Valorizzare il loro impegno per il bene comune è l’intento dell’appuntamento a cui interviene l’Arcivescovo, alla vigilia della Giornata mondiale dei poveri (in allegato il messaggio di monsignor Delpini). Gualzetti: «A dispetto di quanto viene loro rimproverato, molti mostrano una particolare sensibilità sociale»

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Luciano Gualzetti

Un giovane sindaco. Un giovane di ritorno da un “cantiere della solidarietà” all’estero. Un giovane che ha concluso la sua esperienza di volontariato per il servizio civile. Un giovane operatore di una cooperativa sociale. Saranno loro i protagonisti del convegno annuale dei volontari e degli operatori di Caritas Ambrosiana, che si terrà sabato 10 novembre al Centro diocesano di Milano (il programma nel box a fianco). Racconteranno le loro esperienze e si confronteranno dopo aver ascoltato l’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, che nel suo intervento parlerà degli esiti del Sinodo dei Vescovi sui giovani al quale ha partecipato e che si è appena concluso. Nel corso dell’incontro sarà consegnato anche il premio del social contest “Scendi dalla pianta”, vinto da una insegnante dell’Istituto professionale Majorana di Cernusco sul Naviglio per il lavoro educativo svolto in una classe composta proprio da giovani provenienti da Paesi differenti: una delle tante storie di ordinaria integrazione che avvengono tutti i giorni in moltissime scuole della Diocesi e del Paese, al di fuori dei riflettori della cronaca.

Valorizzare, far emergere, raccontare l’impegno dei tanti giovani per il bene comune è l’intento dell’incontro, che si intitola “Giovani in cammino. Verso Gerusalemme, città dell’incontro e della fraternità». «C’è chi li ha chiamati “sdraiati”, chi li ha definiti choosy (schizzinosi), chi la generazione perduta – osserva Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana -. Forse dovremmo una buona volta smettere di affibbiare etichette e semplicemente dare loro spazio, a partire proprio dall’impegno sociale e dal volontariato, verso il quale molti mostrano una particolare sensibilità a dispetto di quanto viene loro rimproverato».

Le parole del Papa

L’appuntamento si svolge alla vigilia della Giornata mondiale dei Poveri, istituita lo scorso anno da papa Francesco. Le parrocchie della Diocesi di Milano sono invitate a organizzare momenti di incontro con tutti gli operatori delle realtà caritative, di raccogliere offerte per opere-segno, ma soprattutto di dare voce – durante le celebrazioni liturgiche domenicali – alle famiglie in difficoltà.

Nel messaggio scritto per la Giornata papa Francesco raccomanda ai fedeli di ascoltare il grido dei poveri. «Il Signore ascolta coloro che vengono perseguitati in nome di una falsa giustizia, oppressi da politiche indegne di questo nome e intimoriti dalle violenze – scrive il Santo Padre -. In una Giornata come questa, siamo chiamati a un serio esame di coscienza per capire se siamo davvero capaci di ascoltare i poveri».

Sempre nel messaggio il Papa raccomanda anche un metodo: «È il silenzio dell’ascolto ciò di cui abbiamo bisogno per riconoscere la loro voce. Se parliamo troppo noi, non riusciremo ad ascoltare loro. Spesso ho timore che tante iniziative pur meritevoli e necessarie, siano rivolte più a compiacere noi stessi che a recepire davvero il grido del povero. In tal caso, nel momento in cui i poveri fanno udire il loro grido, la reazione non è coerente, non è in grado di entrare in sintonia con la loro condizione. Si è talmente intrappolati in una cultura che obbliga a guardarsi allo specchio e ad accudire oltremisura sé stessi, da ritenere che un gesto di altruismo possa bastare a rendere soddisfatti, senza lasciarsi compromettere direttamente».  Da questo esame di coscienza riprenderà l’impegno di Caritas nelle oltre mille parrocchie ambrosiane.

 

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