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La carica dei 101 catecumeni verso la Traditio

Sabato 28 marzo, prima della Veglia per la consegna del Credo, il ritiro e l'incontro con l’Arcivescovo. Poi, nella notte di Pasqua, Battesimo, Confermazione ed Eucaristia

di Stefania CECCHETTI

23 Marzo 2026
L'incontro dei catecumeni con l'Arcivescovo nel 2025 (Agenzia Fotogramma)

Sono 101 i catecumeni adulti della Diocesi che nella prossima Veglia pasquale riceveranno Battesimo, Confermazione ed Eucaristia. Un numero in crescita rispetto agli anni precedenti, come spiega don Matteo Dal Santo, responsabile del Servizio per la catechesi e per il catecumenato, presentando il ritiro che li vedrà riuniti sabato 28 marzo al Centro pastorale ambrosiano, poco prima della Traditio Symboli con l’arcivescovo Delpini: «I catecumeni quest’anno sono 101, lo scorso anno erano 89 e negli anni precedenti ancora meno».

Sempre più giovani e italiani

Un incremento che conferma una tendenza ormai stabile, accompagnata da altri elementi significativi. «Il dato che sorprende, ma che è in continuità con gli ultimi anni, è che l’età si abbassa sempre di più – aggiunge don Dal Santo -: il 45% ha meno di trent’anni. E stanno aumentando anche le persone nate in Italia». Tra i 101 eletti di quest’anno, infatti, «53 sono europei: 36 italiani, 12 albanesi, due francesi, due spagnoli e una persona proveniente dalla Repubblica Ceca. Un dato che cambia anche l’immagine abituale del catecumenato, solitamente immaginato come una realtà legata soprattutto ai migranti».

Un altro elemento significativo è quello relativo alla residenza. «La maggior parte dei catecumeni viene da Milano e da centri urbani abbastanza grandi. Questo dice che il pluralismo della città, che a volte guardiamo con sospetto, può diventare invece occasione di ricerca, di dialogo».

La fede nella pastorale ordinaria

L’incontro con la fede, nella maggior parte dei casi, nasce dentro la vita ordinaria delle parrocchie. «Per i più giovani può essere l’oratorio; per gli adulti il momento in cui decidono di sposarsi e iniziano il percorso di preparazione al matrimonio; per i genitori l’inizio del catechismo dei figli. È significativo, perché mostra che la vita ordinaria delle nostre comunità è ancora feconda e capace di generare la fede. Questo non avviene allo stesso modo in altri Paesi. Per esempio, in Francia, che registra un grande incremento dei catecumeni negli ultimi anni, non sempre il cammino prende avvio della pastorale ordinaria».

Esperienze liete e dolorose

Accanto a queste esperienze, se ne aggiungono tuttavia altre più personali. «Molti giungono alla fede quando nasce loro un figlio. Oppure dopo momenti di dolore, propri o di persone care. In questi casi, il cammino nasce spesso dalla preghiera, prima ancora di sapere bene a chi ci si rivolga, e dalla vicinanza di qualche credente che aiuta ad aprire orizzonti nuovi».

L’importanza del ritiro

Il ritiro del 28 marzo sarà dedicato soprattutto al “dopo”. «È importante – spiega don Dal Santo – accompagnare i catecumeni non solo prima dei sacramenti, ma soprattutto quando devono tornare alla vita ordinaria delle comunità». Durante la giornata sono previsti lavori di gruppo. «Chiederemo ai catecumeni quali sono le attese verso le loro parrocchie e agli accompagnatori di interrogarsi su come le comunità possano sostenere il cammino dopo la Pasqua». Nel pomeriggio arriverà l’Arcivescovo, che ascolterà il frutto del confronto e guiderà la riflessione in preparazione alla Traditio Symboli, la veglia in Duomo nella quale sarà consegnato il Credo.

«Tradizione significa consegna. La Chiesa affida ai catecumeni i suoi tesori più preziosi: durante il cammino si consegnano il Padre nostro, il comandamento dell’amore e, poco prima dei sacramenti, il Credo, che è la sintesi della nostra fede. È un dono da custodire e da vivere».