I venti di guerra che stanno soffiando in Iran e in tutto il Medio Oriente, dove si vivono «ore drammatiche», suscitano «profonda preoccupazione» nel Papa che, all’Angelus della seconda Domenica di Quaresima, invita le parti coinvolte ad agire con «responsabilità» per evitare che si arrivi a uno scenario devastante, abbandonando quindi le armi e la violenza e minacce per lasciare spazio al dialogo e alla diplomazia, e guardando anche al bene futuro delle popolazioni.
Le sue parole
«La stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche, né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, autentico e responsabile. Dinanzi alla possibilità di una tragedia di proporzioni enormi, rivolgo alle parti coinvolte l’accorato appello ad assumere la responsabilità morale di fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile! Che la diplomazia ritrovi il suo ruolo e sia promosso il bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica, fondata sulla giustizia. E continuiamo a pregare per la pace» (qui l’appello integrale del Papa).
«La violenza non è mai la scelta giusta»
Nel pomeriggio il Pontefice è poi tornato sulla drammatica attualità nel corso della visita alla parrocchia romana dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo. Rispondendo ad alcune domande dei bambini, ha ribadito la preoccupazione per il conflitto esploso in Iran, attaccato da Israele e Stati Uniti, che aumenta la sofferenza e la tensione in tutta la regione: «Da questo momento sono molto preoccupato – e non sappiamo per quanti giorni durerà – per la situazione del Medio Oriente. La guerra di nuovo! E noi dobbiamo essere annunciatori della pace di Gesù, che Dio vuole per tutti! Bisognerà pregare molto per la pace, e vivere in unità, e rifiutare la tentazione di far male all’altro, la violenza non è mai la scelta giusta».


