Da Lecco (26 aprile) a Cesano Boscone (15 maggio) una serie di dibattiti promossi dalla Pastorale sociale e dai Centri culturali per favorire l’azione di informazione e sensibilizzazione in vista delle elezioni di fine maggio

europa

di Walter MAGNONI e Gianluca BERNARDINI

Nel primo incontro con la nascente Commissione per bene comune l’arcivescovo Mario Delpini consegnò ai partecipanti l’invito a pensare cosa significa parlare di Europa oggi. Sempre lo stesso Pastore della Chiesa ambrosiana, il giorno seguente, parlando al mondo delle Acli, suggerì di promuovere in ogni parrocchia momenti di riflessione sull’Europa.

In questi mesi dobbiamo riconoscere che, con grande vivacità, sono stati organizzati molti incontri dove si è cercato di cogliere la grande ricchezza che è rappresentata dall’Europa. Gli approcci sono stati tra loro molteplici e differenti, ma sempre tesi a dare ai partecipanti strumenti per pensare e scorgere la posta che c’è in gioco nelle prossime elezioni europee.

In calendario troviamo altri eventi, tra i quali abbiamo il piacere di segnalare quelli che saranno proposti nelle sette Zone pastorali. Sono appuntamenti promossi dalla Pastorale Sociale e dai Centri Culturali della nostra Diocesi per permettere di approfondire il significato di “una coscienza europea”.

Un vecchio Continente con pochi bimbi e tanti anziani è l’Europa di oggi e l’elemento demografico diviene uno dei principali fattori di analisi. Ma sono davvero molti temi che s’intrecciano quando si parla di Europa, tra i quali: immigrazione, economia, agricoltura, lavoro, pace, diritti…

L’unione europea nacque, infatti, nel periodo post bellico e i padri fondatori immaginarono un futuro senza più guerre. Questo fu uno dei miracoli tangibili del Continente. Ma nel dopo guerra furono ben evidenti pure i blocchi presenti e le distanze dall’Unione Sovietica. Solo la caduta del muro di Berlino aprì nuove frontiere e allargò tale unione. Ma l’ampliamento dei membri non fu certamente privo di fatiche.

Quali passi, dunque, andrebbero ancora compiuti? Come la moneta unica ha influenzato l’economia e la finanza? Quali errori sono stati commessi? Come finirà la vicenda della Brexit? Questi sono solo alcuni degli interrogativi emersi nei diversi incontri. Le domande, tuttavia, sono ancora molte e forse vale la pena ascoltare e dialogare con coloro che saranno ospiti nei vari appuntamenti zonali.

Siamo “autorizzati a pensare” un’Europa unita e capace di mantenere un respiro di pace e di accoglienza delle tante diversità presenti. Siamo “autorizzati a pensare” con capacità critica e onestà intellettuale per immaginare quell’Europa dei popoli che tanti hanno sognato e che per essere realizzata chiede l’impegno, ancora oggi, di tutti.  

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