Pubblichiamo una lettera del 30 agosto 1959 inviata al commendatore Giannino Ferrario, allora presidente del gruppo milanese dell'Oftal

Giovanni Battista MONTINI Arcivescovo di Milano
Redazione

«Caro e illustre commendatore, l’Oftal, e cioè l’Opera federativa per il trasporto degli ammalati a Lourdes, alla quale Ella degnamente presiede, chiede anche la mia adesione, in qualità di Ordinario dell’Arcidiocesi di Milano. Volentieri la concedo. Mi persuade a questa risposta lo statuto dell’Opera, il fatto ch’essa da oltre un ventennio ha un suo gruppo a Milano e che ha sempre svolto la sua attività in modo soddisfacente, la libertà lasciata ad altre opere analoghe e autorizzate di esercitare le loro funzioni; ma soprattutto sono lieto di dare all’Opera stessa la desiderata adesione per lo scopo pio, caritatevole e benefico, ch’essa si propone, e per lo spirito cristiano che la guida. E questo vorrei fosse corroborato da questo mio attestato di benevolenza e di fiducia: l’organizzazione di viaggi e di pellegrinaggi è cosa ora relativamente facile, e che non pochi si contendono; vorrei che l’Oftal, fedele alle sue finalità ed alle sue tradizioni, si distinguesse sempre per la cura saggia ed amorosa di dare alle sue pie spedizioni un carattere veramente religioso, risultante dalla preghiera, dall’amorevole assistenza ai malati, al culto specialmente illuminato e fiducioso alla Madonna Santissima. E penso che tale edificante impressione e tale esemplare irradiazione produrrà l’attività dell’Oftal, se davvero sarà sollecita a dare preferenza ed aiuto ai malati poveri, e se, non rivolta a vantaggi economici, sarà avida sempre di frutti e di meriti spirituali. Questi voti, che so corrispondere ai propositi dell’Opera e dei suoi dirigenti, sono accompagnati dall’augurio di felici incrementi e sono convalidati dalla mia benedizione pastorale». «Caro e illustre commendatore, l’Oftal, e cioè l’Opera federativa per il trasporto degli ammalati a Lourdes, alla quale Ella degnamente presiede, chiede anche la mia adesione, in qualità di Ordinario dell’Arcidiocesi di Milano. Volentieri la concedo. Mi persuade a questa risposta lo statuto dell’Opera, il fatto ch’essa da oltre un ventennio ha un suo gruppo a Milano e che ha sempre svolto la sua attività in modo soddisfacente, la libertà lasciata ad altre opere analoghe e autorizzate di esercitare le loro funzioni; ma soprattutto sono lieto di dare all’Opera stessa la desiderata adesione per lo scopo pio, caritatevole e benefico, ch’essa si propone, e per lo spirito cristiano che la guida. E questo vorrei fosse corroborato da questo mio attestato di benevolenza e di fiducia: l’organizzazione di viaggi e di pellegrinaggi è cosa ora relativamente facile, e che non pochi si contendono; vorrei che l’Oftal, fedele alle sue finalità ed alle sue tradizioni, si distinguesse sempre per la cura saggia ed amorosa di dare alle sue pie spedizioni un carattere veramente religioso, risultante dalla preghiera, dall’amorevole assistenza ai malati, al culto specialmente illuminato e fiducioso alla Madonna Santissima. E penso che tale edificante impressione e tale esemplare irradiazione produrrà l’attività dell’Oftal, se davvero sarà sollecita a dare preferenza ed aiuto ai malati poveri, e se, non rivolta a vantaggi economici, sarà avida sempre di frutti e di meriti spirituali. Questi voti, che so corrispondere ai propositi dell’Opera e dei suoi dirigenti, sono accompagnati dall’augurio di felici incrementi e sono convalidati dalla mia benedizione pastorale».

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