Durante la Visita pastorale nel Decanato, l'Arcivescovo ha fatto tappa alla cooperativa che gestisce servizi per persone con disabilità. «Un momento semplice e familiare - riassume il presidente Luigi Colzani -, monsignor Delpini ha sottolineato l'importanza di avere una visione positiva sulla realtà»

di Cristina Conti

Gabbiano 31.3.19 Cropped

Momento significativo della Visita pastorale nel Decanato di Cantù, domenica 31 marzo, è stata la tappa di monsignor Delpini alla cooperativa “Il Gabbiano”. «È una cooperativa che gestisce servizi per persone con disabilità – spiega il presidente Luigi Colzani -. Abbiamo due centri socioeducativi diurni per persone giovani e adulte tra i 18 e i 65 anni, una comunità alloggio che accoglie 9 ospiti con disabilità psico-intellettive di grado medio e che offre presa in carico 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, servizi di neuropsichiatria infantile, oltre a una piscina per la riabilitazione motoria e una palestra per aiutare l’equilibrio psico-fisico nella fase finale della riabilitazione». L’Arcivescovo è giunto nel pomeriggio, dopo aver visitato la parrocchia di Vighizzolo e prima di recarsi a Brenna, e si è soffermato per una ventina di minuti. «È stata un’occasione significativa e utile che ha dato modo a lui di conoscere la nostra realtà e a noi di ascoltare le sue parole», rileva il presidente.

Come si è svolta la visita?
È stato un momento molto semplice e familiare. Oltre a noi l’Arcivescovo ha incontrato qui anche l’Associazione sportiva dilettantistica “Briantea 84” (che ha circa 200 atleti con disabilità attivi in cinque discipline) e l’Associazione di volontariato “Links”, che si occupa di organizzare iniziative per il tempo libero per persone con disabilità. Dopo un momento di presentazione è stata letta all’Arcivescovo una poesia di Borgès, con parole molto simili al suo motto «Plena es terra gloria eius»: è rimasto molto sorpreso di questa similitudine e ha sottolineato l’importanza di avere una visione positiva sulla realtà, in un contesto che altrove non lo è. Ha manifestato poi il suo apprezzamento per il nostro servizio: oggi è importante mettersi a disposizione per dare una mano a favore del bene comune. Le persone per bene che fanno il bene manifestano lo sguardo di Dio sulla terra. Ha poi salutato gli ospiti della comunità alloggio (in alcuni casi erano presenti anche i genitori) con molta familiarità. Gli abbiamo consegnato alcuni omaggi: un mazzo di fiori prodotti nella nostra serra e alcuni libri su sport e disabilità pubblicati dall’Associazione Briantea 84.

 

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