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Quaresima

Giovani, gli Esercizi spirituali per riprendere in mano la vita

Tra il 6-8 marzo e il 2-5 aprile i diversi turni di una proposta residenziale in varie sedi, che ha per tema «Ma Dio lo ha risuscitato» e mette al centro la Pasqua di Paolo, simbolo di una conversione dei sensi e del cuore

di Letizia GUALDONI

2 Marzo 2026
Esercizi spirituali giovani

Tornano anche quest’anno gli Esercizi spirituali residenziali di Quaresima proposti dal Servizio diocesano per i Giovani e l’Università. Un tempo disteso di silenzio, ascolto della Parola e preghiera per prepararsi alla Pasqua lasciandosi guidare dalla figura di san Paolo. Il titolo scelto per quest’anno – «Ma Dio lo ha risuscitato» (Atti 13,30) – richiama il cuore dell’annuncio cristiano e accompagna i giovani dentro un itinerario di conversione e rinascita, personale e comunitaria, capace di toccare la vita concreta.

Il calendario

Diversi i turni in calendario.  

Si comincia dal 6 all’8 marzo presso il Seminario arcivescovile di Venegono Inferiore e il fine settimana successivo, 13-15 marzo, al Centro pastorale ambrosiano di Seveso, con una proposta aperta a tutti, ma particolarmente pensata per fidanzati e giovani sposi.

Sempre a Seveso è previsto un ulteriore turno dal 20 al 22 marzo; nelle stesse date sarà possibile vivere l’esperienza anche al Sacro Monte di Varese.

Il 27-29 marzo sono in programma due diverse possibilità, ancora a Venegono Inferiore oppure presso la Comunità Monastica della Santissima Trinità di Dumenza.

Infine, dal 2 al 5 aprile, durante il Triduo Pasquale, gli Esercizi si svolgeranno in Seminario e e si concluderanno con la celebrazione della Veglia del Sabato Santo.

Un’opera di Dio

Don Alessandro Viganò, della Comunità pastorale Oltresempione di Legnano, che sarà tra i predicatori, racconta il filo rosso della proposta: «Al centro c’è la Pasqua di Paolo. Questa frase degli Atti mette in contrasto ciò che gli uomini hanno fatto e l’opera di Dio: voi lo avete ucciso, ma Dio lo ha risuscitato. La Pasqua anzitutto come un’opera di Dio nella vita di ciascun giovane, anche quando sembra prevalere il buio».

Gli Esercizi partiranno dalla scena della lapidazione di Stefano, quando Saulo approva la sua morte tenendo i mantelli dei lapidatori. «Entriamo nella storia di un uomo forte delle sue convinzioni, ma che in realtà non vede. Paolo scopre di avere bisogno di una conversione dei sensi e del cuore. Si può avere anche questo tipo di religiosità di forma e restare ciechi davanti agli altri e a se stessi».

Esercizi spirituali giovani

Da Damasco a Tarso

La caduta sulla via di Damasco diventa così il simbolo di un percorso di rinascita. La svolta avviene grazie all’incontro con Anania, il fratello che avrebbe potuto essere suo nemico e che invece diventa guaritore. «“Alzati” (e ci torna in mente Rise up alla Giornata mondiale della gioventù di Lisbona) è la parola chiave: è il verbo della risurrezione. Gesù dice a Paolo di alzarsi e andare a Damasco, e Anania gli ripete di alzarsi e farsi battezzare. Paolo rinasce dentro una comunità, grazie a qualcuno che si prende cura di lui».

Il percorso si chiuderà con il ritorno a Tarso, un passaggio apparentemente amaro, ma già aperto alla missione futura. «Non è un fuoco d’artificio: è una preparazione paziente alla partenza».

Le indicazioni per il “dopo”

Fondamentale è la dimensione residenziale. «Camminare insieme ad altri coetanei è decisivo. Oggi è difficile scegliere da soli un’esperienza così. Sono giorni straordinari, un po’ folli, quasi “sovversivi” rispetto alla normalità frenetica, ma anche il canto, la liturgia curata, la preghiera condivisa e anche momenti semplici di fraternità favoriscono l’incontro con Cristo».

E dopo l’esperienza? «Quattro indicazioni semplici: rapporto quotidiano con la Parola di Dio, sacramenti (Eucaristia e Riconciliazione), comunità e una guida spirituale. Dopo un annuncio forte dell’amore di Dio, il cuore si sveglia e chiede: cosa posso fare?».

Non temere di chiedere aiuto

Anche suor Simona Bisin, Figlia di Maria Ausiliatrice e collaboratrice della Pastorale giovanile della Comunità pastorale Oltrestazione di Legnano, parteciperà guidando le meditazioni dei giovani: «La conversione di Paolo avviene in un lampo, ma è anche preparata. E dentro questa conversione penso per un giovane quanto sia decisivo scoprirsi amato e chiamato per nome dal Signore».

Gli atteggiamenti richiesti sono docilità nel seguire le indicazioni e disponibilità a mettere tra parentesi il quotidiano. «Il silenzio può spaventare, perché non siamo abituati. Ma è uno spazio accompagnato. E se qualcuno fa fatica, non deve avere paura di chiedere aiuto: siamo lì per questo».

Gli Esercizi, per suor Simona, «sono un regalo che i giovani fanno a loro stessi per prendere in mano la propria vita, e rimettere in equilibrio la relazione con Dio e con gli altri. La Pasqua dice che il bene vince, che Dio arriva sempre con il suo bene». E don Alessandro conclude: «Io direi che la mia vita è cambiata proprio in un’esperienza così. Quando ancora non sapevo bene cosa voleva dire pregare, un’esperienza così mi ha fatto incontrare Gesù che mi stava già aspettando. Quindi direi che vale la pena, anche se sei curioso, se aspetti qualcosa da Dio, se ti senti che vorresti ricevere qualcosa. Questo è un luogo dove ci sono doni di Dio già preparati. Devi solo provare per credere, no?».