Un lungo percorso di memoria e riflessione sul dramma dei Balcani. Iniziato nel giugno scorso e destinato a culminare nel Convegno Mondialità nel pomeriggio di giovedì 26 febbraio, organizzato dalle Pastorali diocesane missionaria e dei migranti, da Caritas Ambrosiana e Ipsia Acli. L’appuntamento in presenza è per le 17 nella sede Caritas (via San Bernardino 4, Milano), ma si potrà partecipare anche seguendo la diretta streaming sul canale YouTube Caritas.
Dopo aver celebrato con diversi appuntamenti (convegni, un laboratorio e uno spettacolo teatrale per le scuole) i trentennali del genocidio avvenuto a Srebrenica e degli Accordi di Dayton, che posero fine alla guerra in Bosnia Erzegovina e nelle Repubbliche della ex Jugoslavia, gli Uffici diocesani, Caritas e Ipsia hanno convocato un quartetto di autorevoli testimoni e relatori per affrontare il delicato tema Le colpe di alcuni e la responsabilità collettiva, ieri come oggi. Ne discuteranno Nicola Minasi (capo dell’Unità di crisi del Ministero degli affari esteri), Mirko Pejanović (scrittore e membro della presidenza della Bosnia Erzegovina durante la guerra), Tatjana Sekulić (sociologa, Università degli Studi di Milano Bicocca) e Silvia Maraone (coordinatrice dei progetti di Ipsia e Caritas in Bosnia Erzegovina).
L’incontro muoverà da una valutazione degli effetti degli Accordi di Dayton, firmati tra novembre e dicembre 1995, che misero fine alla guerra in Bosnia Erzegovina senza però riuscire a costruire una vera pace. La questione ha una rilevanza non solo storica, ma relativa anche a quanto si osserva oggi in tanti Paesi del mondo, segnati da conflitti armati sanguinosi: sovente si opera per imporre una sospensione delle ostilità armate, senza però investire altrettante risorse, diplomatiche, politiche ed economiche, sulla soluzione delle cause profonde dell’instabilità e su processi di mediazione e riconciliazione autentiche tra le parti coinvolte.



