Anche don Mazzi alla presentazione del progetto «Le Ali», nato nell’ambito del Decanato. Attivati tre sportelli per la «relazione di aiuto»

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All’interno delle scuole, negli oratori, ma anche nelle palestre e sui campi sportivi, è sempre più evidente un crescente disagio da parte dei giovanissimi: isolamento sociale, fenomeni di bullismo e cyberbullismo, abbandono scolastico, difficoltà nell’inserimento lavorativo, dipendenze e problematiche psicologiche sembrano accompagnare le vite di molti adolescenti e preadolescenti.

Secondo l’Osservatorio nazionale adolescenza, nel biennio 2015-2017 i tentativi di suicidio nella fascia d’età tra i 14 e i 19 anni sono quasi raddoppiati, con una percentuale maggiore che riguarda le ragazze. Un dato allarmante, da cui non è esente neppure la Brianza, nella quale gli ultimi episodi di giovanissimi che si sono tolti la vita sono il segno di un disagio carico di sofferenza.

Per affrontare la crescente richiesta di sostegno e intervenire a supporto dei giovani che stanno vivendo un periodo di particolare fragilità interiore, relazionale o progettuale, il Decanato di Carate Brianza, in collaborazione con Caritas ambrosiana, Pastorale giovanile e Festa (Federazione sportiva tornei dell’amicizia), ha deciso di abbattere le barriere di campanile per trasformare la comunità allargata in una vera «comunità educante» capace di pre-occuparsi dei propri giovani e di fornire risposte al disagio. Nasce così il progetto di prevenzione «Le Ali», che prevede l’attivazione di uno sportello di counseling destinato ai ragazzi e ai loro genitori. Attraverso il coinvolgimento di professionisti della «relazione di aiuto», disponibili in tre punti del territorio decanale (a Besana, Carate e Giussano), viene offerta un’opportunità di ascolto, discreto, gratuito e centrato sul «qui e ora», per il potenziamento dei punti di forza e lo sviluppo dell’autonomia decisionale. Ove ritenuto necessario, gli operatori dello sportello potranno suggerire l’intervento di altre professionalità specifiche di tipo psicologico, a cui rinviare i preadolescenti, gli adolescenti ed eventualmente le loro famiglie.

Il progetto verrà presentato mercoledì 23 gennaio, alle 21, presso il cineteatro «L’Agorà» di Carate Brianza, in un incontro sul tema «Il coraggio di ascoltare i giovani», aperto a genitori, educatori, allenatori, insegnanti e operatori Caritas. Ospiti della serata don Antonio Mazzi (presidente della Fondazione Exodus), Lara Tagliabue (allenatrice di basket e coordinatrice progetti per Fondazione Laureus Italia Onlus) e Matteo Zappa (responsabile aree di bisogno Caritas ambrosiana); moderatore sarà il giornalista Nando Sanvito.

Con il progetto «Le Ali» – che nasce per onorare la memoria e l’opera di Angelo Fumagalli a servizio dei poveri, accolti nei Centri di ascolto Caritas, e dei più piccoli, incontrati nel servizio educativo attraverso lo sport, nel Decanato di Carate Brianza – la Comunità educante scende dunque in campo per rispondere ai nuovi bisogni dei ragazzi. In questa delicata fase di ricerca e ridefinizione della propria dimensione personale, fragilità e instabilità sono all’ordine del giorno soprattutto laddove il contesto personale, familiare e sociale non sia sufficientemente equipaggiato per supportare in modo adattivo queste trasformazioni.

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