Alla Facoltà teologica, con l'intervento di Francesco Botturi, parte il corso di formazione promosso dai Vicariati in collaborazione con Centro Studi di Spiritualità, Cism, Usmi e Ciis. Un’iniziativa ideata in relazione al Sinodo minore e indirizzata all'inserimento nella pastorale diocesana di consacrati/e provenienti da altre culture

Botturi
Il professor Francesco Botturi

di monsignor Paolo MARTINELLI e monsignor Luigi STUCCHI
Vescovi ausiliari e Vicari episcopali per la Vita consacrata

Inizia sabato 27 ottobre il corso dedicato all’inserimento della vita consacrata nella Chiesa locale. Si tratta di una iniziativa nuova, maturata in relazione al Sinodo dedicato alla “Chiesa dalle genti”, organizzata dai Vicariati per la vita consacrata e dal Centro Studi di Spiritualità della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, insieme agli organismi di comunione Cism, Usmi e Ciis. Il corso propone un itinerario articolato per aiutare tutti i consacrati e le consacrate, in particolare coloro che vengono da altre culture, a comprendere in profondità i processi culturali della società nella quali operano e a conoscere la tradizione pastorale della nostra diocesi.

Il primo incontro è dedicato alla comprensione del nostro contesto secolarizzato. Sono soprattutto i consacrati e le consacrate che provengono da altri continenti a rimanere spesso sorpresi di come la religione sia considerata diversamente da noi rispetto ai loro paesi di origine. Sebbene nelle nostre terre ci sia ancora un ampio cattolicesimo di popolo, tuttavia si constata una certa indifferenza nei confronti della fede. Del resto, anche i consacrati che tradizionalmente lavorano nella terra ambrosiana sanno quante cose sono cambiate in questi ultimi decenni! Segni della secolarizzazione sono indubbiamente la diminuzione di vocazioni e la provvisorietà delle decisioni vocazionali, il calo della frequenza alla Messa, soprattutto tra i giovani, la diminuzione dei matrimoni religiosi e dei battesimi, insieme alla richiesta di alcuni di uscire formalmente dalla Chiesa. Ma soprattutto colpisce il rischio di una minore incidenza della fede sulla vita civile, il pericolo di vivere in modo separato la fede e la vita, il vangelo e la cultura, come ricordava già san Paolo VI in Evangelii nuntiandi.

Certo, non basta rilevare i fenomeni che indicano una società secolarizzata; occorre capirne la dinamica e soprattutto chiederci quale responsabilità tutto questo chieda alla Chiesa, ai consacrati e alle consacrate che vivono la loro missione sulle nostre terre. Essere oggi in una società plurale, in cui convivono mondovisioni e religioni diverse, apre alla “Chiesa dalle genti” nuove opportunità per forme incisive di testimonianza personale e comunitaria, che insieme vogliamo scoprire e praticare.

Il programma dell’incontro di sabato (9.30 – 12.30, ingresso libero) prevede, dopo l’intervento dei Vicari episcopali e di suor Elsy Torres (una suora messicana da molti anni operante in diocesi), l’intervento del professor Francesco Botturi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, già prorettore dell’Ateneo, autore di molti saggi sul tema della secolarizzazione. Seguirà un ampio dibattito tra tutti i partecipanti per aiutarsi a comprendere come le comunità di vita consacrata, composte da membri di diverse culture o provenienti da altre nazioni, possano dare nel nostro contesto di Chiesa un contributo specifico per riscoprire la bellezza dell’incontro con Cristo e per portare a tutti la gioia del Vangelo. 

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