La denuncia del presidente della Fondazione San Bernardino: «Le nuove regole sui crediti deteriorati rischiano di favorire lo strozzinaggio. Intollerabile. Vanno ascoltate le parole del Papa»

Luciano Gualzetti

«Ogni giorno ci troviamo a ricevere famiglie che temono di perdere la casa o l’hanno già persa. Sono persone del ceto medio che, in seguito alla crisi economica, non sono riuscite più a pagare i mutui che avevano contratto. Finora avevano negoziato con le banche, ma ora gli istituti di credito, per ottemperare alle nuove regole, hanno dovuto cedere i crediti in sofferenza a grossi gruppi internazionali che si affidano per la riscossione ad agenzie senza scrupoli. Il rischio concreto è che queste persone, non riuscendo a farsi fare più credito legalmente, pur di non perdere l’abitazione ricorrano alle vie illegali: quelle dell’usura». Lo denuncia Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, in qualità di presidente della Fondazione anti usura San Barnardino.

Le nuove regole internazionali costringono le banche italiane a vendere velocemente i crediti deteriorati che hanno in pancia (NPL, No performing loans). Avendo poco tempo a disposizione per liberarsene, gli istituti di credito italiani sono costretti a svenderli a un prezzo che va dal 20% al 10% del loro valore. Gli acquirenti, in genere grandi gruppi internazionali in grado di agire senza troppi controlli, si rivalgono sui creditori. Il meccanismo finora ha riguardato i crediti delle imprese. Adesso si sta passando ai crediti residenziali in mano alle famiglie. Sarebbero 700 mila le persone coinvolte. La situazione rischia di far esplodere il credito usuraio. Infatti, benché, secondo dati Eurispes, le province lombarde abbiano indici di permeabilità all’usura inferiori alla media nazionale (44,02), tutte mostrano comunque valori rilevanti con Milano in testa (36,41) e a seguire Varese (27,78), Bergamo (25,37), Brescia (23,84), Cremona (23,50), Monza Brianza (21,10), Pavia (19,20), Mantova (18,34), Lecco (17,95), Lodi (15,92), Como (15,38), Sondrio (7,41).

«Dopo avere tanto parlato di sicurezza del sistema bancario e di organi di vigilanza, mi chiedo come sia possibile che nel nostro Paese questo dramma, che riguarda i soggetti più deboli, possa essere tollerato, a maggior ragione dopo le recenti parole di papa Francesco che, proprio all’udienza con i rappresentanti delle Fondazioni anti-usura lo scorso 3 febbraio, ha ricordato che “l’usura è un peccato grave: uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune” e ha invitato i responsabili del sistema bancario affinché vigilino sulla qualità etica delle attività e degli istituti di credito», sottolinea Gualzetti.

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