NOTIZIE UTILILa splendida dimora, con i suoi arredi e la sua ricca collezione d�arte, e i magnifici giardini sono visitabili infatti da marzo a ottobre, tutti i giorni dalle ore 9 alle 11,30 e dalle 14 alle 16.30 (ma in primavera e in estate l�orario � continuato dalle 9 alle 18). Villa Carlotta si trova a Tremezzo, sulla sponda esterna del ramo occidentale del Lario: la si raggiunge da Como attraverso la strada statale 340 per Menaggio; in autobus con partenza da piazza sant�Agostino a Como; in traghetto da Bellagio e da Varenna; in aliscafo da Como. Per informazioni, tel. 0344.40405.
NOTIZIE UTILILa splendida dimora, con i suoi arredi e la sua ricca collezione d�arte, e i magnifici giardini sono visitabili infatti da marzo a ottobre, tutti i giorni dalle ore 9 alle 11,30 e dalle 14 alle 16.30 (ma in primavera e in estate l�orario � continuato dalle 9 alle 18). Villa Carlotta si trova a Tremezzo, sulla sponda esterna del ramo occidentale del Lario: la si raggiunge da Como attraverso la strada statale 340 per Menaggio; in autobus con partenza da piazza sant�Agostino a Como; in traghetto da Bellagio e da Varenna; in aliscafo da Como. Per informazioni, tel. 0344.40405.
NOTIZIE UTILI La splendida dimora, con i suoi arredi e la sua ricca collezione d�arte, e i magnifici giardini sono visitabili infatti da marzo a ottobre, tutti i giorni dalle ore 9 alle 11,30 e dalle 14 alle 16.30 (ma in primavera e in estate l�orario � continuato dalle 9 alle 18). Villa Carlotta si […]
03 Settembre 2003
Un sogno. Attorno verdi montagne e le cime innevate delle Grigne sopra Bellagio. In basso i riflessi metallici, bluastri, del lago appena increspato da una brezza leggera. E davanti a noi una bianca dimora principesca, elegante, armoniosa nelle forme, nobile nelle linee. L�abbraccia un giardino da fiaba, dove tutto pu� forse succedere, dove nulla � scontato, tra la meraviglia di aiuole fiorite e piante secolari, nello stupore di scorci inattesi e di sentieri di silenziosa bellezza.Villa Carlotta ha nome questo incanto, a Tremezzo, sulla sponda occidentale del Lago di Como. Andare pi� oltre non si pu�, neppure volendolo. In quest�angolo del Lario ci si deve fermare per forza, a respirare, ad ammirare. A immaginare.�Bella, vero?�. Una voce un po� roca, ma gentile, ci sorprende alle spalle. � un vecchio dalla corta barba bianca, un cappello dalle larghe falde, sgualcito, macchiato, a nascondere lo sguardo. �Sa�, dice come per giustificarsi, �� tanto tempo ormai che sono qui, eppure ancora riesco a stupirmi...�.Abbozziamo un sorriso, incerti, sorpresi. �Lei � del posto?�, proviamo a buttare l�. �Potremmo dire cos�, risponde il nostro misterioso interlocutore, mentre divertito estrae una lucida pipa dal grembiule di pesante tessuto che ha legato in vita. �Allora, magari, ha qualche storia da raccontarci...�, diciamo pi� per cortesia che per convinzione, mentre con gli occhi cerchiamo una via di fuga, discreta e non offensiva. �Certo, certo...�, sussurra come a se stesso il vecchietto. �Ma a voi cosa interessa, in particolare?�. �L�origine...�, balbettiamo in un imbarazzo crescente. �L�origine di questo posto. Ecco, s�: lei sa com�� nata villa Carlotta? Chi l�ha voluta? E perch� ha un giardino cos� bello?�. Ora ride, l�uomo dal capello, e tossisce, portandosi una mano al petto. �Uh, quante cose volete sapere...�. Ma invece di cominciare a raccontare, il suo sguardo indugia sul parco, sbuffando nuvole di tabacco aromatico. �Sono stati i Clerici�, dice poi, all�improvviso, strappando alcune foglie secche da una vicina siepe. �I Clerici?�. �S�, la famiglia Clerici, mercanti lariani che dal Quattrocento si sono arricchiti con il commercio dei tessuti e che poi sono diventati illustri membri del patriziato ambrosiano. Non ne avete mai sentito parlare?�, dice osservandoci con aria di bonario rimprovero. �Beh, s�... Avevano palazzi e ville anche a Milano, se non ricordiamo male�. �E non solo l�. I Clerici, da quando avevano cominciato a prestar denari al ducato, avevano messo insieme una fortuna colossale, in terreni e prestigio�, spiega l�uomo, alzando eloquentemente un sopracciglio.�Fu Giorgio Clerici, alla fine del Seicento, a far costruire questa villa, proprio l� dove i suoi avi erano stati semplici pescatori�. �Un rifugio dorato, cio�, lo interrompiamo noi, volendo mostrarci ben informati. �Ma quale rifugio e rifugio!�, sbotta il vecchietto agitando la pipa. �Questa era una villa di delizie�. �Ovvero?�. �Ovvero una villa dove organizzare feste grandiose, con centinaia di invitati, principi, dame del gran mondo e teste coronate, in un susseguirsi di danze e pranzi luculliani, tra divertimenti e sorprese d�ogni genere�.�E da allora qui nulla � cambiato, giusto?�. �Sbagliato�, ci corregge ancora l�inaspettato cicerone. �Perch� la villa fu comprata nel 1801 da Gian Battista Sommariva, avvocato ricchissimo e amico di Napoleone. Un bel soggetto, ve l�assicuro�. �Perch�, scusi, cosa ha fatto?�. �I suoi interessi, soprattutto, mischiandoli un po� troppo con quelli della collettivit�... Era arrivato perfino a essere nominato vicepresidente della neonata Repubblica Cisalpina, ma la sua gestione non proprio cristallina della cosa pubblica lo costrinse infine ad abbandonare la vita politica�.
Un sogno. Attorno verdi montagne e le cime innevate delle Grigne sopra Bellagio. In basso i riflessi metallici, bluastri, del lago appena increspato da una brezza leggera. E davanti a noi una bianca dimora principesca, elegante, armoniosa nelle forme, nobile nelle linee. L�abbraccia un giardino da fiaba, dove tutto pu� forse succedere, dove nulla � scontato, tra la meraviglia di aiuole fiorite e piante secolari, nello stupore di scorci inattesi e di sentieri di silenziosa bellezza.Villa Carlotta ha nome questo incanto, a Tremezzo, sulla sponda occidentale del Lago di Como. Andare pi� oltre non si pu�, neppure volendolo. In quest�angolo del Lario ci si deve fermare per forza, a respirare, ad ammirare. A immaginare.�Bella, vero?�. Una voce un po� roca, ma gentile, ci sorprende alle spalle. � un vecchio dalla corta barba bianca, un cappello dalle larghe falde, sgualcito, macchiato, a nascondere lo sguardo. �Sa�, dice come per giustificarsi, �� tanto tempo ormai che sono qui, eppure ancora riesco a stupirmi...�.Abbozziamo un sorriso, incerti, sorpresi. �Lei � del posto?�, proviamo a buttare l�. �Potremmo dire cos�, risponde il nostro misterioso interlocutore, mentre divertito estrae una lucida pipa dal grembiule di pesante tessuto che ha legato in vita. �Allora, magari, ha qualche storia da raccontarci...�, diciamo pi� per cortesia che per convinzione, mentre con gli occhi cerchiamo una via di fuga, discreta e non offensiva. �Certo, certo...�, sussurra come a se stesso il vecchietto. �Ma a voi cosa interessa, in particolare?�. �L�origine...�, balbettiamo in un imbarazzo crescente. �L�origine di questo posto. Ecco, s�: lei sa com�� nata villa Carlotta? Chi l�ha voluta? E perch� ha un giardino cos� bello?�. Ora ride, l�uomo dal capello, e tossisce, portandosi una mano al petto. �Uh, quante cose volete sapere...�. Ma invece di cominciare a raccontare, il suo sguardo indugia sul parco, sbuffando nuvole di tabacco aromatico. �Sono stati i Clerici�, dice poi, all�improvviso, strappando alcune foglie secche da una vicina siepe. �I Clerici?�. �S�, la famiglia Clerici, mercanti lariani che dal Quattrocento si sono arricchiti con il commercio dei tessuti e che poi sono diventati illustri membri del patriziato ambrosiano. Non ne avete mai sentito parlare?�, dice osservandoci con aria di bonario rimprovero. �Beh, s�... Avevano palazzi e ville anche a Milano, se non ricordiamo male�. �E non solo l�. I Clerici, da quando avevano cominciato a prestar denari al ducato, avevano messo insieme una fortuna colossale, in terreni e prestigio�, spiega l�uomo, alzando eloquentemente un sopracciglio.�Fu Giorgio Clerici, alla fine del Seicento, a far costruire questa villa, proprio l� dove i suoi avi erano stati semplici pescatori�. �Un rifugio dorato, cio�, lo interrompiamo noi, volendo mostrarci ben informati. �Ma quale rifugio e rifugio!�, sbotta il vecchietto agitando la pipa. �Questa era una villa di delizie�. �Ovvero?�. �Ovvero una villa dove organizzare feste grandiose, con centinaia di invitati, principi, dame del gran mondo e teste coronate, in un susseguirsi di danze e pranzi luculliani, tra divertimenti e sorprese d�ogni genere�.�E da allora qui nulla � cambiato, giusto?�. �Sbagliato�, ci corregge ancora l�inaspettato cicerone. �Perch� la villa fu comprata nel 1801 da Gian Battista Sommariva, avvocato ricchissimo e amico di Napoleone. Un bel soggetto, ve l�assicuro�. �Perch�, scusi, cosa ha fatto?�. �I suoi interessi, soprattutto, mischiandoli un po� troppo con quelli della collettivit�... Era arrivato perfino a essere nominato vicepresidente della neonata Repubblica Cisalpina, ma la sua gestione non proprio cristallina della cosa pubblica lo costrinse infine ad abbandonare la vita politica�.
testo e foto di Luca Frigerio ——————————– Un sogno. Attorno verdi montagne e le cime innevate delle Grigne sopra Bellagio. In basso i riflessi metallici, bluastri, del lago appena increspato da una brezza leggera. E davanti a noi una bianca dimora principesca, elegante, armoniosa nelle forme, nobile nelle linee. L’abbraccia un giardino da fiaba, dove […]
03 Settembre 2003
�E venne a ritirarsi qui, a Tremezzo...�. �Esattamente, ma solo dopo aver trasformato la dimora dei Clerici secondo i sui gusti e dopo averla munita di un parco magnifico�.�Strano...�, osserviamo un po� sospettosi. �Al contrario. Il Sommariva era un appassionato botanico e un esperto agronomo: mantenne il giardino all�italiana creato dai Clerici, inserendolo per� in un variegato contesto paesaggistico, fatto di boschetti, di vigne, di orti e di campicelli�. La storia si fa sempre pi� interessante. �E le statue?�, chiediamo. �La villa � piena di opere d�arte, lo dicono tutte le guide�. �E hanno ragione�, conferma il nostro amico, giocherellando con una cesoia improvvisamente uscita da un�altra tasca del grembiule. �Il Sommariva�, ci spiega pazientemente, �era anche un instancabile collezionista. Un mecenate, che sostenendo le arti e gli artisti riusciva a farsi perdonare certi peccatucci... Questo palazzo sul Lago di Como divenne cos� anche la sua galleria personale, ammirata e invidiata. Capite?�.�S�, certo...�, mormoriamo, non del tutto convinti. Poi, per darci un contegno, aggiungiamo alla svelta un�altra domanda. �Ma Carlotta chi era? La moglie del Clerici? L�amante del Sommariva?�. �Ma no!�, esclama l�anziano, ridendo da sotto il cappello. �Carlotta era la figlia di Marianna di Nassau... Gi�, dall�espressione della vostra faccia capisco che questo nome non vi dice nulla. Marianna era la principessa dei Paesi Bassi, moglie di Alberto di Prussia. Nel 1834 acquist� per una notevole somma questa villa, con l�intero giardino e la splendida collezione d�arte, e don� il tutto alla figlia Carlotta il giorno delle sue nozze�. �Un bel regalo...�, pensiamo a voce alta, complice forse l�invidia. �Senza dubbio. Un regalo che mostr� di gradire assai anche il marito di Carlotta, Giorgio II Meiningen, granduca di Sassonia�. �Amava questi luoghi?�, ci informiamo. �Molti, tra i signori di tutta Europa, li hanno amati�, risponde grave il vecchietto. �Ma il granduca aveva un motivo in pi� per apprezzare questo possedimento di Tremezzo: come il Sommariva, anch�egli era una patito della botanica, un maniaco di fiori e piante, un entusiasta creatore di verdi prospettive... Sotto la sua guida, il giardino di Villa Carlotta divenne uno dei pi� belli e importanti del Lario. Forse dell�Italia intera, persino�.Cambiando lentamente posizione, l�uomo si raddrizza, mentre il suo sguardo scivola dietro le nostre spalle, accarezzando i magnifici rododendri, le siepi di camelie, le numerosissime azalee. Poi si lascia sfuggire un sospiro, forse di nostalgia, o pi� probabilmente di sollievo. Soltanto allora ci prende la curiosit� di sapere chi sia, quel nostro compagno. �Gi�, non mi sono presentato...�, si scusa. �Sono Giovanni, uno dei giardinieri della villa. Ecco, vede quegli alberi ad alto fusto laggi�? Ho aiutato anch�io a piantarli. Al granduca piacevano tanto...�, e cos� dicendo punta una mano ossuta verso una coloratissima macchia di piante, rimanendo per qualche secondo con il braccio teso a mezz�aria. �Ma quelli, quelli avranno pi� di un secolo di vita!�, quasi urliamo, esterrefatti. �Eh gi�, come passa il tempo. Ma ora devo proprio salutarla. Mi ha fatto piacere parlare con lei. Le auguro una buona giornata e, soprattutto, un buona passeggiata. Arrivederci�.E come era arrivato, il vecchietto dalla corta barba bianca e dal grande cappello scompare, lasciandoci con i nostri dubbi e i nostri sogni. Ma l�avevamo detto: a Villa Carlotta tutto pu� succedere. Basta volerlo.
�E venne a ritirarsi qui, a Tremezzo...�. �Esattamente, ma solo dopo aver trasformato la dimora dei Clerici secondo i sui gusti e dopo averla munita di un parco magnifico�.�Strano...�, osserviamo un po� sospettosi. �Al contrario. Il Sommariva era un appassionato botanico e un esperto agronomo: mantenne il giardino all�italiana creato dai Clerici, inserendolo per� in un variegato contesto paesaggistico, fatto di boschetti, di vigne, di orti e di campicelli�. La storia si fa sempre pi� interessante. �E le statue?�, chiediamo. �La villa � piena di opere d�arte, lo dicono tutte le guide�. �E hanno ragione�, conferma il nostro amico, giocherellando con una cesoia improvvisamente uscita da un�altra tasca del grembiule. �Il Sommariva�, ci spiega pazientemente, �era anche un instancabile collezionista. Un mecenate, che sostenendo le arti e gli artisti riusciva a farsi perdonare certi peccatucci... Questo palazzo sul Lago di Como divenne cos� anche la sua galleria personale, ammirata e invidiata. Capite?�.�S�, certo...�, mormoriamo, non del tutto convinti. Poi, per darci un contegno, aggiungiamo alla svelta un�altra domanda. �Ma Carlotta chi era? La moglie del Clerici? L�amante del Sommariva?�. �Ma no!�, esclama l�anziano, ridendo da sotto il cappello. �Carlotta era la figlia di Marianna di Nassau... Gi�, dall�espressione della vostra faccia capisco che questo nome non vi dice nulla. Marianna era la principessa dei Paesi Bassi, moglie di Alberto di Prussia. Nel 1834 acquist� per una notevole somma questa villa, con l�intero giardino e la splendida collezione d�arte, e don� il tutto alla figlia Carlotta il giorno delle sue nozze�. �Un bel regalo...�, pensiamo a voce alta, complice forse l�invidia. �Senza dubbio. Un regalo che mostr� di gradire assai anche il marito di Carlotta, Giorgio II Meiningen, granduca di Sassonia�. �Amava questi luoghi?�, ci informiamo. �Molti, tra i signori di tutta Europa, li hanno amati�, risponde grave il vecchietto. �Ma il granduca aveva un motivo in pi� per apprezzare questo possedimento di Tremezzo: come il Sommariva, anch�egli era una patito della botanica, un maniaco di fiori e piante, un entusiasta creatore di verdi prospettive... Sotto la sua guida, il giardino di Villa Carlotta divenne uno dei pi� belli e importanti del Lario. Forse dell�Italia intera, persino�.Cambiando lentamente posizione, l�uomo si raddrizza, mentre il suo sguardo scivola dietro le nostre spalle, accarezzando i magnifici rododendri, le siepi di camelie, le numerosissime azalee. Poi si lascia sfuggire un sospiro, forse di nostalgia, o pi� probabilmente di sollievo. Soltanto allora ci prende la curiosit� di sapere chi sia, quel nostro compagno. �Gi�, non mi sono presentato...�, si scusa. �Sono Giovanni, uno dei giardinieri della villa. Ecco, vede quegli alberi ad alto fusto laggi�? Ho aiutato anch�io a piantarli. Al granduca piacevano tanto...�, e cos� dicendo punta una mano ossuta verso una coloratissima macchia di piante, rimanendo per qualche secondo con il braccio teso a mezz�aria. �Ma quelli, quelli avranno pi� di un secolo di vita!�, quasi urliamo, esterrefatti. �Eh gi�, come passa il tempo. Ma ora devo proprio salutarla. Mi ha fatto piacere parlare con lei. Le auguro una buona giornata e, soprattutto, un buona passeggiata. Arrivederci�.E come era arrivato, il vecchietto dalla corta barba bianca e dal grande cappello scompare, lasciandoci con i nostri dubbi e i nostri sogni. Ma l�avevamo detto: a Villa Carlotta tutto pu� succedere. Basta volerlo.
«Esattamente, ma solo dopo aver trasformato la dimora dei Clerici secondo i sui gusti e dopo averla munita di un parco magnifico». «Strano…», osserviamo un po’ sospettosi. «Al contrario. Il Sommariva era un appassionato botanico e un esperto agronomo: mantenne il giardino all’italiana creato dai Clerici, inserendolo però in un variegato contesto paesaggistico, fatto di […]
03 Settembre 2003
NOTIZIE UTILI www.museodiocesano.it Museo Diocesano di Milano Corso di Porta Ticinese 95 20123 - Milano tel: 02.89.40.47.14 fax: 02.89.40.75.77 Come arrivare al MuseoCon i tram 9, 15, 29 e 30 che conducono in piazza XXIV Maggio. Da piazza Duomo (MM1-MM3): con i tram 3 e 20 (turistico). Da Sant'Ambrogio (MM2): con l'autobus 94, scendere all'ultima fermata di Via De Amicis. Parcheggi parcheggio in piazza XXIV Maggio (Darsena)
NOTIZIE UTILI www.museodiocesano.it Museo Diocesano di Milano Corso di Porta Ticinese 95 20123 - Milano tel: 02.89.40.47.14 fax: 02.89.40.75.77 Come arrivare al MuseoCon i tram 9, 15, 29 e 30 che conducono in piazza XXIV Maggio. Da piazza Duomo (MM1-MM3): con i tram 3 e 20 (turistico). Da Sant'Ambrogio (MM2): con l'autobus 94, scendere all'ultima fermata di Via De Amicis. Parcheggi parcheggio in piazza XXIV Maggio (Darsena)
NOTIZIE UTILI www.museodiocesano.it Museo Diocesano di Milano Corso di Porta Ticinese 95 20123 – Milano tel: 02.89.40.47.14 fax: 02.89.40.75.77 Come arrivare al MuseoCon i tram 9, 15, 29 e 30 che conducono in piazza XXIV Maggio. Da piazza Duomo (MM1-MM3): con i tram 3 e 20 (turistico). Da Sant’Ambrogio (MM2): con l’autobus 94, scendere all’ultima […]
04 Luglio 2003
264 - giancarlo Redazione Diocesi