Don Massimo Pirovano presenta le linee guida che faranno da filo conduttore del percorso e delle proposte rivolte ai giovani ed ai loro educatori nel corso dell'anno pastorale 2018-2019.

don Massimo Pirovano
Responsabile del Servizio per i Giovani e l'Università

Cresce lungo il cammino il suo vigore 2018-2019

“Cresce lungo il cammino il suo vigore” (Sal 84,8)
Abbiamo desiderato mantenere il titolo della lettera pastorale del nostro Arcivescovo perché i giovani, per quanto giovani, sono uomini e donne. Condividere con loro la lettera pastorale è segno di stima, è chiamata, è rivolgersi a loro con lo sguardo di chi vede tutte le possibilità di cui sono portatori. Proporre loro di leggere questa lettera, che il Vescovo manda a tutti i fedeli ambrosiani, è chiamarli a non restare parcheggiati in un tempo della vita, quello dei ragazzi e dell’adolescenza, che, pur nella loro bellezza, rimangono solo una stagione.

Inoltre, il tema di fondo della lettera, ben espresso nel suo titolo, è molto capace di raccogliere e rilanciare la vita di un giovane. Vi possiamo infatti riconoscere quella luminosità propria di quando lo sguardo si apre e gli orizzonti si allargano fino alla contemplazione del volto di Dio. La Pastorale Giovanile, la nostra passione per i giovani, il desiderio di annunciare loro Gesù, speranza certa, vi ritrovano indicazioni preziose e inviti precisi.

• Siamo chiamati a riconoscere nel giovane il volto di un popolo in cammino. È questa una chiamata che ci dispone alla gradualità e alla decisione gioiosa di invitare, di cercare, di offrire, di domandare, di richiamare.

• Siamo chiamati a sentirci e farci compagni di strada, accompagnatori, poiché cosa abbiamo da condividere se non la narrazione della nostra stessa esperienza di discepoli, nel comune desiderio di edificare il Regno?

• Siamo chiamati a liberarci, nel nostro andare, da forme di autoreferenzialità, da giudizi che appesantiscono e da solitudini che paralizzano, per vivere una Chiesa dalle genti.

• Siamo invitati ad una stima, una gioia, un pensiero, che non provengono dalla certezza di una “soluzione”, ma dalla forza di una chiamata, di una destinazione.

• Siamo invitati ad uscire, camminando per le strade del mondo, trasfigurandolo.

Solo lungo il cammino cresce il vigore; solo camminando cresce la speranza che è in noi!
In continuità con le indicazioni del documento preparatorio e con l’Instrumentum Laboris del Sinodo dei Vescovi sui giovani, moduliamo le proposte della Pastorale Giovanile attraverso degli strumenti che mentre offrono opportunità ad ogni singolo giovane, contemporaneamente educano ognuno di noi ad uno stile preciso di pastorale giovanile.

1. Nel cuore e nella mente di un educatore ci possono essere alcune domande:
Cosa proponiamo ai giovani? Come accompagno il giovane a riconoscere Gesù? Come lo aiuto a vivere la sua presenza, a riconoscere il suo Amore, ad annunciare la sua salvezza?
La vita e la vitalità di un gruppo e di una persona non può essere circoscritta in qualche indicazione.
Al contempo, attraverso il materiale pubblicato, vi invitiamo a tre passi, tre attenzioni, che raccogliamo attorno ad altrettante immagini: LA PAROLA, IL PANE, LA STRADA.

Lungo questo cammino “ordinario”, di gruppo, le proposte della Regola di Vita, degli esercizi spirituali di Quaresima e del Triduo Pasquale in Seminario, saranno molto importanti perché sono l’occasione per invitare il giovane a far maturare la propria scelta, a discernere, riscoprendo il gruppo come espressione di una adesione personale alla fede e non come semplice aggregazione.

2. In secondo luogo, lo sguardo dell’educatore ha a cuore la dimensione vocazionale della vita dei giovani a lui affidati, dimensione che chiede di essere accompagnata. Per far emergere e dare evidenza a questa dimensione vocazionale è giusto, fin da subito, invitare il giovane a delle scelte, chiamarlo attraverso iniziative, quali: il Gruppo Samuele, i Salti di Qualità, Giovani e Missione, Nati per Amare o i Cantieri della solidarietà.
Sono opportunità che restituiscono vita e vitalità a tutti, dal singolo giovane al gruppo, alla comunità, alla realtà sociale. Sono inviti che, indipendentemente dalla risposta, mostrano al giovane un volto di Chiesa che mette al centro la sua vita, la sua gioia. Non si tratta di gettare inviti a caso, ma di rivolgerli personalmente a qualcuno. A qualcuno che si incontra ogni tanto e a coloro che con maggiore regolarità vivono lo spazio della comunità. Non lasciamoci frenare da timori o supposizioni, ma consegniamoci alla libertà dell’altro. Sia il giovane a scegliere. Rimarrà certamente per lui bello scoprire che si è a lui pensato. Cosa c’è di più evangelico? Quanto è importante oggi che il giovane conosca il proprio educatore, che è il volto concreto della Chiesa per lui, come uno a cui sta a cuore prima di tutto “la mia vita”!

3. In terzo luogo, l’educatore conosce che il cammino non è solitario, ma è di un popolo. Ecco che gli appuntamenti diocesani degli Esercizi di Avvento e della Via Crucis nella propria Zona pastorale, delle Veglie di Redditio Symboli, Missionaria e in Traditione Symboli, ne saranno la plastica manifestazione, proponendo così al giovane di “uscire” attraverso la comunione ed educandolo, contemporaneamente, ad una appartenenza.

L’icona biblica dell’invio dei 72 discepoli chiama tutti gli uomini e le donne ad uscire, a mettersi in strada, a riconoscere, come loro stessi diranno, che la salvezza bussa alla nostra porta. La gioia perché i nostri nomi sono scritti in cielo, sarà dono e mèta del nostro andare, del nostro pellegrinare.

Buon cammino!

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