Al Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso, nel santuario di San Pietro Martire, una grande mostra con le opere di uno dei più significativi maestri dell'arte sacra contemporanea. Sabato 14 novembre, incontro con il prof. Franzini sulla Bellezza del nostro tempo.

di Luca FRIGERIO

Arcabas

Volti, gesti, segni. E poi i colori, caldi, morbidi, che avvolgono lo sguardo come un’onda di tenerezza. Con l’oro a brillare su tutto, scintilla di infinito nella notte del peccato, presenza ineffabile che redime il nulla che siamo, carne, sangue, polvere. Nel sorriso di un angelo, nella carezza della Madre, nell’abbraccio del Risorto.

Arcabas è uno dei più grandi artisti del nostro tempo. Un uomo a cui è stato dato il dono straordinario di evocare la Bellezza attraverso la bellezza stessa. Un artigiano della grazia, che dalle sue mani si espande sulla tela, riverberandosi negli occhi di chi guarda, in una continua catena di emozioni (e di provocazioni). Il ministro di un culto universale, di un’arte che si fa invocazione, lode, preghiera. E dove ogni pennellata è frammento di quella eternità di cui siamo parte.

Di Arcabas, fino al prossimo gennaio, il Centro Pastorale Ambrosiano presenta oltre quaranta opere, in un eccezionale percorso espositivo all’interno del santuario di San Pietro Martire a Seveso. Una mostra, dall’evocativo titolo «Nutrire il mondo con la bellezza», che dà proseguimento alla rassegna promossa dal Gruppo Aeper a Bergamo nella scorsa estate (visitata da più di 120 mila persone), ma che costituisce una novità assoluta per la diocesi ambrosiana, che per la prima volta, così, ospita un’entusiasmante raccolta di capolavori del maestro francese.

«Questa mostra pittorica – spiega don Alberto Lolli, direttore del Centro Ambrosiano, che insieme ad Arcabas stesso ha curato i diversi aspetti dell’evento – vuole stimolare il cammino di ricomposizione che ogni persona vive dentro di sé, dalla frammentazione all’unità, dal fascino dei sentimenti all’importanza del pensiero, in un percorso che conduce alla vita bella e buona. Continuando così la riflessione sulle indicazioni pastorali contenute nella nuova lettera dell’Arcivescovo, “Educarsi al pensiero di Cristo”».

Motivo per cui la rassegna sarà accompagnata nelle prossime settimane da una serie di iniziative (di preghiera, culturali, musicali, teatrali…), tese ad approfondire i vari temi della mostra, mentre ben 130 volontari sono stati preparati per guidare i gruppi e i singoli visitatori. Altre opere di Arcabas, inoltre, sono esposte in contemporanea al Museo Diocesano e al Museo del Duomo a Milano.

Magnetici sono gli occhi di questo patriarca dell’arte sacra contemporanea, giunto ormai alla vigilia del suo novantesimo compleanno. Ci osservano da alcuni intensi autoritratti che aprono l’esposizione di Seveso, pennello alla mano, con grembiule e tavolozza. Ma autoritratto è anche l’immagine di due semplici cavalletti, posti un po’ nell’ombra, in disparte, che altro non servono che a «portare» quella bellezza che è frutto compiuto dell’arte, e che Arcabas, umilmente, consapevolmente, vede come proiezione di sé, del proprio ruolo, della sua missione…

«Arcabas», questo nome misterioso che sa di profezia biblica, ma che Jean-Marie Pirot scelse quale suo pseudonimo come per caso, vedendolo comparire tra i manifesti lacerati della contestazione sessantottina, come un segno del destino, come una voce della divina provvidenza. Che lo ha chiamato a dare forma e colore alla pagina evangelica, alla speranza cristiana. Con la certezza, come afferma lui stesso, che «in tutte le creature, animali o oggetti che ci circondano, c’è una parte dello Spirito», e per questo «meritano che la loro singola bellezza sia onorata».

Come il pane, che Arcabas ritrae in molte sue opere, che è nutrimento quotidiano e cibo di vita eterna. Come il pesce, emblema stesso di Cristo nel suo nome greco. Ma anche in una semplice pera, frutto del nuovo Eden in cui saremo condotti dal nuovo Adamo. E perfino in un prosaico armadio, custode di domestiche utilità, ricovero di materiali necessità, e che viene invece come trasfigurato dal segno della salvezza, dalla croce gloriosa che fa nuove tutte le cose.

E poi la lotta di Giacobbe con l’angelo, desiderio viscerale di sacre benedizioni. Il combattimento di san Giorgio col drago, che è innanzitutto vittoria sul male che è in noi, con la forza di Dio. L’abbraccio del padre al figlio che torna, nel nome della misericordia e del perdono. L’attesa di un annuncio di verità che libera. Fino al monumentale polittico che è omaggio al grande Bernanos, denuncia delle moderne ipocrisie e dei crimini del nostro tempo che ancora e continuamente mettono in Croce il Figlio dell’uomo…

Ma, direbbe Arcabas, «della bellezza non si parla, la si contempla». E allora non resta che andare a Seveso, presto, senza indugi, colmando lo sguardo di meraviglia.

 

In occasione della mostra, sabato 14 novembre, ore 21, presso il Santuario di San Pietro Martire a Seveso, una riflessione controcorrente, sulla bellezza del nostro tempo.
Una serata di musica e poesia, in dialogo con il prof. Elio Franzini, docente presso l’Università degli Studi di Milano di Teorie della rappresentazione e dell’immagine e di Estetica con­temporanea. Un’occasione per comprendere cosa sia la Bellezza e dove abiti nel nostro mondo. In collaborazione con la Pastorale Universitaria della Diocesi di Milano
Accompagneranno la serata: Bentivoglio Filippo (chitarra classica), Bongiorni Francesca (violoncello).

 

La mostra di Arcabas è aperta fino al 6 gennaio 2016
presso il santuario di San Pietro Martire a Seveso
(Centro Pastorale Ambrosiano, via San Carlo, 2).

Visitabile tutti i giorni 8 -12 e 14.30-18.30.
Guide appositamente formate – più di 130 volontari –
accompagnano i visitatori, singolarmente o a gruppi,
alla scoperta delle opere esposte.
In particolare, per i bambini
e i ragazzi dell’iniziazione cristiana
c’è la possibilità di percorsi dedicati:
“La bellezza delle piccole cose”, “Volti e mani parlano”,
“Dio di misericordia”, “Violenza e perdono”,
“Dio e l’uomo: un dialogo ininterrotto”.
Anche per i giovani, inoltre, sono previsti
specifici itinerari di meditazione fra arte e fede.

L’entrata alla mostra e la partecipazione agli eventi è gratuita.

Per informazioni, tel. 0362.6471

www.arcabasaseveso.it

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