Il lockdown ha influito pure sui bilanci parrocchiali. In qualche caso, difficile affrontare persino le spese ordinarie. La diocesi Milano ha distribuito, a 188 parrocchie in difficoltà, tre milioni di euro derivanti dall'8xmille

di Massimo Pavanello

Besana Brianza

Prendiamola da lontano. Georg Christoph Lichtenberg, fisico e aforista tedesco, aveva le idee chiare sin dall’XVIII secolo: «Che nelle chiese si predichi, non rende inutili i parafulmini su di esse».

I parafulmini, le strutture, le assicurazioni, le spese ordinarie – anche per le comunità cristiane – hanno avuto preoccupata ribalta in tempo di lockdown. Le entrate economiche, prima si sono azzerate a causa della chiusura delle chiese; poi, si sono assottigliate per la ridotta presenza dei fedeli. L’affanno, per onorare le scadenze, si è fatto sentire.

Anche in questo campo, però, l’8xmille è arrivato in aiuto. Come ha fatto per la sfera educativa o per gli enti ecclesiastici. Ne abbiamo dato conto, qui, in precedenza.

La diocesi Milano ha potuto distribuire, a 188 parrocchie in difficoltà, tre milioni di euro. Soldi derivanti da uno stanziamento straordinario della CEI, intitolato «emergenza Covid-19».

Tra i soggetti beneficiati, c’è la Comunità pastorale S. Caterina in Besana Brianza. Un solo comune, 16 mila abitanti, sei preti. Uno per parrocchia, tranne a Valle Guidino, dove la canonica è inagibile.

Con il responsabile, don Mauro Malighetti, ragioniamo della ferialità parrocchiale in tempo di pandemia. Dei cordoni della borsa, in particolare.

«Sono due i focus economici sui quali ci siamo soffermati in questi tempi, la carità e le spese ordinarie», si introduce il prevosto. Per poi precisare: «Il primo capitolo è stato sempre prioritario. Nei mesi di dura chiusura, in accordo con la Caritas, abbiamo lanciato una raccolta di fondi online. Ha avuto un grande successo. In soli due mesi, abbiamo ricevuto bonifici per più di 15 mila euro. Una generosità incredibile, che ha aiutato tante famiglie. Alle quali sono stati consegnati generi di prima necessità, ma soprattutto sostegni per saldare spese, bollette… Qualcosa sta continuando pure adesso, anche se in maniera diversa».

L’altra realtà, riguarda la gestione ordinaria delle uscite. A fronte di introiti diminuiti, come sopra descritto. «Almeno per due parrocchie – continua don Malighetti – ho dovuto chiedere un aiuto alla diocesi. La quale ha concesso garanzie per l’apertura di una linea di credito. Un totale di 100 mila euro. Ciò ha dato una significativa boccata di ossigeno. La cifra è stata ora totalmente restituita. Grazie anche alla parziale ripresa estiva delle attività».

L’aiuto legato, è stato rinforzato da un contributo a fondo perduto di 65 mila euro – 40 dei quali derivanti dalla citata fonte 8xmille – da dividere tra Besana, Calò e Montesiro.

C’è inoltre una interlocuzione per far entrare la comunità pastorale di S. Caterina all’interno del progetto stilato dalla Commissione diocesana per la perequazione tra gli enti ecclesiastici. Cioè,  parrocchie con maggiori possibilità che aiutano quelle in difficoltà.

Una attenzione che si ritrova anche nell’operazione in oggetto, stando alle parole di Mons. Bruno Marinoni. Il Vicario episcopale per gli affari economici, inviando una lettera ai parroci destinatari del contributo 8xmille, ha infatti scritto: “Colgo l’occasione per ringraziare le altre 900 parrocchie che non hanno chiesto, rinunciando ai fondi perché qualcuno ha più bisogno di loro. È stato un gesto di solidarietà”.

I parrocchiani sono costantemente informati della situazione economica, conferma don Mauro. «E a maggio prossimo, quando ci sarà la giornata 8xmille, ribadirò quanto detto sin qui, ringraziando pubblicamente per i soldi arrivati».

Infatti, confida il sacerdote, «se non ci fosse il pesante debito pregresso – dovuto a strutture e che  mi sono ritrovato – la mia gente è davvero generosa e grata».

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