Un gruppo di volontari della cittadina brianzola ha allestito una rappresentazione della Natività che ha poi donato al paese abruzzese tragicamente colpito dal terremoto del 6 aprile scorso. Un gesto d'affetto che ha avvicinato le due comunità

di Emanuele LEVATI
Redazione

Durante il “ponte” dell’Immacolata la nuova chiesa di Onna, paese in provincia de L’Aquila, ha accolto un gruppo di volontari provenienti da Desio che hanno donato un presepe agli abitanti della località distrutta dal terremoto del 6 aprile. L’iniziativa è partita dalla volontà del gruppo – attivo da alcuni anni nell’allestimento del presepe nella basilica cittadina dei Santi Siro e Materno – di condividere l’impegno e la creatività espressi nella realizzazione del presepe con una comunità ancora in difficoltà a causa del sisma: la notte del 6 aprile, a Onna, il terremoto ha sbriciolato case, distrutto auto e lasciato sotto le macerie più di 40 persone.
Dopo i primi contatti e un mese di lavoro, il presepe – che raffigura un paesaggio roccioso tipicamente montano, con in primo piano la riproduzione della chiesa parrocchiale di Gromo, Comune della Bergamasca – è stato portato a Onna e posizionato sotto una grande tenda posta davanti alla chiesa appena inaugurata. Il gruppo è stato calorosamente accolto dal parroco, don Cesare Cardoso, e da tutta la comunità. Il presepe è stato benedetto dall’arcivescovo Orlando Antonini, nunzio apostolico in Serbia in visita a Onna.
Con grande dignità e infinito calore la popolazione di Onna si è stretta intorno al presepe e al gruppo di volontari, offrendo loro biscotti fatti in casa e caffè, condividendo con emozione quanto vissuto in quei tragici giorni. Si sono intrecciati sguardi, abbracci, parole d’affetto. Le storie raccontate da chi è sopravvissuto e da chi ha perso tutto hanno messo radici nei cuori dei desiani, così da creare tra le due comunità un “ponte” fatto di preghiere. «L’emozione vissuta in quei giorni è stata fortissima – racconta Lele, di ritorno da Onna -. Il terremoto ha distrutto case, provocato crepe insanabili non solo negli edifici ma anche nei cuori di quanti, sotto le macerie, hanno perso affetti, progetti, sogni».
I volontari recatisi a Onna mostrano fotografie scattate in quei giorni: macerie, automobili distrutte, strade bloccate. La desolazione è quasi ovunque, anche se negli occhi degli abitanti si intravede la fiducia nella ripresa. Il presepe donato a Onna, simbolo di rinascita, porterà un po’ di speranza laddove il terremoto ha seminato dolore. E la notte del 24 dicembre, quando la piccola Gloria adagerà Gesù bambino nella mangiatoia del presepe, Onna e Desio saranno unite in un abbraccio nel ricordo di quanti non ci sono più. Durante il “ponte” dell’Immacolata la nuova chiesa di Onna, paese in provincia de L’Aquila, ha accolto un gruppo di volontari provenienti da Desio che hanno donato un presepe agli abitanti della località distrutta dal terremoto del 6 aprile. L’iniziativa è partita dalla volontà del gruppo – attivo da alcuni anni nell’allestimento del presepe nella basilica cittadina dei Santi Siro e Materno – di condividere l’impegno e la creatività espressi nella realizzazione del presepe con una comunità ancora in difficoltà a causa del sisma: la notte del 6 aprile, a Onna, il terremoto ha sbriciolato case, distrutto auto e lasciato sotto le macerie più di 40 persone.Dopo i primi contatti e un mese di lavoro, il presepe – che raffigura un paesaggio roccioso tipicamente montano, con in primo piano la riproduzione della chiesa parrocchiale di Gromo, Comune della Bergamasca – è stato portato a Onna e posizionato sotto una grande tenda posta davanti alla chiesa appena inaugurata. Il gruppo è stato calorosamente accolto dal parroco, don Cesare Cardoso, e da tutta la comunità. Il presepe è stato benedetto dall’arcivescovo Orlando Antonini, nunzio apostolico in Serbia in visita a Onna.Con grande dignità e infinito calore la popolazione di Onna si è stretta intorno al presepe e al gruppo di volontari, offrendo loro biscotti fatti in casa e caffè, condividendo con emozione quanto vissuto in quei tragici giorni. Si sono intrecciati sguardi, abbracci, parole d’affetto. Le storie raccontate da chi è sopravvissuto e da chi ha perso tutto hanno messo radici nei cuori dei desiani, così da creare tra le due comunità un “ponte” fatto di preghiere. «L’emozione vissuta in quei giorni è stata fortissima – racconta Lele, di ritorno da Onna -. Il terremoto ha distrutto case, provocato crepe insanabili non solo negli edifici ma anche nei cuori di quanti, sotto le macerie, hanno perso affetti, progetti, sogni».I volontari recatisi a Onna mostrano fotografie scattate in quei giorni: macerie, automobili distrutte, strade bloccate. La desolazione è quasi ovunque, anche se negli occhi degli abitanti si intravede la fiducia nella ripresa. Il presepe donato a Onna, simbolo di rinascita, porterà un po’ di speranza laddove il terremoto ha seminato dolore. E la notte del 24 dicembre, quando la piccola Gloria adagerà Gesù bambino nella mangiatoia del presepe, Onna e Desio saranno unite in un abbraccio nel ricordo di quanti non ci sono più.

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