#Tag: don fabio Landi
Quella Chiesa “aperta da tutti i lati”
Negli ultimi vent’anni la sensibilità dei giovani sull’amore omosessuale è cambiata profondamente, generando tensioni tra libertà individuali e modelli tradizionali. Il tema resta spesso un tabù nelle comunità cristiane, ma il profilo pastorale offre una prospettiva più serena, centrata sull’accompagnamento personale e sull’accoglienza senza discriminazioni
Tempo di far volare i nostri aquiloni
Per iniziare l’anno pastorale con slancio, il testo invita a “far volare gli aquiloni” di Romain Gary: simboli di immaginazione, speranza e coraggio, ma sempre ancorati alla realtà. In un periodo di stanchezza e sfiducia, occorre guardare avanti, coltivare il futuro e impegnarsi concretamente nella vita quotidiana, ricostruendo relazioni, affetti e spazi di comunità
Il “servizio” di pregare. Anche per gli atei
L’esperienza di Carlo Rovelli in una moschea africana ispira a vedere la preghiera e la gentilezza come spazi di pace interiore. Le comunità cristiane possono così diventare “case della preghiera”, capaci di offrire accoglienza e respiro a tutti, anche ai più lontani dalla fede
Il “sacramento dell’ascolto” per i preti del futuro
L’incontro con i futuri preti della diocesi mostra un volto più umano e autentico del ministero, lontano da ogni immagine sacrale e separata. La santità si gioca nella vita concreta e nella condivisione. Come ricorda François Roustang in Il terzo uomo, il cristianesimo è comunicazione e comprensione tra le persone: non a caso i giovani diaconi indicano nell’ascolto il cuore della loro missione
L’azzardo di cercare la pace e dell’idea folle di arare il mare
La pace non è una condizione scontata, ma un miracolo fragile da costruire ogni giorno con impegno e coraggio. Come suggeriscono l’immagine di Pablo Picasso e l’insegnamento di Desmond Tutu, nasce dal dialogo, dall’ascolto e dalla fiducia nella verità, anche verso i nemici. Costruirla, in ogni ambito della vita, significa credere che persino l’impossibile possa diventare realtà
Pregustare il futuro e andargli incontro
Prendendo spunto da Italo Calvino e dal suo romanzo Le città invisibili, don Fabio invita Il Segno a non limitarsi a custodire il passato, ma a “continuare” guardando al futuro e ai segni di un cristianesimo che cambia. Di fronte a guerre, pandemia e crisi sociali, il giornale si propone come spazio di confronto e speranza, capace di riconoscere, anche nel “mezzo dell’inferno”, ciò che non è inferno. Un impegno per ribadire, nella vita delle comunità, che “Dio abita ancora qui”


