Quinta edizione del Campus interreligioso di educazione: coinvolti i ragazzi degli oratori del quartiere e di varie scuole di Milano, oltre a ospiti provenienti da Oulx (Val Susa), Parigi e Sarajevo

di Emilia FLOCCHINI

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Domenica 16 febbraio il Campus di Educazione alla Pace, nato negli oratori di Gratosoglio all’indomani degli attentati di Parigi del 2016, inizia la sua quinta edizione. Il primo tentativo di far incontrare ragazzi cristiani e musulmani del quartiere si è trasformato in una serie di appuntamenti che ora coinvolgono tutta la città di Milano.

Il tema di quest’anno è «Comunicare la pace – Il fascino e le possibilità di un linguaggio alternativo – L’impegno per una città accogliente rivolta al futuro». Nel mondo di oggi, infatti, sempre più spesso le parole contribuiscono a produrre intolleranza verso chi appare diverso. Per questa ragione gli organizzatori intendono partire dagli adolescenti, forse meno propensi alle offese razziali, ma comunque a rischio di assumere comportamenti d’odio.

Come lo scorso anno, aderiscono classi di varie scuole di Milano, intercettate a partire dai ragazzi e dagli educatori degli oratori di Maria Madre della Chiesa e di San Barnaba in Gratosoglio, guidati da don Giovanni Salatino. Quanto ai partecipanti esterni, circa un centinaio, sono attesi ragazzi e ragazze provenienti da Sarajevo (Bosnia-Erzegovina), altri invece arrivano da St-Dénis vicino Parigi, dove i giovani che hanno partecipato alle precedenti edizioni hanno avviato un piccolo Campus della Pace permanente (una volta al mese) per incontrare i coetanei islamicai. A questi si aggiungono gli studenti di una scuola superiore di Oulx, città piemontese dell’Alta Val Susa, che si trova al centro delle rotte dei migranti. Tutti i ragazzi e i loro accompagnatori adulti hanno trovato ospitalità presso alcune famiglie delle due parrocchie.

La formula delle conferenze con testimoni speciali è ormai diversificata. C’è un appuntamento dedicato in particolare alle madri, alle 18.30 di lunedì 17 febbraio: parlerà Latifa Ibn Ziaden, che dal 2012 si dedica a scoraggiare i giovani dall’aderire all’estremismo islamico. Anche i ragazzi del Campus l’ascolteranno, la mattina del giorno dopo.

Sono comunque privilegiate attività più dinamiche, come quelle promosse martedì 18 febbraio dall’Associazione Parole O_Stili, o quelle al Laboratorio Artkademy nel quartiere Barona, venerdì 21, col poeta e artista Ivan Tresoldi. Ci saranno poi eventi culturali, come la tavola rotonda su «La peste dell’Odio e il suo contagio lungo la Storia», alle 21 di giovedì 20, e lo spettacolo teatrale «Lo sguardo di Polifemo», sul tema delle relazioni umane nell’era della tecnologia, la sera del 18.

I membri dell’Associazione Gatti Spiazzati, seguita da Caritas Ambrosiana, faranno poi da guida per Milano nella mattina di mercoledì 19. Nel pomeriggio dello stesso giorno il Centro Vismara ospiterà tornei sportivi con la partecipazione di personalità che, grazie anche al Csi, hanno fatto dello sport un mezzo per trasmettere valori positivi.

Ci sarà spazio anche per preparare e assaporare piatti dal mondo, in un vero e proprio «Festival dei sapori» che seguirà il momento di preghiera interreligiosa di venerdì 21, a cui prenderanno parte cattolici, islamici e persone della comunità Bahá’í di Gratosoglio.

La partecipazione a tutti gli incontri è libera e gratuita, previa registrazione (diversificata per singoli e per gruppi) sul sito www.campusdellapace.altervista.org.

 

 

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