Sabato prossimo il Consiglio delle Chiese cristiane di Milano organizza un convegno a vent'anni dall'assemblea che per la prima volta in Europa riunì i delegati di ogni confessione. Il tema era profetico: "Pace nella giustizia e salvaguardia del creato"

Rosangela VEGETTI
Redazione

Il Consiglio delle Chiese cristiane di Milano vuole rilanciare i documenti prodotti vent’anni fa dalla prima Assemblea ecumenica europea, svoltasi a Basilea (Svizzera) nel maggio 1989 sul tema, allora innovativo e profetico, “Pace nella giustizia e salvaguardia del creato”. Oggi appare con tutta evidenza quanto quell’Assemblea sia stata una vera Pentecoste ecumenica, la sua forza nel riconoscere errori e peccati, nell’esprimere profondo pentimento e nell’affermare l’impegno a cambiare risuona ancora e può indirizzarci a nuove mete.
Di qui la decisione del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano di offrire per la Pentecoste un incontro di testimonianza e riflessione, che si terrà sabato 30 maggio, alle 20.45, presso il Tempio valdese di Milano (via Francesco Sforza 12), sul tema “Basilea 1989: una Pentecoste ecumenica. Vent’anni dopo”, con la partecipazione del Metropolita Athanasios Hatzopoulos, rappresentante della Chiesa ortodossa di Grecia presso l’Unione Europea a Bruxelles, di Luca Negro, segretario per la comunicazione e informazione della Conferenza Chiese d’Europa a Ginevra, e Luigi Sandri, giornalista cattolico di Ecumenical News International.
Quest’anno la solennità di Pentecoste trova l’umanità intera accomunata da sensi di grande preoccupazione per le difficoltà del presente e per le incognite che il futuro porta con sé. La domanda che sorge spontanea è: «Che dobbiamo e possiamo fare?». Allo stesso modo si interrogavano quanti erano convenuti a Gerusalemme a quella che fu la prima Pentecoste dell’era cristiana.
A riflettere su questo evento miracoloso ci invitano i presidenti del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) di Ginevra, che nel loro messaggio ai cristiani di tutto il mondo ricordano come i pellegrini fossero giunti a Gerusalemme da ogni parte del mondo di allora e su di essi discese lo Spirito Santo facendoli capaci di «parlare in altre lingue e di esprimersi come lo Spirito donava loro di farlo» (At 2,1-13) e fu Pietro a chiarire loro i pensieri e a invitarli a cambiare il cuore e lo stile di vita. «Dopo il vibrante intervento di Pietro – si legge nel messaggio del Cec – i pellegrini ebbero il cuore profondamente toccato e si dissero: “Cosa faremo noi, fratelli?”. Era l’inizio del pentimento, della metanoia, una trasformazione profonda dell’essere umano che porta a un’azione nuova. Pietro risponde alla domanda con un “convertitevi!” e li invita a pentirsi».
Come non riconoscere oggi che abbiamo sbagliato tutti, non solo i politici e i banchieri, che abbiamo gestito male le risorse del nostro pianeta, che abbiamo smarrito alcuni valori fondamentali del vivere sociale, che i poveri sono in numero sempre crescente e che interi Paesi sono sull’orlo di crisi profonde? «Che si sia in Africa, in Asia o in altri continenti – continua il messaggio – la situazione è la stessa. A fronte di ciò, la domanda più evidente resta anche per noi oggi: “Cosa faremo noi, fratelli e sorelle?”». Certamente la prima risposta ci viene dalla Parola di Dio che continuamente ci chiama al pentimento, e il pentimento che nasce dallo spirito di Pentecoste deve darci forza per cambiare e rinnovarci. «L’uomo deve riconciliarsi con se stesso e con l’ambiente circostante, soprattutto in questo 2009 che è pure l’Anno internazionale della riconciliazione dell’Onu». Sollecitazioni importanti che non vanno lasciate cadere. Il Consiglio delle Chiese cristiane di Milano vuole rilanciare i documenti prodotti vent’anni fa dalla prima Assemblea ecumenica europea, svoltasi a Basilea (Svizzera) nel maggio 1989 sul tema, allora innovativo e profetico, “Pace nella giustizia e salvaguardia del creato”. Oggi appare con tutta evidenza quanto quell’Assemblea sia stata una vera Pentecoste ecumenica, la sua forza nel riconoscere errori e peccati, nell’esprimere profondo pentimento e nell’affermare l’impegno a cambiare risuona ancora e può indirizzarci a nuove mete.Di qui la decisione del Consiglio delle Chiese cristiane di Milano di offrire per la Pentecoste un incontro di testimonianza e riflessione, che si terrà sabato 30 maggio, alle 20.45, presso il Tempio valdese di Milano (via Francesco Sforza 12), sul tema “Basilea 1989: una Pentecoste ecumenica. Vent’anni dopo”, con la partecipazione del Metropolita Athanasios Hatzopoulos, rappresentante della Chiesa ortodossa di Grecia presso l’Unione Europea a Bruxelles, di Luca Negro, segretario per la comunicazione e informazione della Conferenza Chiese d’Europa a Ginevra, e Luigi Sandri, giornalista cattolico di Ecumenical News International.Quest’anno la solennità di Pentecoste trova l’umanità intera accomunata da sensi di grande preoccupazione per le difficoltà del presente e per le incognite che il futuro porta con sé. La domanda che sorge spontanea è: «Che dobbiamo e possiamo fare?». Allo stesso modo si interrogavano quanti erano convenuti a Gerusalemme a quella che fu la prima Pentecoste dell’era cristiana.A riflettere su questo evento miracoloso ci invitano i presidenti del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) di Ginevra, che nel loro messaggio ai cristiani di tutto il mondo ricordano come i pellegrini fossero giunti a Gerusalemme da ogni parte del mondo di allora e su di essi discese lo Spirito Santo facendoli capaci di «parlare in altre lingue e di esprimersi come lo Spirito donava loro di farlo» (At 2,1-13) e fu Pietro a chiarire loro i pensieri e a invitarli a cambiare il cuore e lo stile di vita. «Dopo il vibrante intervento di Pietro – si legge nel messaggio del Cec – i pellegrini ebbero il cuore profondamente toccato e si dissero: “Cosa faremo noi, fratelli?”. Era l’inizio del pentimento, della metanoia, una trasformazione profonda dell’essere umano che porta a un’azione nuova. Pietro risponde alla domanda con un “convertitevi!” e li invita a pentirsi».Come non riconoscere oggi che abbiamo sbagliato tutti, non solo i politici e i banchieri, che abbiamo gestito male le risorse del nostro pianeta, che abbiamo smarrito alcuni valori fondamentali del vivere sociale, che i poveri sono in numero sempre crescente e che interi Paesi sono sull’orlo di crisi profonde? «Che si sia in Africa, in Asia o in altri continenti – continua il messaggio – la situazione è la stessa. A fronte di ciò, la domanda più evidente resta anche per noi oggi: “Cosa faremo noi, fratelli e sorelle?”». Certamente la prima risposta ci viene dalla Parola di Dio che continuamente ci chiama al pentimento, e il pentimento che nasce dallo spirito di Pentecoste deve darci forza per cambiare e rinnovarci. «L’uomo deve riconciliarsi con se stesso e con l’ambiente circostante, soprattutto in questo 2009 che è pure l’Anno internazionale della riconciliazione dell’Onu». Sollecitazioni importanti che non vanno lasciate cadere. La Settimana di spiritualità – All’interno della Settimana di spiritualità ecumenica dall’Ascensione a Pentecoste, promossa dal Servizio diocesano Ecumenismo e dialogo, tra le varie iniziative, presso la parrocchia Sant’Angela Merici a Milano (via Card. Cagliero 26), tutti i giorni fino a sabato 30 maggio alle 7.55 si terranno le Lodi ecumeniche: diversi rappresentanti delle Chiese cristiane sono stati invitati a dettare una breve meditazione a partire dai «frutti dello Spirito» secondo la lettera ai Galati (5, 22). Inoltre, per iniziativa dell’Azione Cattolica del Decanato Cagnola, in collaborazione con la Chiesa evangelica battista e il Gruppo scout Milano XX, una veglia ecumenica di Pentecoste si svplgerà mercoledì 27 maggio, alle 21, presso la parrocchia di Santa Maria Assunta in Certosa. – – Basilea vent’anni dopo (da Il Segno, maggio 2009)La Settimana di spiritualitàLettera agli operatori di pastorale ecumenica –

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