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Cibo

Spreco alimentare, ecco gli strumenti che lo contrastano a Milano

Alla vigilia della Giornata mondiale di prevenzione (5 febbraio), annunciato l’accordo tra Banco Alimentare e Fondazione Milano Cortina per recuperare le eccedenze dei Giochi. Ma in città è da tempo attivo l'hub nato della collaborazione tra Comune e Fondazione Cariplo, mentre in tutta la Diocesi Caritas Ambrosiana ha moltiplicato i suoi Empori della solidarietà

di Lorenzo GARBARINO

4 Febbraio 2026
L'Arcivescovo visita l'Emporio

Uno spreco di cui difficilmente sentiremo parlare durante le ormai imminenti Olimpiadi di Milano Cortina è quello alimentare, la cui Giornata mondiale di prevenzione ricorre il 5 febbraio, proprio alla vigilia dell’inaugurazione dei Giochi. La Fondazione Milano Cortina ha sottoscritto infatti un accordo di collaborazione con Fondazione Banco Alimentare per prevenire i possibili sprechi durante la manifestazione. 

Il cibo come risorsa

Il Banco Alimentare della Lombardia e del Veneto recupererà ogni eccedenza, che sarà ridistribuita agli enti che accolgono persone in difficoltà. «L’attività di Banco Alimentare, operativo tutto l’anno nella lotta allo spreco e sulla valorizzazione del cibo come risorsa – sottolinea il presidente Marco Piuri -, anche in occasione di questa prestigiosa manifestazione internazionale vuole essere sempre più uno strumento di inclusione, di relazione e di costruzione di comunità più resilienti, dove nessuno resti ai margini».

I volontari del Banco alimentare

Questa collaborazione in chiave “olimpica” è un esempio dei numerosi strumenti attivati a Milano per contrastare lo spreco alimentare, soprattutto dopo Expo 2015: negli ultimi undici anni questa è stata una delle sfide su cui la città si è dimostrata più sensibile nel cercare soluzioni.

Aiuti per 18 mila famiglie

Nel 2019, per esempio, il Comune e Fondazione Cariplo hanno avviato un modello di hub di aiuto alimentare che incentiva il recupero dei prodotti invenduti e la redistribuzione al terzo settore. Il cibo, stipato in celle frigorifere, viene caricato a fine giornata su furgoni che lo redistribuiscono alle Onlus di riferimento. Oggi questa rete, il cui modello ha vinto nel 2021 l’earthshot prize, conta in città otto punti di raccolta tra Isola, Lambrate, Gallaratese, Centro storico, piazzale Selinunte, Loreto, Cascina Cuccagna, Porta Romana e via Lombroso: nel 2025 sono state raccolte più di mille tonnellate di cibo, il 32% di eccedenze in più rispetto all’anno precedente. In occasione della Giornata mondiale del 5 febbraio, la vicesindaca Anna Scavuzzo ha spiegato che il cibo raccolto si è trasformato nell’equivalente di 2 milioni di pasti, distribuiti a 18 mila famiglie in condizioni di fragilità. 

Hub alimentare
L’inaugurazione di un Hub di aiuto alimentare nel quartiere Loreto (Foto Comune di Milano)

Un accompagnamento all’autonomia

L’impegno contro lo spreco alimentare vede in prima fila Caritas Ambrosiana, dal 2015 promotrice degli Empori della solidarietà e le Botteghe solidali, destinatari di generi di prima necessità “salvati” dallo spreco  e che oggi contano 43 punti di distribuzione sul territorio della diocesi. L’accesso ai servizi avviene tramite i Centri di ascolto che, una volta individuate le famiglie da sostenere, preparano una scheda che spiega nel dettaglio le modalità di supporto. Gli operatori degli Empori assegnano poi una tessera e i relativi punti in base alla composizione del nucleo familiare e alle condizioni socioeconomiche.

Negli Empori della Solidarietà si accede esclusivamente per la spesa, e i crediti sono gestiti dalle famiglie, che possono scegliere i prodotti che trova sugli scaffali. Ogni prodotto ha un punteggio, gli operatori e i volontari degli Empori analizzano gli acquisti e aiutano a “spendere” i punti al meglio. L’aiuto è a tempo determinato: il servizio prevede infatti una validità di soli sei mesi, rinnovabili per ulteriori sei. «Serve a evitare il cronicizzarsi di questa forma di assistenzialismo, oltre ad accompagnare le persone verso un percorso destinato all’autonomia economica – spiega Andrea Fanzago, responsabile dell’area povertà alimentare di Caritas Ambrosiana -. In questi anni anche la grande distribuzione ha incentivato la riduzione di questi sprechi, per esempio con i punti dedicati ai prodotti in scadenza a prezzi scontati, che altrimenti non sarebbero mai stati acquistati. Non dobbiamo però mai dimenticare come questa società è intrinsecamente costruita per sprecare».  

La spesa all’Emporio della Solidarietà

Dopo undici anni di attività, il modello degli Empori è ancora in crescita: dopo le aperture delle sedi di Peschiera Borromeo e Melegnano nel 2024, nel 2026 sono previste ulteriori inaugurazioni. «A Chiesa Rossa è in corso d’opera l’unificazione nella stessa sede di due Botteghe. A Gorgonzola si attende il parere di una commissione paesaggistica, mentre a Treviglio i lavori con i fondi del Pnrr stanno procedendo e forse termineranno entro l’anno. A Paderno Dugnano invece c’è già una sede e si sta trattando col Comune per un secondo spazio che funga da magazzino. Da parte delle comunità parrocchiali ci sono ancora molte richieste di intervento, ma stiamo cercando di coinvolgere il più possibile il territorio, per rendere il progetto ancora più sostenibile».