Indichiamo Gesù ai ragazzi anche questa domenica, con un contatto, chiedendo loro di vivere soprattutto il tempo della preghiera per celebrare il "giorno del Signore". Pregando potranno scoprire chi è Gesù per loro e imparare a diventare sempre più testimoni del Risorto.
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Testi per la preghiera
– Preghiera per i ragazzi III di Pasqua
– Preghiera adolescenti nella sera di domenica
– Celebrazione della domenica in famiglia
– Foglietto della Messa
– Attività laboratoriale in famiglia (catechesi)
(per supportare questa ultima proposta e suggerire un attività manuale da realizzare fra genitori e figli, offriamo un semplice video tutorial per comporre una rosa in carta)
Ecco il video commento al Vangelo
di Mons. Paolo Martinelli
– wetransfer 1
(video ad alta risoluzione)
– wetransfer 2
(video per la condivisione su WhatsApp)
– video su Youtube
«La speranza e la gioia che vengono dalla risurrezione del Signore accompagnano il tempo pasquale. C’è una tristezza diffusa che siamo mandati a consolare… Noi cantiamo ed esultiamo e diciamo a tutti: abbiamo una buona notizia anche per voi» (Mario Delpini, dalla Lettera per il tempo pasquale, in La situazione è occasione, p. 97).
Giorno dopo giorno, ci vengono date buone notizie che però sono ancora dentro un contesto di preoccupazione e giusta vigilanza. Dobbiamo resistere ancora un po’. Dobbiamo chiederlo ancora anche ai ragazzi e agli adolescenti che ci sono affidati, mentre la stanchezza per questo tempo si fa sentire. Ma oltre alle buone notizie, che ci auguriamo aumentino sempre di più, c’è una Buona Notizia che non si mescola alle altre: Gesù il Signore è l’agnello di Dio venuto per la nostra liberazione. Gesù è il Figlio di Dio che ci rende una sola cosa con Lui, per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. Questa Buona Notizia va trasmessa in ogni modo possibile e dovrebbe arrivare nelle nostre case e cercare portavoci in esse, che facciano da cassa di risonanza, portavoci anche fra i ragazzi che si fanno evangelizzatori degli altri che sono in famiglia.
La tensione educativa delle nostre comunità educanti non viene meno: educare alla fede resta la nostra priorità. Generare nei ragazzi continuamente il senso di appartenenza a qualcosa di più grande che si chiama “comunità” resta un obiettivo alto, che deve spronarci ad entrare in contatto con i più giovani, pronti ad “accenderli” e ad alimentare in loro la gioia.
Cerchiamo la strada della bellezza – attraverso proposte a cui non si può dire di no – per comunicare la Buona Notizia che ci è stata affidata e per attivare anche i ragazzi perché siano testimoni del Risorto.
«Ciò che è bello suscita passione. E se un giovane si appassiona di qualcosa, o meglio, di Qualcuno, finalmente si alza e comincia a fare cose grandi; da morto che era, può diventare testimone di Cristo e dare la vita per Lui. Cari giovani, quali sono le vostre passioni e i vostri sogni? Fateli emergere, e attraverso di essi proponete al mondo, alla Chiesa, ad altri giovani, qualcosa di bello nel campo spirituale, artistico, sociale. Vi ripeto nella mia lingua materna: hagan lìo! Fatevi sentire!» (Papa Francesco, dal Messaggio per la GMG del 2020)
Ogni mezzo è buono per farci vicino ai ragazzi, con la bellezza e la creatività dell’amore.
Ribadiamo che lo sforzo delle comunità educanti consista in questo periodo in un contatto costante con i genitori o con chi vive con i più giovani. Tutti le nostre mediazioni, i nostri tentativi di comunicazione, se parliamo della fascia dei ragazzi e dei preadolescenti, non possono che passare attraverso la voce e l’esortazione dei genitori, o almeno la loro simpatia nell’appoggiare iniziative e contatti da parte della comunità.
Anche per gli adolescenti un’ottima alleanza o un consenso accondiscendente dei genitori può fare la differenza in queste settimane, perché la comunità si stringa attorno a loro, in tutti i modi possibili.
Il dialogo con i ragazzi deve passare dunque attraverso i nostri canali, attraverso lo smartphone, con una telefonata, facendo sentire la presenza dell’oratorio con i video, le challenge, le bellissime cose che ci stiamo inventando, ma passa realmente solo se chiediamo “permesso”, entrando in una cosa anche se solo virtualmente, passa solo se creiamoun’alleanza con i genitori o con gli adulti che stanno con i ragazzi, chiedendo anche a loro di che cosa hanno più bisogno in questo momento per educare e accompagnare i loro figli in questo momento così delicato.
La vicinanza con i ragazzi di ogni fascia d’età e le loro famiglie resta dunque l’imperativo che ci siamo dati per tutto questo periodo in cui gli oratori sono chiusi. Tutte le comunità educanti sono mobilitate e non smettono di farlo.
I ragazzi stanno soffrendo il loro essere a casa, aspettano che chi ha cura di loro dia loro le giuste sollecitazioni, per vivere questi giorni con un po’ di gioia in più, animati dallo spirito giovane che può venire dai nostri oratori. Alleviando anche così il peso di tante famiglie, forse in difficoltà. In questo animatori ed educatori sono impegnati in prima linea, anche a Pasqua.
Interveniamo in prima persona, facendo sentire la voce della comunità.