Si terrà a Seveso con la presenza dell’Arcivescovo. Nata da un’idea del cardinale Martini, questa esperienza vocazionale prosegue con 70 adesioni ogni edizione. Il racconto di chi la iniziò

di Luisa BOVE

Don Franco Gallivanone
Don Franco Gallivanone

Sarà un pomeriggio di festa e di riconoscenza al Signore, quello in programma sabato 12 settembre presso il Centro ambrosiano di Seveso, per ricordare i tre decenni del Gruppo Samuele, con lo slogan «Magis! Gesù ti regala il meglio» e la presenza dell’Arcivescovo.

In trent’anni hanno partecipato al Gruppo Samuele ben 3500 giovani, con punte di presenze di oltre 200 persone, mentre nelle ultime 15 edizioni la media si attesta intorno ai 70 iscritti. L’idea era venuta al cardinale Carlo Maria Martini dopo la famosa Assemblea di Sichem, culminata in un evento al Palalido di Milano con tutti i delegati ambrosiani. L’Arcivescovo pensava dunque di offrire ai giovani un percorso di discernimento vocazionale di cui lui stesso aveva parlato durante la Redditio Symboli in Duomo.

«Ricordo ancora quella sera, quando nel viaggio di ritorno a Saronno sul treno della Nord i ragazzi dicevano: “Bello, ma non è per me” – racconta don Franco Gallivanone, che all’epoca si occupava di pastorale vocazionale -. L’Arcivescovo immaginava di tenere lui stesso le meditazioni e di accompagnare anche dal punto di vista spirituale i 15-30 ragazzi che vi avrebbero aderito». Invece quella proposta aveva colpito nel cuore tantissimi giovani e in pochi giorni erano arrivate in Curia più di 200 lettere. Così don Gianni Cesena, segretario dell’Arcivescovo, pensò di coinvolgere Gallivanone, che aveva letto e “scremato” le lettere e poi aveva affiancato l’Arcivescovo nell’avvio del Gruppo Samuele. «Due sono state le componenti iniziali: la genialità di Martini e l’esperienza concreta della pastorale vocazionale del Seminario di Venegono», spiega don Franco.

Quell’anno alla fine parteciparono 177 giovani e, visto il numero di iscritti, si dovette costituire un’équipe con figure diverse: «All’inizio abbiamo chiamato Pedro Di Iorio, Giuseppina Capra, qualche prete e alcune coppie sposate, anche perché il punto di partenza era l’apertura a 360 gradi nella ricerca vocazionale». Il cardinale Martini pensava di esaurire l’esperienza del Gruppo Samuele in un anno, ma il boom di partecipanti e l’evidente successo dell’iniziativa portarono i vertici della Diocesi a compiere una scelta diversa e a riproporre l’iniziativa. L’anno dopo il predicatore fu don Severino Pagani, per i tre successivi lo stesso don Gallivanone: «In seguito si è stabilito che il predicatore incontrasse ogni ragazzo prima di iniziare il percorso del Gruppo Samuele: io stesso ho provato a fare colloqui il sabato e la domenica anche a 12-15 ragazzi».

Tra i criteri di adesione indicati per poter partecipare c’era quello che riguardava l’accompagnamento personale dei giovani: ognuno di loro, infatti, doveva avere un padre spirituale del territorio e incontrarlo mensilmente. «Per molti anni gli incontri del Gruppo Samuele si sono svolti al Seminario di corso Venezia a Milano, sede che favoriva anche un bel clima di preghiera», spiega Gallivanone. In seguito si aggiunse l’Eremo San Salvatore di Erba, mentre oggi l’appuntamento per tutti è al Centro pastorale di Seveso.

«Erano pomeriggi di grande intensità, da una parte dovuta al carisma spirituale di Martini, e dall’altra alla proposta articolata e impegnativa, ma anche calorosa e fraterna. Gli animatori dei gruppi infatti conoscevano personalmente i giovani». Alla fine del percorso i ragazzi dovevano compiere una scelta (parziale o globale) nella loro vita, quindi indicarla nella «lettera di fruttificazione» che avrebbero consegnato all’Arcivescovo. Tutte le meditazioni tenute il primo anno dal cardinale Martini sono state raccolte nel volume Il Vangelo per la tua libertà che lo stesso don Gallivanone quell’estate utilizzò durante gli esercizi spirituali.

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