I cartelli segnalatori della tassa anti-smog non sono abbastanza chiari: per questo 8 mila cittadini negli ultimi mesi hanno fatto ricorso al giudice di pace. E a Palazzo di Giustizia il lavoro si moltiplica

Cristina CONTI
Redazione

A un anno e quattro mesi dall’entrata in vigore dell’Ecopass a Milano, iniziano i primi bilanci sui ricorsi. Secondo i dati del Comune, negli ultimi otto mesi al giudice di pace ne sono stati presentati 8 mila. E quasi tutti vinti dai cittadini, perché, a detta dei giudici, i cartelli che segnano il limite della tassa anti-smog non sono abbastanza chiari. Per far fronte a tutte queste pratiche, i 123 giudici di Milano hanno un calendario fitto di impegni, con udienze già fissate fino al 2010.
Cittadini che vengono a Milano per la prima volta ignari del divieto d’accesso nelle cinque nuove corsie preferenziali create in concomitanza con l’avvio del ticket; autisti di camion che fanno consegne saltuariamente nel capoluogo lombardo e che non erano a conoscenza del divieto; motociclisti soprappensiero o semplicemente non accortisi del cartello; ma anche mamme che all’ultimo minuto hanno dovuto accompagnare a scuola la figlia e si sono dimenticate, tra tanti impegni, di pagare il ticket entro le 24 ore successive: questi i casi più diffusi. Molti sono anche però coloro che non pagano perché semplicemente trovano il pedaggio ingiusto. E non una sola volta, ma tante. Così il lavoro, in tribunale, si moltiplica. «Di fronte alle multe “seriali”, cittadini cioè colpiti decine di volte per l’ingresso da quei varchi, si faccia pagare la prima e si annullino le altre», propone il capogruppo leghista Matteo Salvini.
I giudici non possono occuparsi solo di Ecopass; visto che molte sanzioni devono essere annullate, è bene intervenire alla radice. «Per il momento l’indicazione di massima è di annullare le multe per gli ingressi dei motorini nei nuovi varchi d’accesso», spiega Vito Dattolico, coordinatore dei giudici di pace milanesi.
Intanto è bene ricordare che, accanto al ricorso che i cittadini possono presentare alla Prefettura, c’è anche il servizio “Multa semplice” del Comune di Milano (www.comune.milano.it), che fornisce informazioni consultabili subito e un’area riservata e protetta a cui si accede inserendo il codice indicato sul verbale della sanzione. In quest’area riservata, il cittadino può vedere l’immagine del passaggio della propria auto rilevato dalle telecamere dei varchi Ecopass o dalle altre telecamere di controllo, potendo così verificare direttamente la correttezza del verbale emesso. In caso di targa errata, attivazione effettuata o veicolo autorizzato, va inviata istanza alla Polizia locale, che provvederà all’annullamento. A un anno e quattro mesi dall’entrata in vigore dell’Ecopass a Milano, iniziano i primi bilanci sui ricorsi. Secondo i dati del Comune, negli ultimi otto mesi al giudice di pace ne sono stati presentati 8 mila. E quasi tutti vinti dai cittadini, perché, a detta dei giudici, i cartelli che segnano il limite della tassa anti-smog non sono abbastanza chiari. Per far fronte a tutte queste pratiche, i 123 giudici di Milano hanno un calendario fitto di impegni, con udienze già fissate fino al 2010.Cittadini che vengono a Milano per la prima volta ignari del divieto d’accesso nelle cinque nuove corsie preferenziali create in concomitanza con l’avvio del ticket; autisti di camion che fanno consegne saltuariamente nel capoluogo lombardo e che non erano a conoscenza del divieto; motociclisti soprappensiero o semplicemente non accortisi del cartello; ma anche mamme che all’ultimo minuto hanno dovuto accompagnare a scuola la figlia e si sono dimenticate, tra tanti impegni, di pagare il ticket entro le 24 ore successive: questi i casi più diffusi. Molti sono anche però coloro che non pagano perché semplicemente trovano il pedaggio ingiusto. E non una sola volta, ma tante. Così il lavoro, in tribunale, si moltiplica. «Di fronte alle multe “seriali”, cittadini cioè colpiti decine di volte per l’ingresso da quei varchi, si faccia pagare la prima e si annullino le altre», propone il capogruppo leghista Matteo Salvini.I giudici non possono occuparsi solo di Ecopass; visto che molte sanzioni devono essere annullate, è bene intervenire alla radice. «Per il momento l’indicazione di massima è di annullare le multe per gli ingressi dei motorini nei nuovi varchi d’accesso», spiega Vito Dattolico, coordinatore dei giudici di pace milanesi.Intanto è bene ricordare che, accanto al ricorso che i cittadini possono presentare alla Prefettura, c’è anche il servizio “Multa semplice” del Comune di Milano (www.comune.milano.it), che fornisce informazioni consultabili subito e un’area riservata e protetta a cui si accede inserendo il codice indicato sul verbale della sanzione. In quest’area riservata, il cittadino può vedere l’immagine del passaggio della propria auto rilevato dalle telecamere dei varchi Ecopass o dalle altre telecamere di controllo, potendo così verificare direttamente la correttezza del verbale emesso. In caso di targa errata, attivazione effettuata o veicolo autorizzato, va inviata istanza alla Polizia locale, che provvederà all’annullamento.

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