Un vero e proprio "atlante" dei Sacri Monti prealpini, per conoscere o riscoprire luoghi di fede e d'arte ricchi di suggestione, immersi nella natura. Dal Sacro Monte di Varallo alle cappelle di Campo dei fiori...

653 - Itinerari
Redazione Diocesi

di Luca Frigerio

Fu la nostalgia di Terra Santa a dare vita ai Sacri Monti, lungo tutto l’arco prealpino.
Il desiderio di assistere e partecipare, quasi fisicamente, emotivamente, alla storia terrena del Cristo, e alla sua passione, morte e resurrezione, soprattutto. Qui il fedele trovava conferme al suo credo, qui vedeva rinnovarsi la sua speranza. In un cammino comunitario, in un’ascesa personale.
Così, in alto, tra i boschi, in luoghi isolati, eppur non lontani dalla gente, inerpicati sui fianchi delle montagne, sul finire del Quattrocento cominciò a sorgere un “sistema” ordinato e strutturato di cappelle e chiesuole: un moderno pellegrinaggio, un nuovo richiamo alla fede.
Ad avere l’idea di questo sacro teatro montano, i francescani. E la cosa non sorprende. Non aveva lo stesso Francesco drammatizzato a Greccio la nascita del Divino Bambino? Non aveva dato, il Poverello d’Assisi, nuova forza e valore alle immagini e ai simboli per parlare di Gesù? E lo stesso fu un secolo più tardi con san Carlo Borromeo, che amava questa novella Gerusalemme piemontese e lombarda.
Per questo, fin dalle origini, i Sacri Monti furono veramente pietre vive. Ed eloquenti. Statue a grandezza naturale, innanzitutto, per rendere credibile e immediato il racconto. E poi il colore, per infondere vita.
Il tutto affidato ad artisti di talento (da Gaudenzio Ferrari a Tanzio da Varallo, da Francesco Silva al Morazzone), capaci di comunicare con linguaggio semplice e immediato i grandi misteri. E assieme a loro una schiera di artigiani, per lo più anonimi, eppur abili, di gran mestiere.
Quasi sempre, poi, queste sacre rappresentazioni si snodano tra meravigliose vedute panoramiche, in splendida armonia con la natura. Non è un caso, ovviamente. La contemplazione del creato, la lode a Dio per tanta bellezza concessa agli uomini era, ed è, parte integrante dell’esperienza di quanti si accostano a questi «gran teatri montani».

Molte sono già le pubblicazioni dedicate ai Sacri Monti prealpini, ma quella presentata in questi giorni si propone con l’ambizioso – e in buona parte raggiunto – obiettivo di dare una visione complessiva e d’insieme dell’intero fenomeno.
Per questo il volume curato da Luigi e Paolo Zanzi si fregia del titolo di «Atlante», illustrando con una ricca serie di immagini un itinerario in questa straordinaria topografia religiosa, documentandone anche le ricche valenze storiche e artistiche.
Le schede sono utili, le analisi ampie, i confronti interessanti, a volte inaspettati.
E vien voglia di andare, di salire, per la prima volta, o ancora una volta.
I Sacri Monti sono là che ci attendono, silenziosi, accoglienti, fraterni.

ATLANTE DEI SACRI MONTI PREALPINI
a cura di Luigi e Paolo Zanzi

Skira Editore
272 pagine (cartonato)
formato 24 x 28 cm
300 foto a colori
euro 65 euro

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