Prima di “fermarsi” ad ammirare le discese sulle piste da sci o le competizioni sul ghiaccio degli atleti olimpici, per gli oratori milanesi ci sarà un’altra sosta, ormai consueta in questo periodo dell’anno: dal 21 al 31 gennaio sarà il momento della Settimana dell’Educazione che, sfruttando l’anno olimpico, metterà a tema il rapporto tra oratorio e sport.
Ferrari, un precursore
Un’alleanza preziosa e quasi costitutiva degli oratori ambrosiani, con 600 società sportive attive nei circa 900 oratori della Diocesi. Si può dire, infatti, che la Chiesa ambrosiana abbia da sempre riconosciuto lo sport come un ambito privilegiato per accompagnare la crescita dei ragazzi. Don Stefano Guidi, responsabile della Fom (Fondazione Oratori Milanesi), ricorda che fu il cardinal Ferrari, all’inizio del Novecento, a rilanciare la proposta degli oratori introducendovi l’attività sportiva: una piccola rivoluzione per l’epoca, dato che si rendeva popolare un’attività fino a quel momento praticata solo da chi aveva maggiori possibilità economiche. Allo stesso tempo, naturalmente, il cardinal Ferrari intuiva anche la grande forza di socializzazione, di relazione e di educazione dello sport, in un momento storico in cui Milano era interessata da un fenomeno di forte urbanizzazione. E, dunque, anche dalla necessità di creare esperienze di incontro e di relazione tra persone che avevano provenienze diverse.
Una sintonia da ricercare
A distanza di un secolo, l’esigenza di creare legami attraverso lo sport non è venuta meno. Osserva ancora don Guidi: «Almeno fino a una certa età, l’attività sportiva è molto ricercata e praticata dai ragazzi, e dunque anche molto richiesta, anche per tutto ciò che nasce attorno a essa: in oratorio si creano abbastanza facilmente dinamiche di socializzazione tra le famiglie e tra i ragazzi stessi, e la stessa società sportiva si apre alla dimensione comunitaria, a partire dal quartiere». Allo stesso tempo, avverte il direttore della Fom, «lo sport è certamente una pratica positiva, ma la sintonia con i valori cristiani che desideriamo trasmettere non è scontata; è una sintonia che va ricercata, voluta; e la relazione educativa con i ragazzi è indispensabile per trasmettere questi valori».
Le lettere dell’Arcivescovo
Vanno proprio in questa direzione, del resto, le “Lettere agli Sportivi” con cui dal 2022 l’Arcivescovo ha accompagnato il percorso di avvicinamento ai Giochi di Milano-Cortina, soffermandosi su ciascuno dei valori espressi nella Carta olimpica: a partire dall’eccellenza (leggi qui), ovvero «dare il meglio di sé, vincere la mediocrità, consapevoli dei talenti con cui entriamo nel mondo»; l’amicizia (leggi qui), che si può vivere – scrive sempre Delpini – se si ha «il cuore puro, semplice, lieto», in modo da non vedere gli altri come «avversari o nemici, ma come persone che meritano di essere conosciute»; e, ancora, il rispetto (leggi qui), che per l’atleta, e non solo, diventa «uno stile, un modo di stare al mondo». Infine, quest’anno, l’Arcivescovo ha voluto intitolare la sua Lettera agli Sportivi Winners (vincitori), chiedendosi: «Vinceremo le Olimpiadi e le Paralimpiadi? Sì – risponde monsignor Delpini -, se tutto quello che accompagna l’evento confermerà che lo sport è un bene per le persone e per la società».
«Le parole dell’Arcivescovo hanno la forza di una provocazione – osserva don Guidi – perché l’attenzione della Chiesa diocesana è che del momento olimpico si possa cogliere qualcosa che vada oltre all’evento in sé, che si riesca a generare un movimento educativo di apertura, di coinvolgimento sociale».
Verso l’Assemblea
Se i Giochi saranno dunque l’orizzonte più alto a cui guardare nelle prossime settimane, gli insegnamenti dall’Arcivescovo potranno aiutare in primo luogo gli stessi oratori, proprio nella Settimana dell’educazione, a rileggere le forme in cui ciascuna comunità vive la proposta sportiva. Col pensiero rivolto anche all’appuntamento dell’Assemblea degli oratori del 14 febbraio, dedicata proprio allo sport.
Tante le questioni aperte, che rimandano immediatamente alla missione educativa degli oratori: dal rapporto tra oratorio e società sportive alla formazione degli allenatori, dalla competizione all’attenzione ai più fragili, fino al coinvolgimento di chi incontra l’oratorio solo attraverso lo sport. Un’alleanza di lunga data, dunque, quella tra sport e oratorio, ma anche dalle molte complessità. Un terreno su cui la Fom, rilancia don Guidi, «invita gli oratori a riflettere in profondità».
Una scheda per il confronto
Durante la Settimana dell’educazione oratori e società sportive sono chiamati a dialogare per rinnovare un patto educativo che li vede impegnati nella crescita integrale di ragazzi e ragazze, a partire da valori condivisi e da una comune radice. Progettualità e programmazione sono decisive per un lavoro educativo non semplicemente parallelo, ma realmente sinergico. La Fom mette a disposizione una scheda di confronto, pensata per rafforzare un rapporto indispensabile attraverso una conoscenza reciproca più consapevole e per individuare strategie e passi concreti capaci di consolidare l’alleanza tra oratorio e sport. Questo strumento permetterà di arrivare preparati alla prossima Assemblea degli oratori, aperta anche alle società sportive, in programma a Milano nella mattinata di sabato 14 febbraio. (M.P.)



