiamo iniziato in un sottoscala, ora siamo qui in una magnifica sede. Siamo una cosa bella che rallegra la società civile perché inventiamo cose per trovare spazi di vita laddove sembrava che ve ne fossero pochi: una sfida che, con impegno e buona volontà, può essere vinta».

Delpini visita Esagramma 2026 (foto Cherchi)
Monsignor Pierangelo Sequeri (Cherchi/chiesadimilano.it)

Le Orchestre

Tanti coloro che si affollano per il concerto, che vede suonare insieme ragazzi portatori di disabilità e musicisti normodotati, così come vuole, fin dalle sue origini, la logica di “Esagramma”, che aggiunge, anche nel titolo, una riga in più al tradizionale pentagramma. Quella simbolica di coloro che «pochi pensavano potessero suonare con tanta armonia». Come hanno invece dimostrato al meglio le due Orchestre – una di juniores con i giovanissimi e una di seniores – che si sono esibite davanti a monsignor Delpini, ai vertici della Fondazione, al responsabile della Comunità pastorale don Luigi Badi, a tanti papà e mamme entusiasti.

E se la “Juniores” (diretta da Francesca Vergani), eseguendo la Sinfonia n. 9 Dal Nuovo Mondo di Antonín Dvořák, ha suscitato applausi convinti, quando la “Seniores”, guidata da Gabriele Rubino, ha spaziato da Porgy and Bess di Gershwin all’Inno alla Gioia di Beethoven, in sala – tra violini, arpe, violoncelli, tamburi – vi è stata una vera e propria ovazione.

Delpini visita Esagramma 2026 (foto Cherchi)
Un momento del concerto (Cherchi/chiesadimilano.it)

Le origini e l’evoluzione

«Siamo partiti nel 1983, con il primo triennio di Musico Terapia Orchestrale» dopo essersi posti domande, su «come un’orchestra potesse essere formativa per tutti. Così sono nati i primi percorsi per persone con disabilità», spiega Licia Sbattella, cofondatrice e attuale presidente di Esagramma,.

Da allora un crescendo di successi: nel 1987 nasce il Laboratorio di Musicologia Applicata, dal 1991 si avviano i primi corsi di formazione in ambito musicale e psicopedagogico, si formano i Centri satellite e, nel 1997, sotto la direzione di Sbattella vede la luce la prima Orchestra sinfonica stabile di Esagramma, che suona nel 2000 davanti al Papa per il Giubileo e, negli anni, al Parlamento Europeo, in diversi Paesi del mondo, tra cui gli Stati Uniti, in Duomo e in vari teatri. Poi, nel 2008, il conferimento del Premio Unicef, l’anno successivo la Fondazione diviene Centro di eccellenza formativa di Regione Lombardia, nel 2019 l’avvio di “Esagramma psicoterapia” e molto altro attraverso partenariati con istituzioni universitarie e scuole.

Oggi, i ragazzi allievi di Esagramma tra le due orchestre, i percorsi di musicoterapia orchestrale e narrativa multimediale (di cui Delpini visita le aule) sono circa 80, soprattutto potatori di disabilità intellettive, cognitive e autismo. La Fondazione è visitata da circa 250 allievi istituti scolastici, dalle primarie ai licei. Insomma, davvero una grande famiglia che accoglie attualmente bimbi (i più piccoli hanno addirittura tre anni) fino ai sessantenni che sono con l’associazione fin dal suo inizio.