Accoglie, sostiene, abbraccia e consola. La Chiesa cattolica, durante la pandemia, ha destinato all'emergenza 237,4 milioni di euro provenienti dall'8xmille

di Massimo Pavanello

Spot-Sovvenire

La Chiesa cattolica c’era, c’è, ci sarà. Non è solo una affermazione teologica. È l’esperienza diretta di tanti e indiretta di tutti, anche durante questo tempo così singolare. Certo, lo storico legame col popolo ha sperimentato, nel periodo di pandemia, vicinanze nuove. Sorrette tuttavia da strumenti già rodati. Come i fondi 8xmille e la rete di solidarietà ecclesiale. E ora, a lockdown sciolto, continua a progettare il futuro.

Per tale motivo la campagna 8xmille 2020 si presenta con un messaggio all’indicativo. Per riconoscere, basta il racconto: «C’è un Paese…» che accoglie, sostiene, abbraccia e soprattutto consola. È l’Italia dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

Anche nell’emergenza, non ha smesso di prendersi cura dei più deboli: dal parroco di provincia, che durante l’epidemia ha sostenuto la propria comunità con la tecnologia in modo nuovo e creativo, alle mense Caritas, che si sono confermate luoghi dove ci si sente accolti e si trovano persone pronte ad aiutare; dai tanti progetti rivolti ai disoccupati, alle case per le donne vittime di violenza; senza trascurare l’ambito sanitario.

In questi mesi – e solo per restare alla causale Coronavirus – la Cei ha stanziato quasi un terzo del totale del proprio 8xmille annuo. Una parte di questi fondi è stata affidata alle diocesi. Anche a Milano sono già arrivati. Non appena si sarà completato l’elenco ambrosiano dei destinatari se ne darà puntuale comunicazione. In generale, le uscite a livello nazionale, ammontano, per ora, ad un totale di 237,4 milioni di euro: 10 milioni, contributo straordinario alle diocesi situate in «zona arancione o zona rossa»; 200 milioni Fondi straordinari (di cui 156 ripartiti proporzionalmente tra le 226 diocesi) per sostegno a persone, famiglie, enti ecclesiastici in situazioni di necessità; 10 milioni alle Caritas diocesane; 500 mila euro alla fondazione Banco Alimentare (21 banchi in tutta Italia, con 7.500 strutture caritative accreditate, 1,5 milioni di persone sostenute); 9 milioni ai Paesi del Terzo mondo (per ospedali e scuole); 8,4 milioni alle strutture sanitarie in Italia (a 12 ospedali).

Grazie alle firme dei contribuenti, quindi, ogni anno si realizzano, in Italia e nei Paesi più poveri del mondo, oltre 8.000 progetti che vedono impegnati sacerdoti, suore e tantissimi operatori e volontari che quotidianamente rendono migliore un Paese reale, fatto di belle azioni, di belle notizie. Un Paese che non si è mai fermato, che ha combattuto, che ha costruito e che merita di essere narrato.

La campagna è on air su tv, stampa e radio. Due proposte specifiche attraverseranno i social: «L’amore non si è fermato», composta da brevi filmati girati dagli stessi operatori dei progetti, per spiegare come hanno affrontato questa emergenza; «Sotto la mascherina», che racconta come dietro una protezione rimangano comunque i valori del Vangelo.

In occasione della dichiarazione dei redditi, si rinnova pertanto l’invito a firmare nella casella «Chiesa cattolica». La data di scadenza per la presentazione dei moduli, quest’anno, è posticipata: il termine ultimo per il modello 730 è il 30 settembre; per la presentazione telematica del modello Redditi e della scheda con la scelta, invece, è il 30 novembre. Ci sarà modo quindi di tornare sull’argomento, suggerendo anche buone prassi per la raccolta delle firme.

Nel frattempo, è ripartito pure il concorso TuttixTutti insieme ad altre iniziative.

Maggiori e più complete informazioni su www.chiesadimilano.it/sostegnochiesa

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