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Presentazione

«Il Segno»: beni confiscati, la speranza ostacolata

Sul numero di marzo le eccellenze, ma anche le preoccupazioni delle realtà che, con fatica crescente, gestiscono il recupero a fini sociali delle 1.600 ex proprietà mafiose (su 3.200 sequestrate). Uno speciale sulla nuova Europa che uscirà dal voto del 9 giugno e le prime cifre sui protagonisti della Chiesa ambrosiana “in uscita”

29 Febbraio 2024
Foto Agenzia Fotogramma

Una “burocrazia asfissiante”, fondi per il risanamento ridotti e molto incerti, e ora una nuova norma che rischia di interrompere le esperienze di gestione più riuscite. In vista del 21 marzo, giornata per la memoria delle vittime della mafia (che l’anno scorso si celebrò proprio a Milano), Il Segno fa il punto sulla situazione dei beni confiscati alla criminalità e dà voce alle preoccupazioni delle organizzazioni del terzo settore che lavorano al recupero a fini sociali di quasi 1.600 immobili, la metà di quelli ad oggi sequestrati in tutta la Lombardia.

Un quadro che mostra sì numerose eccellenze e innovazioni – con la rete della Chiesa ambrosiana protagonista -, ma anche la fatica di portare avanti i progetti in modo sostenibile e un supporto delle istituzioni pubbliche non sempre costante. Tra i motivi di maggiore attrito, la delibera approvata a fine 2023 dal Comune di Milano (senza che le associazioni fossero consultate), dove è previsto tra l’altro che si possa fare un solo rinnovo della concessione per la gestione di un bene confiscato allo stesso ente: una disposizione che «minerebbe la continuità di presenza sul territorio, disperdendo il lavoro svolto e facendo ricominciare da zero chi subentra».

Verso il voto europeo

Il numero di marzo del mensile diocesano pubblica anche uno speciale in vista del voto dell’8 e 9 giugno per il rinnovo dell’Europarlamento, con due firme d’eccezione: quella di Ferruccio de Bortoli, che spiega perché il nostro futuro sarà sempre più europeo (auspicando che la scadenza elettorale non sia ancora sottovalutata dai partiti); e quella di Guido Formigoni, secondo cui per consolidare la “timida svolta” vista negli ultimi tre anni è necessario passare alla discussa “Europa a più velocità”, in cui i Paesi più forti si prendono la responsabilità di fare scelte forti, per poi essere il traino di tutti gli altri.

Opinioni e rubriche

Le opinioni di questo numero sono di Virginio Brivio, che spiega perché i miglioramenti auspicati dal disegno di legge sull’autonomia differenziata sono «tutti da dimostrare», e del direttore Fabio Landi, che si sofferma sul significato «più alto della carità». Mentre nella rubrica “Voci dal silenzio” una monaca di clausura propone una raffinata riflessione sui tempi e il significato della posta di carta nell’era del web. Nella rubrica “Fuoriclasse” Michele Diegoli se la prende con i nullafadocenti. E in “Solo una parola” Giovanni Merlo prende in esame il termine “grave” e la maledizione, per i disabili, di essere «considerati solo un peso».

Le Assemblee sinodali

Le pagine dedicate alla diocesi riportano per la prima volta le cifre del “movimento” di laici (l’80%) e religiosi che animano le 52 Assemblee sinodali decanali: più di 1.100 persone di ogni età e professione che portano avanti il confronto con varie realtà sociali sui temi più urgenti del nostro tempo, dall’educazione all’ecologia, e costituiscono una sorta di «avanguardia di una Chiesa che sconfina».

Si conclude poi la rassegna di sei approfondimenti sulla Proposta pastorale 2023-2024 dell’arcivescovo Delpini. Quest’ultimo è dedicato all’impegno di tantissimi anziani, «sempre più curiosi ed esigenti», nell’Università della Terza età e negli oltre 300 doposcuola attivi nelle parrocchie.

Storie e arte

Nelle altre pagine della rivista, quattro sono dedicate all’“oratorio del futuro”, che secondo una ricerca recente e ricca di dati sarà sempre più una “palestra di convivenza” e presidio di welfare. Si raccontano poi le storie di Bruno Varacalli, primo poliziotto amputato ad aver ripreso regolare servizio, e dell’arbitro “oratoriano” Marco Trinchieri che spiega la sua “etica dell’errore”.

Si dà poi spazio ai “Patti educativi” di genitori che, anche a Milano, cercano di limitare l’uso troppo precoce del cellulare da parte dei preadolescenti; a un originale progetto di reinserimento sociale di ex detenuti nelle ferrovie; alla mostra “Divine creature” che approda al Museo diocesano con il coinvolgimento di vari giovani con disabilità; al Parco regionale del Ticino che compie 50 anni (nella sezione Laudato si’); al sacerdote Emmanuele Merlo (rubrica “Vita da prete”) da anni impegnato nella pastorale con i Rom.

Chiude come sempre la sezione Cultura, con gli articoli sul nuovo “capolavoro” per la Pasqua di Milano (il Compianto di Giovanni Bellini), su cinema, teatro e serie tv.

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