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Sabato 27 settembre, in Duomo, insieme alle persone con disabilità al Giubileo diocesano. Disponibile l'omelia dell'Arcivescovo

La Consulta diocesana Comunità cristiana e disabilità

Non amiamo definirlo semplicemente “Giubileo delle persone con disabilità”. Il rischio, anche involontario, è quello di creare un evento bello ma segregante, come se riguardasse solo alcuni. Preferiamo vederlo come un Giubileo a cui tutti sono chiamati, senza che nessuno possa pensare “questo non mi riguarda”.
Spesso, quando si parla di disabilità, si ha l’impressione che sia una questione che interessa solo chi la vive direttamente o chi se ne prende cura. In realtà, una società davvero accogliente si costruisce solo con il coinvolgimento di tutti. La disabilità non è un “mondo a parte”, ma una dimensione che ci riguarda da vicino, sfidandoci a superare barriere non solo fisiche, ma anche culturali e mentali.
La Chiesa, come madre, ha il compito di ricordare che nessuno deve essere lasciato indietro. Per questo, il Giubileo del 27 settembre presso il Duomo di Milano non può essere un evento di nicchia, ma deve diventare un pellegrinaggio di tutta la comunità: sacerdoti, fedeli, istituzioni e cittadini insieme, per riaffermare i valori dell’inclusione, della fraternità e della dignità di ogni persona.
Care parrocchie, associazioni, gruppi giovanili, istituzioni: questo Giubileo è anche vostro! Non lasciamo che sia solo una celebrazione “per” le persone con disabilità, ma facciamone una festa con loro e di tutta la comunità.
Quel week-end, in molte parrocchie si terrà anche la Festa degli oratori: che bello sarebbe se ragazzi, giovani e famiglie che vivono una condizione di disabilità fossero accompagnati dai loro catechisti, dai gruppi giovanili o da altre famiglie, anche dove la disabilità non è presente in casa. Potremmo così costruire legami di prossimità autentici, vivendo quella comunione che San Paolo ci ricorda:
«Un solo corpo, un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati» (Ef 4,4).

 

Il programma della giornata

Come riportato nella locandina (scaricala QUI) la celebrazione eucaristica sarà preceduta da un momento di ascolto di testimonianze, in cui una persona con disabilità, una famiglia, un operatore professionale e un sacerdote condivideranno come hanno vissuto la speranza nella loro vita.
Alle ore 11, celebreremo l’Eucaristia con il nostro arcivescovo, Mons. Mario Delpini, consapevoli che davvero «Beati gli invitati alla cena del Signore!» (Ap 19,9) – e nessuno deve essere escluso da questa chiamata.
Al termine, purtroppo per un numero limitato di persone a causa degli spazi disponibili, sarà offerto un buffet nell’area esterna della Curia Arcivescovile di Milano.