Abbiamo vissuto una nuova domenica, lasciandoci stupire ancora una volta dal Signore Risorto che entra nelle nostre case "a porte chiuse" e viene a portarci la sua pace. La comunità cristiana corre incontro ai suoi ragazzi facendo sentire la presenza di Gesù e invitando tutti a ritrovarsi spiritualmente insieme nella preghiera.
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«Sono convinto che ogni situazione possa diventare occasione se il Signore Gesù che sta alla porta e bussa viene accolto in casa, entra come presenza viva nella vita delle persone e delle comunità. Il Signore è vicino» (Mario Delpini, dalla Lettera per il tempo pasquale, in La situazione è occasione, p. 91)
Il Signore Gesù entra a porte chiuse e sta nel mezzo della vita delle persone, nel mezzo delle situazioni che in questo periodo sono di fatica e preoccupazione. Anche i ragazzi risentono di questo clima di incertezza e spesso nascondono, dietro a cenni di insofferenza, anche la paura. Gesù viene a portare la sua pace e ci chiede di credere al suo intervento nella storia. Anche ai ragazzi Gesù chiede di credere. I più giovani fra noi rischiano di continuare le loro giornate distratti o annoiati, impegnati nei compiti e per la scuola e in cerca di momenti di svago. Regolare le loro giornate significa anche inserirci spazi e tempi brevi di preghiera, da vivere con cadenza e costanza.
Ma dov’è la comunità educante a orientare le loro piccole scelte quotidiane? Dove siamo noi a ricordare loro di fare costantemente riferimento a Gesù, come ad un amico e compagno, presente e vicino nella loro vita? Come facciamo a dire loro che val la pena pregarlo, attingere da lui lo stile per vivere il rapporto con gli altri, lasciarsi guidare anche in questo momento difficile?
Ogni mezzo è buono per farci vicino ai ragazzi, con la creatività dell’amore.
Sentiamo la priorità di stare in mezzo alle situazioni che vivono i ragazzi, cercando di interpretare i loro stati d’animo, accompagnandoli come è possibile, con una vicinanza da reinventare ogni volta e che necessita di un’alleanza insostituibile, quella con i genitori.
Crediamo che lo sforzo delle comunità educanti consista in questo periodo in un contatto costante con i genitori o con chi vive con i più giovani. Tutti le nostre mediazioni, i nostri tentativi di comunicazione, se parliamo della fascia dei ragazzi e dei preadolescenti, non possono che passare attraverso la voce e l’esortazione dei genitori, o almeno la loro simpatia nell’appoggiare iniziative e contatti da parte della comunità.
Anche per gli adolescenti un’ottima alleanza o un consenso accondiscendente dei genitori può fare la differenza in queste settimane, perché la comunità si stringa attorno a loro, in tutti i modi possibili.
Il dialogo con i ragazzi passa dunque attraverso i nostri canali, attraverso lo smartphone, con una telefonata, facendo sentire la presenza dell’oratorio con i video, le challenge, le bellissime cose che ci stiamo inventando, ma passa solo se chiediamo un’alleanza con i genitori o con gli adulti che stanno con i ragazzi, chiedendo anche a loro di che cosa hanno più bisogno in questo momento per educare e accompagnare i loro figli in questo momento così delicato.
La vicinanza con i ragazzi di ogni fascia d’età e le loro famiglie resta dunque l’imperativo che ci siamo dati per tutto questo periodo in cui gli oratori sono chiusi. Tutte le comunità educanti sono mobilitate e non smettono di farlo.
I ragazzi stanno soffrendo il loro essere a casa, aspettano che chi ha cura di loro dia loro le giuste sollecitazioni, per vivere questi giorni con un po’ di gioia in più, animati dallo spirito giovane che può venire dai nostri oratori. Alleviando anche così il peso di tante famiglie, forse in difficoltà. In questo animatori ed educatori sono impegnati in prima linea, anche a Pasqua.
Interveniamo in prima persona, facendo sentire la voce della comunità.
Testi per la preghiera
– Preghiera per i ragazzi II di Pasqua
– Preghiera adolescenti nella sera di domenica
– Celebrazione della croce fiorita in famiglia
– Foglietto della Messa
Ecco il video commento al Vangelo
di Mons. Franco Agnesi
– wetransfer 1
(video ad alta risoluzione)
– wetransfer 2
(video per la condivisione su WhatsApp)
– video su Youtube
La fede di Tommaso
Tommaso ha bisogno di vedere, di toccare per poter credere. Gesù non si tira indietro e mostra i segni delle ferite. Dona a tutti la pace, poi dice a Tommaso qualcosa che, in realtà, è rivolto a tutti noi: «Non essere incredulo, ma credente!». Gesù non si scandalizza dei nostri dubbi e senza esitare ci tende le sue mani. A Tommaso basta questo gesto. Non è scritto che abbia toccato. Perché colui che ti tende la mano, che non ti giudica ma ti incoraggia, è Gesù. Non ti puoi sbagliare! Fidiamoci, allora, della sua Parola che ci dice ogni giorno: «Pace a voi!».