Giovedì 29 ottobre, alle 10, nel giorno della memoria liturgica del Beato Rosario Livatino, presso l’aula Falcone-Borsellino del Tribunale di Busto Arsizio si terrà il primo incontro pubblico tra Salvatore Insenga, primo cugino e unico discendente in linea diretta del Magistrato agrigentino, e Salvatore Calafato insieme a Paolo Amico: entrambi in carcere da 36 anni per l’omicidio, che la Chiesa ha riconosciuto avvenuto in odium fidei. Un martirio.
L’incontro segue un percorso di Giustizia riparativa, realizzato tramite i mediatori di Incontra, il Centro di Bergamo. Il desiderio di un momento non più riservato nasce per provare a suturare quella che è ferita pubblica nella memoria collettiva e nella storia della magistratura.
Il Beato Rosario Livatino è stato di recente proclamato Patrono dei Magistrati Italiani dalla Conferenza Episcopale Italiana e il Tribunale di Busto Arsizio è l’unico in Italia in cui campeggia, nel corridoio delle aule di giustizia, un’icona del Beato, benedetta due anni orsono dall’Arcivescovo di Milano. Monsignor Mario Delpini tornerà in Tribunale giovedì 28 per vivere questo momento intenso di incontro, di sguardi, di assunzione di responsabilità: ben altro e ben oltre le colpe sanzionate «in nome del popolo italiano».
Modererà l’incontro Gianni Borsa, giornalista e Presidente dell’Azione Cattolica Ambrosiana. Azione Cattolica cui il beato era regolarmente iscritto e in cui era fervido “militante”.





